Pubblico Impiego
PRESI CON LE MANI NEL SACCO...... Stampa E-mail
giovedì 19 marzo 2009

ImageIl 4 febbraio 2009 vengono arrestati il dirigente e primo firmatario della delibera di privatizzazione dei Servizi cimiteriali ed una sua collaboratrice. Secondo l’indagine in corso avevano costituito una informale, ma ben organizzata, “società per azioni” che associava il direttore e la sua assistente del settore servizi funebri del Comune di Milano con esponenti di una azienda privata del settore.

Una storia vecchia che si ripete: mazzette in cambio di “permessi”, di “licenze”, di “agevolazioni”, di corsie “riservate e preferenziali” sempre per lo stesso motivo: denaro ed ancora denaro. Il profitto al di sopra di qualunque esigenza sociale, spacciato per efficienza e “buon funzionamento” di un servizio essenziale. La MISEF – così doveva chiamarsi la nuova azienda privatizzata - sembrava un abito ideato da un sarto più che compiacente; e la firma del fu direttore in bella evidenza in calce alla delibera che costituiva il piano MISEF sembrava la sanzione della solita operazione di svendita di un bene pubblico, comune, ai soliti pescecani desiderosi di realizzare lucrosi profitti anche sul dolore di familiari ed amici delle persone decedute.

Ma questa volta l’operazione non è riuscita, anche grazie alle organizzazioni sindacali, ai delegati RSU che questa volta, tutti insieme, con le lavoratrici ed i lavoratori del settore servizi funebri in primo luogo, si sono opposti con forza a questo scempio nell’anno 2008, la delibera ora è stata ritirata. Una opposizione che oggi può rilanciare la propria vertenza per raggiungere questi obiettivi:

1. mantenere la gestione diretta dei servizi cimiteriali;

2. migliorare l’organizzazione del settore dando la parola in primo luogo alle persone che direttamente vi lavorano;

3. rendere completamente trasparenti, anche utilizzando la Rete (Internet), le procedure di assegnazione di cellette, loculi, ed in particolare le altre strutture, con bando ed assegnazione pubblica, quando le domande sono maggiori assegnazione tramite sorteggio; inoltre diminuire i “costi” ( per esempio ottenere la cremazione è gratuita per i residenti come avviene in altre città ad esempio Roma);

4. lavoro “usurante” è da considerare l’attività lavorativa nel settore, per comprensibili e vari motivi, per cui consentire in modo trasparente la mobilità verso altri settori dell’amministrazione comunale; 5. organizzarsi per impedire che in futuro ci siano altri progetti in altri settori del Comune di Milano (biblioteche, case di riposo, scuole, settore informatico....) che abbiano somiglianza con quanto successo con la fu (...per ora) MISEF: • le “privatizzazioni ed esternalizzazioni” delle prerogative pubbliche che tante sconcezze hanno prodotto a Milano, in Italia e non solo (....ricordiamoci i disastri delle ferrovie del Regno Unito), i tentativi di privatizzazione addirittura dell’acqua, ed in Lombardia il vero e proprio massacro della scuola e della sanità pubblica cancellino definitivamente i servizi pubblici concepiti per risolvere bisogni della cittadinanza e diventino solo affari per i soliti squali.

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