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ATA e ITP ex enti locali: le chiacchiere stanno a zero Stampa E-mail
giovedý 15 maggio 2008
ImageIl contenzioso iniziato nel 2000, quello relativo all'inquadramento del personale ATA transitato dagli Enti Locali in applicazione della legge 124/99, torna d’attualità. L’occasione per tornare a parlarne o sparlarne (visto che proprio i sindacati [CGIL-CISL-UIL-SNALS] che hanno inventato il famigerato meccanismo della “temporizzazione” al posto della posto della norma, chiarissima, contenuta nella legge del 1999 che riconosceva integralmente l’anzianità maturata negli enti di provenienza, fanno i primi della classe) è offerta da una recente iniziativa intrapresa dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Con la nota Prot. n.7640/Dgper dell’8 maggio scorso, il MPI ha avviato una ricognizione per avere dei dati più completi (??) sulle anzianità del personale Ata transitato dagli EE.LL. allo Stato! Una richiesta singolare dal momento che i dati richiesti sono agli atti delle istituzioni scolastiche interessate fin dal 2000! La modalità della ricognizione sono precisate nell’allegata nota tecnica .
Nell’informativa, il cui oggetto è: Personale ATA trasferito dagli enti locali (art 8 legge 124/99) – rilevazione servizi – si precisa che l’intento è semplicemente quello di “di procedere alla valutazione degli elementi necessari per l’eventuale ridefinizione delle posizioni giuridiche ed economiche del personale in parola, secondo quanto previsto dall’articolo 66, comma 6, del CCNL 4/8/95, che continua a trovare applicazione per effetto dell’articolo 146 del vigente Contratto di comparto”. L’articolo citato riguarda il “riconoscimento dei servizi di ruolo e non di ruolo eventualmente prestati anteriormente alla nomina in ruolo e alla conseguente stipulazione del contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato”. Niente a che vedere quindi, si dovrebbe dedurre, con l’annosa irrisolta questione del riconoscimento dell’anzianità “integrale” prestata negli enti locali di provenienza.
Ma sempre nella stessa nota dell’8 maggio si fa tuttavia riferimento al comma 147 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008). Detto comma prevede che in sede di rinnovo contrattuale del personale della scuola, relativo al biennio economico 2008/2009, sia “…esaminata anche la posizione giuridico-economica del personale ausiliario, tecnico e amministrativo trasferito dagli enti locali allo Stato in attuazione della legge 3 maggio 1999, n. 124.”.
Un spiraglio di luce in questa scandalosa vicenda? E’ presto per dirlo ma lo spunto per riportare la questione al centro del dibattito sul rinnovo del contratto della scuola, scaduto dal gennaio del 2008, è di quelli da cogliere al volo.
Puntuale nel frattempo è arrivato il comunicato unitario dei sindacati scuola di CGIL-CISL e UIL che, lungi dal riconoscere le proprie responsabilità riguardo all’iter dell’intera vicenda, cerca di mettere le mani avanti affermando: "Al di là delle strumentalizzazioni dell'accordo del 20 luglio 2000, necessario per definire il primo inquadramento, la posizione sindacale è stata sempre coerente e ferma rispetto alla piena applicazione della norma e al riconoscimento dell'anzianità”.
Un’affermazione che per quanto strumentale e un tantino nauseante permetterà al personale coinvolto nella vicenda di “sperimentare” quanto il “pentimento” successivo all’accordo del 20 luglio 2000 con cui i sindacati in questione firmarono la “svendita” dell’anzianità sia effettivo o se si tratti dell’ennesima dichiarazione sulla carta senza azioni conseguenti.
Sulla carta il tono è “minaccioso”: “È chiaro che se gli impegni non saranno adeguati alla soluzione del problema le Organizzazioni Sindacali faranno sentire, come sempre, la propria voce attraverso la programmazione di idonee iniziative”.
E' quel “come sempre” che desta più di una preoccupazione visto che fino ad ora di iniziative idonee non ne hanno messe in piedi per nulla.
Se questo abbia a che vedere con le sollecitazioni che il Coordinamento Nazionale Lavoratori ex Enti Locali (un organismo costituito da ATA ex enti locali di varie province) ha inviato a tutte le organizzazioni sindacali presenti nella scuola si vedrà. Il Coordinamento in questione ha avanzato la proposta di organizzare “dal basso” una manifestazione nazionale a Roma degli ATA ex enti locali.
Per quanto ci riguarda abbiamo dato la nostra disponibilità a contribuire alla riuscita della manifestazione. Abbiamo tuttavia ribadito che in questa vicenda molti degli interlocutori a cui si sono rivolti hanno qualche cadavere di troppo nell’armadio.
 
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