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CONTRATTI E SCIOPERI DEL PUBBLICO IMPIEGO Stampa E-mail
marted́ 04 novembre 2008
ImageCisl e Uil hanno firmato un’intesa "separata" per il rinnovo dei contratti del settore pubblico (scaduti da 10 mesi), con cui accettano (citiamo solo alcune delle cose più scandalose): - il taglio del salario accessorio praticato con la legge 133/08 (la finanziaria di Tremonti e Brunetta); - il tetto massimo di aumento del 3,2% fino al 2009, a fronte di un’inflazione reale nel 2008 di oltre il 4%, e senza alcun recupero del potere d’acquisto perso progressivamente in questi anni; - lo stop alle procedure di stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari della pubblica amministrazione e dei servizi ed il loro conseguente licenziamento allo scadere dei contratti in corso.

A questo va sommata la totale indifferenza di Cisl e Uil verso la decurtazione della malattia dal salario accessorio e per gli “arresti domiciliari” dei dipendenti pubblici malati (tutte misure - sempre nella legge 133- destinate a trasmigrare anche nel privato, se si affermano), misure vessatorie di cui ogni sindacato degno di tale nome come minimo avrebbe dovuto chiedere la rimozione come condizione preliminare per sedersi al tavolo.

Su queste basi, invece, Cisl e Uil vogliono aprire le contrattazioni di comparto. E anche chiuderle…, perché quel che hanno appena sottoscritto toglie loro qualunque margine di trattativa. Sul giudizio ampiamente positivo di Cisl e Uil c’è poco da dire ormai. Ci hanno abituato fino alla nausea a dichiarazioni “sdraiate” sulle proposte della controparte (sia essa il governo, la Confindustria o le singole amministrazioni).

Forse anche grazie allo straordinario risultato dello sciopero del 17 ottobre, la novità - rispetto al solito scenario - è la posizione assunta dalla Cgil, che non ha firmato e ha mantenuto gli scioperi già indetti per il 3, 7 e 14 novembre rispettivamente al Centro, Nord e Sud-Italia (per carità, non sia mai che troppi lavoratori e lavoratrici si fermino tutti insieme!). …

E così finalmente la Cgil scopre che non sempre si può firmare qualsiasi cosa, a qualsiasi costo, in nome di un’astratta unità. … Ma per che cosa si sciopera, esattamente? Cgil, Cisl e Uil si erano presentate all’invito di Brunetta senza una piattaforma contrattuale e, anche se poi la Cgil non ha firmato, le rivendicazioni di questo sciopero non sono chiare.

Allora facciamo chiarezza e costruiamo un percorso di lotta che, partendo dal 17 ottobre, converga sullo sciopero già proclamato dalla Fiom per il 12 dicembre, facendone uno sciopero generale contro la finanziaria che fermi il paese e chiedendo, per il pubblico impiego: aumenti di € 3.000,00 all’anno subito, recupero automatico dell’inflazione (scala mobile), ritiro della legge Brunetta, stabilizzazione di precarie e precari.

SdL intercategoriale

in allegato alcuni volantini distribuiti in questi giorni alle assemblee indette da Cgil o Cisl in Regione Lombardia e al Comune di Brescia

 
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