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12 giugno sciopero alla IPERCOOP di Livorno: perfettamente riuscito PDF Stampa E-mail
venerdì 13 giugno 2008

IPERCOOP LIVORNO CHIUSA: SCIOPERO CONTRO LA PRECARIETA’

IL TIRRENO - 13 giugno, prima pagina

LIVORNO - LE SARACINESCE DEL GRANDE MAGAZZINO GIU’ PER TUTTO IL GIORNO. PROTESTA CONTRO IL LAVORO INTERINALE

Ipercoop, sciopero a sorpresa L’assemblea si è spaccata sull’agitazione a oltranza

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IL TIRRENO - 13 giugno PROTESTA CONTRO LA PRECARIETA’ SCIOPERO ALL’IPERCOOP: “NO AL LAVORO INTERINALE”

L’agitazione proclamata nella notte. L’assemblea si spacca sulla a oltranza di Luciano De Majo LIVORNO - Chiuso. Chiuso per sciopero. Saracinesche abbassate all’Ipercoop, all’improvviso. L’agitazione è scattata nella notte fra mercoledì e ieri, a seguito del ricorso dell’azienda al lavoro interinale o, come si chiama adesso, del lavoro “a somministrazione”. E’ stata la Rsu, composta interamente da rappresentanti del sindacato autonomo SdL, a proclamare lo sciopero, chiedendo lo stop all’interinale e l’apertura di un confronto coi vertici aziendali. Tensione: Da ieri mattina è iniziata, dunque, una lunghissima giornata che ha vissuto anche momenti di tensione quando, in mattinata, i lavoratori hanno contestato le posizioni, assai più morbide, dei rappresentanti dei sindacati confederali, i quali hanno trovato lo sciopero una reazione sproporzionata al comportamento dell’azienda. Sorpresa. In molti, fra i consumatori che frequentano abitualmente l’ipermercato, sono arrivati e hanno trovato i varchi d’accesso chiusi. la direzione aveva affisso alcuni cartelli con i quali spiegava che la chiusura era dovuta allo sciopero proclamato Dall’SdL, che è andato avanti per tutto il giorno raccogliendo anche l’adesione di molti non iscritti al sindacato autonomo. Sono rimasti regolarmente aperti soltanto i negozi della galleria commerciale, affollati come non mai, al pari ei ristoranti che si trovano nel Centro commerciale “Fonti del Corallo”. L’assemblea. Nella serata di ieri, sul retro dell’Ipercoop, l’assemblea nella quale doveva essere presa la decisione sul punto fondamentale: continuare lo sciopero a oltranza o smorzare la lotta? Pur contestato, il segretario della Filcams Cgil Franco Franceschini ha fatto capire ciò che era possibile ottenere: la garanzia del passaggio dal lavoro interinale non faceva perdere i diritti dei “precari storici” dell’Ipercoop e l’accordo sull’assunzione dei precari entrati nel 2003 che hanno maturato oltre 36 mesi di servizio. Davanti a quella proposta, l’assemblea doveva decidere se continuare con lo sciopero o se sospenderlo per oggi in attesa della lettura dell’accordo che azienda e confederali potrebbero raggiungere in giornata. Su questo i lavoratori si sono spaccati a metà: 32 voti per lo sciopero a oltranza e 31 per sospenderlo. Un margine troppo esiguo, un voto appena, per prendere una decisione così forte come lo sciopero senza fine. A meno di clamorose sorprese, il lavoro stamani riprenderà regolare e l’Ipercoop riaprirà. Ma nessuno è in grado di escludere un altro blitz nella notte, simile a quello di ieri, con volantini e presidi al momento dell’ingresso al lavoro. “Stipendi bassi”. Ma tante sono state le voci dei dipendenti dell’Ipercoop che si lamentavano dei diritti che si affievoliscono con l’interinale ma, soprattutto, del fatto che il part time non consente di portare a casa uno stipendio degno di questo nome. E qui sta gran parte dei disagi espressi dai lavoratori e dalla lavoratrici. “Se ne prendono altri venti o trenta, noi l’aumento d’orario ce lo possiamo scordare”, dicevano alcuni. E altri sottolineavano che i ricorso al lavoro interinale non riguarda solo gli stagionali, ovvero quelli che vengono assunti nei periodi di maggiori vendite come quello estivo. “Ci sono persone che lavorano qui dal 2003 - spiegavano ieri sera alcuni delegati della Rsu - e alle quali oggi viene detto di passare dall’agenzia di lavoro temporaneo se vogliono continuare a lavorare con noi”.

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IL TIRRENO - 13 giugno LA TESTIMONIANZA (lu.dem.)

 “Dopo 5 anni ora mi sento abbandonata” LIVORNO - “Io ho 35 anni, dal 2003 a oggi ho lavorato per 48 mesi all’Ipercoop. E sono andata a firmare all’agenzia di lavoro interinale: avrei voluto non farlo, ma ho un figlio a cui pensare”. Lei ha 35 anni e trattiene a stento le lacrime, la sua è una storia simile a quella di altri che lavorano nell’ipermercato. Ieri pomeriggio ha firmato un pacco di carte nella sede cittadina dell’Adecco, in via Maggi. “Il mio contratto era in scadenza - racconta - e solo così potrò rientrare al lavoro. Per me non è stata una scelta a cuor leggero: ma se non guadagno, come faccio a mantenere il mio bimbo di tre anni?”. Ha girato gran parte dell’ipermercato e non si lamenta del lavoro che fa: “Anzi, mi piace. Ma se devo dire la verità, mi sono sentita come se fossi stata abbondanata dalla mia mamma che non mi vuole più e che ha deciso di affiderai alla baby sitter. Per me il rapporto con la Coop era questo: sentivo quest’azienda come una madre. Potete immaginare come mi senta adesso”. Era iscritta alla Cgil. Ma anche questo fa parte del passato: “Ora non lo sarò più: ho detto all’Adecco che non voglio più alcuna trattenuta sindacale, così almeno sceglierò come spendere quei pochi soldi… In tutta questa vicenda li ho sentiti molto lontani e mi dispiace molto. Lo sciopero? E’ stato importante perché ha ottenuto l’adesione non solo dei part time, ma di tutti. Hanno capito che questa è una lotta per tutti”.

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LA NAZIONE - 13 giugno IPERCOOP, PRECARI IN SCIOPERO "COSTRETTI AD ISCRIVERSI ALLE AGENZIE INTERINALI” di Michela Berti Livorno -

"Ci scusiamo del disagio arrecato ai soci ed ai clienti ma per lo sciopero improvviso non comunicato per tempo all’azienda da parte del SdL, Sindacato dei lavoratori intercategoriale, e dei loro rappresentanti, l’ipermercato resterà chiuso". Queste le parole affisse sulle saracinesche abbassate dell’Ipercoop alle Fonti del Corallo rimasto chiuso, per l’intera giornata, a causa dello sciopero indetto dai lavoratori. "L’azienda ha convocato ieri (mercoledì, ndr) una decina di persone - spiega Diego Perez - comunicando loro che si sarebbero dovuti iscrivere al contratto interinale per poter continuare a lavorare. L’Azienda ha violato le norme del contratto nazionale e gli accordi sindacali". E mentre alcuni giovani gridavano "Vergogna, la Coop sei tu!» le Rsu dell’Ipercoop chiedono l’immediata interruzione delle procedure avviate con le agenzie interinali ed una corretta applicazione delle norme contrattuali relative al diritto di informazione. Tra i lavoratori e l’Azienda, i sindacati: "A lavoro non si entra per legge ma perché serve - dice Franco Franceschini Cgil - Il lavoro stagionale è sempre esistito, serve a compensare le ferie e le malattie, soprattutto nei mesi estivi. Cercheremo di scrivere un accordo per i lavoratori a tempo determinato". Piena solidarietà ai lavoratori da parte della Cisl: "Contestiamo il comportamento della direzione Unicoop Tirreno - scrive Antonio Maglione Fiscacat - che su questa materia non ha aperto alcun tavolo di trattativa. La volontà di trasferire alle agenzie interinali i lavoratori stagionali, contraddice quanto stabilito dall’accordo integrativo nazionale poiché, in questo modo, non si stabilizza l’occupazione di quanti hanno raggiunto, o stanno per farlo, i 36 mesi di lavoro dopo i quali scatterebbe l’assunzione a tempo indeterminato". Cisl ha indetto un’assemblea per il 20 giugno nella sede del sindacato alla Scopaia. "La nuova offerta Ipercoop: prendi 3, paghi 2... lavoratori». Lo slogan, ironico, si legge in un comunicato di Sinistra Critica a firma di Rosalba Volpi, consigliera comunale e Gatto Fabio, coordinamento provinciale che commentano: "Altri tempi quando la cooperativa nell’immaginario collettivo significava almeno il tentativo di costruire un rapporto diverso di lavoro, più egualitario".

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AGI - 12 giugno, 18:29 Firenze -

La Rsu SdL Intercategoriale dell'Ipercoop di Livorno ha dichiarato (ieri in tarda serata in forma immediata) sciopero per l'intera giornata di oggi. E' quanto si legge in una dichiarazione di Franco Lovascio, della segreteria nazionale SdL Intercategoriale. Lo sciopero - tuttora in corso e che ha visto l'adesione totale dei dipendenti, tanto che il centro commerciale è chiuso da questa mattina con all'interno solamente il direttore e gli addetti al centralino - è stato proclamato per chiedere l'immediata interruzione delle procedure avviate con le agenzie interinali ed una corretta applicazione delle norme relative al diritto di informazione e di confronto con la Rsu. Le lavoratrici e i lavoratori dell'ipermercato hanno incrociato le braccia contro l'arroganza dell'azienda che impone da un giorno all'altro agli stagionali (che da anni attendono una stabilizzazione) un'alternativa inconcepibile: "o interinali o fuori dalla Coop", perpetuando così uno stato di precarietà che inevitabilmente renderà più difficile per tutti i dipendenti (anche dunque per quelli a tempo indeterminato) ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro. Da questa mattina le lavoratrici ed i lavoratori in sciopero sono presenti all'ingresso del centro commerciale distribuendo migliaia di volantini ai clienti per spiegare le ragioni della protesta e, a seguito del blocco totale, per questa sera è stata convocata un'Assemblea straordinaria dei soci Coop. Inoltre per le 19:00 di questa sera è annunciata un'assemblea dei dipendenti per valutare insieme quanto accaduto oggi e decidere come proseguire.

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SENZASOSTE.it - 12 giugno IPERCOOP: CRONISTORIA DI DUE GIORNI DI LOTTA

Mercoledì 11 giugno Ore 15 - I delegati RSU Ipercoop vengono a conoscenza (per vie traverse) della convocazione, per le ore 16, da parte della Direzione di una decina di dipendenti stagionali, “per comunicazioni”. Quattro delegati SdL si precipitano all’Iper, sulla base delle voci ormai quasi ufficiali che davano Unicoop Tirreno in procinto di intraprendere la svolta degli interinali. Ore 16 - I delegati RSU fanno richiesta al Direttore di presenziare all’incontro. La risposta è negativa. Ore 17 - I dipendenti escono con la tanto temuta nuova realtà: se vogliono continuare a lavorare in Coop, devono iscriversi all’agenzia interinale Adecco. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che da quattro-cinque anni lavorano all’Iper, e che stavano accumulando i mesi necessari per l’assunzione obbligatoria. Con questa mossa l’azienda vuole dribblare in sostanza i propri doveri di stabilizzazione dei precari. Ore 19 - L’incontro tra la Direzione e le RSU sull’argomento, previsto per la mattina dopo alle ore 10:30, viene rinviato dall’azienda. Ore 20 - Il coordinamento SdL indice una riunione d’urgenza per la sera stessa, al fine di affrontare l’emergenza. Ore 22 - Viene ravvisata tutta l’arroganza di un’azienda che oltrepassa le rappresentanze senza consultarle su un argomento così fondamentale e che decide di fare della creazione di ulteriore precarietà il proprio cavallo di battaglia. Ore 23:30 - Il coordinamento all’unanimità decide per lo sciopero immediato con picchetti agli ingressi e manifestazione/assemblea permanente a partire dal primo turno della mattina. Nella notte partono i preparativi (comunicati, striscioni, volantini, comunicazioni all’azienda…).

Giovedì 12 giugno Ore 4:30 - Inizia lo sciopero con presidio. La richiesta è quella di una “immediata interruzione delle procedure avviate con le agenzie interinali ed una corretta applicazione delle norme contrattuali relative al diritto di informazione e di confronto esistente in capo alle RSU.” Ore 9 - I primi turni mattutini registrano un’adesione pressoché totale. L’Ipercoop rimane chiusa. Circa centocinquanta dipendenti affollano il piazzale. La Direzione risulta completamente spiazzata dalla mossa del sindacato di base. Ore 10 - Arrivano i delegati RSA Filcams-Cgil, i quali prendono posizioni diverse tra loro riguardo allo sciopero, aderendo comunque tutti. Arriva anche Franceschini, segretario provinciale Filcams, che avrebbe dovuto tenere durante la giornata, insieme a Nocchi, le assemblee sulla riforma della contrattazione (ovviamente saltate). Il segretario Filcams spiega la sua chiara contrarietà allo sciopero, ricevendo per risposta una sonora contestazione da parte dei lavoratori. La mattinata prosegue con presidi di volantinaggio anche ai clienti. La RSU fissa per le 19 le assemblee dei lavoratori per decidere il da farsi. Ore 14 - Viene consegnato dalla RSU direttamente nelle mani del Direttore un sollecito, nel quale si richiede una risposta entro le ore 17. Per tutto il giorno si susseguiranno tra l’altro colloqui della Direzione con futuri neo (interinali) assunti. Ore 14:30 - La Filcams si reca nella sede centrale di Unicoop Tirreno a Vignale Riotorto. Ore 15 - Arriva la solidarietà ufficiale dei soci Coop di Livorno, i quali comunicano ai ragazzi che in serata il Comitato avrà un incontro, da loro esplicitamente sollecitato dopo la lettera aperta che avevano ricevuto, con i vertici di Unicoop Tirreno. Nel proseguio arriveranno anche le presenze dirette del Comitato No offshore, della Rete 28 aprile nella Cgil, di Rifondazione Comunista con Alessandro Trotta, e il comunicato di solidarietà di Sinistra Critica Livorno. Oltre ovviamente alle presenze di esponenti territoriali di SdL Intercategoriale. Ore 17:30 - Il Direttore comunica alla RSU che la risposta dell’azienda è solamente nei termini di una proposta di incontro per lunedì mattina alle ore 11, senza poter garantire un blocco delle procedure interinali. Ore 19 - Comincia l’assemblea. L’inizio sembra andare verso la direzione di una prosecuzione dello sciopero, risultando insoddisfacente la risposta aziendale. Ore 20 - Franceschini, di ritorno da Vignale, chiede di parlare. Afferma che hanno ottenuto un incontro per il giorno successivo nel primo pomeriggio, dove ci sarebbero spiragli per un impegno aziendale di assunzione a tempo indeterminato degli stagionali che avrebbero già superato i limiti per l’assunzione obbligatoria, entro fine anno. Gli animi si surriscaldano di nuovo, anche a causa della definizione di “esagerato” nei confronti dello sciopero da parte del segretario (normale che una cosa del genere, detta a persone che erano lì dalle quattro del mattino, crei tensioni). Ore 21 - Comincia a farsi strada l’idea che l’azienda non accetti aperture nei confronti della RSU SdL Iper, mentre sia più propensa al dialogo con le sigle firmatarie del contratto nazionale. La via del punto d’incontro e dell’ ”ottenere almeno qualcosa” acquista consensi. Il dibattito si frammenta. Ore 22 - Si arriva alla votazione. Inizialmente ci sono quattro “mozioni”. La prima prevede la prosecuzione dello sciopero, sulla base del fatto che comunque la svolta interinale va fermata a prescindere, per ragioni “etiche” e in quanto pericolosissima per la futura vita lavorativa di tutti i dipendenti, non solo gli stagionali. La seconda prefigura la sospensione dello sciopero in attesa del risultato della Filcams, con immediata ed eventuale reindizione per sabato in caso di esito negativo. La terza prevede uno sciopero mattutino, con eventuale revoca in caso di accordo soddisfacente. La quarta un’apertura invece mattutina con eventuale sciopero nel pomeriggio. Queste ultime due escono subito di scena dopo la prima votazione, nella quale risulta maggioritaria la prima linea (prosecuzione dell’agitazione). La seconda alzata di mano vede confluire verso la “mozione” sospensiva i voti delle altre due, tanto che l’esito finale emerge in un solo voto di scarto (!) tra il proseguimento e l’interruzione. In altre parole, il fronte si spacca in due. Si sparge l’idea che il rischio di flop in queste condizioni è altissimo, visto che alcuni iniziavano a dire che sarebbero entrati, e che gli assenti dall’assemblea non davano garanzie sulle loro intenzioni. In più, l’azienda sembrava aver assorbito l’effetto sorpresa e, attutito il colpo, appariva fiduciosa di poter fronteggiare un secondo giorno di sciopero proveniente da un fronte sicuramente indebolito e fiaccato dalla visibilissima stanchezza dei soggetti propulsori. Ore 23 - Lo sciopero viene sospeso. Si vedono parecchie lacrime. Lo stato di agitazione permane, così come quello di allerta. I presenti potranno raccontare un’esperienza che lascerà il segno.

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Ipercoop di Livorno, OGGI CHIUSA PER SCIOPERO

AGGIORNAMENTO: In questo momento è in corso un'assemblea dei lavoratori per decidere le modalità di continuazione della lotta. A breve gli aggiornamenti su cosa accadrà domani. Chiusa per sciopero! L’ipercoop fin dalle prime luci dell’alba non ha potuto aprire in quanto i lavoratori sono rimasti fuori dall’azienda per chiedere l’immediata sospensione della decisione unilaterale dell'azienda di utilizzare il lavoro interinale al posto dei tempi determinati che stanno maturando l’anzianità per essere assunti definitivamente. L’adesione è stata TOTALE e l’azienda non ha potuto fare altro che registrare il dato della non possibilità di aprire.

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SENZASOSTE.it - 7 giugno IPERCOOP, LA "SVOLTA INTERINALE" CREA SCOMPIGLIO: CGIL E SDL AI FERRI CORTI di Licio Galdo

Serata “calda” all’Ipercoop quella di venerdì, con le assemblee della Cgil saltate dopo l’intervento della RSU SdL Andiamo con ordine. In questi giorni la situazione all’Iper era molto tesa, a causa della svolta storica decisa dai vertici della direzione centrale di Vignale Riotorto di fare per la prima volta ricorso (dal mese prossimo) alle agenzie di lavoro interinale, al fine di bloccare il decorso dei mesi per gli stagionali che stavano arrivando ad accumulare i tempi necessari per l’assunzione obbligatoria di legge. La decisione era stata presa in maniera unilaterale dall’azienda, e comunicata alle tre sigle firmatarie del CCNL (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil). Una volta giunta la notizia nell’ipermercato di Porta a Terra, la reazione della RSU (composta interamente da rappresentanti del sindacato di base SdL) è stata di totale condanna: “è inconcepibile, va contro ogni logica di lotta alla precarietà, che in questo momento è un’emergenza prioritaria”. La Filcams ha invece deciso di percorrere un’altra strada, chiamando gli stagionali a livello territoriale e proponendo loro un’alternativa precisa: “o accettate l’interinale, o potete dire addio alla Coop”. L’appuntamento con i lavoratori precari (tutti, anche quelli dei supermercati) era per venerdì alle 21, proprio all’Ipercoop. Si trattava di assemblee indette dalla Filcams, ma i rappresentanti di questa sigla nel preriunione hanno notato nell’atrio d’ingresso la presenza di alcuni esponenti RSU del Sdl, ed hanno chiesto loro di allontanarsi, in quanto l’incontro era riservato agli iscritti Cgil. Secca la replica dei ragazzi: “senza di noi le assemblee non si fanno”. Ragazzi che poi dalle pagine del loro blog spiegano: “avevamo deciso di essere presenti come RSU per una serie di motivi. Innanzitutto l’assemblea si teneva nella nostra unità produttiva, nella quale le persone che i lavoratori hanno scelto come loro rappresentanti, siamo noi” (la Cgil decise di non presentarsi alle elezioni, ndr). “In secondo luogo, l’assemblea non aveva avuto alcuna indizione ufficiale da parte della Cgil nei giorni precedenti. Nessuna affissione, nessun avviso, solo un passaparola che tra l’altro ha lasciato fuori alcune persone. L’assemblea non era inoltre riservata agli iscritti Cgil, ma a tutti gli stagionali (tant’è che c’erano anche lavoratori non iscritti). La nostra presenza era poi stata richiesta direttamente dai lavoratori precari dell’Iper, in quanto l’assemblea aveva ad oggetto decisioni importantissime che si ripercuoteranno sui dipendenti della nostra unità produttiva, la quale, lo ripetiamo, ha una sua rappresentanza regolarmente eletta. Era oltretutto nostra intenzione rimanere in silenzio in disparte, senza intervenire, ma solo in semplice ascolto.” Ne è seguito un botta e risposta molto animato, nel quale le RSU sostenevano, ripetendo all’infinito a tutti i presenti che sarebbero rimasti in silenzio se fosse stato concesso loro di presenziare, che la volontà della Cgil era quella di secretare i contenuti dell’assemblea, e questo non era accettabile. Dopo una fase di stallo dove la situazione non si sbloccava, la Cgil ha deciso di rimandare la riunione a lunedì sera alla loro torre, fra l’incredulità e la rabbia della gente. “Quello che è pesante - sostiene SdL - è che, andando via, sembrava volessero addirittura dare la colpa a noi dell’assemblea mancata! Al ché li abbiamo invitati a precisare i termini. A quel punto hanno comunicato che “erano dispiaciuti” e “si scusavano” perché avevano sbagliato a volerla fare all’Iper, a non presentare una indizione ufficiale, a non riservarla ai loro iscritti (salvo poi dire fuori ai lavoratori che lunedì sera potranno andarci anche i non tesserati Cgil, mah…).” “Ciò che più ci dispiace – proseguono le RSU - è che alcuni lavoratori (soprattutto quelli dei super, che magari non conoscono a fondo la situazione che c’è all’Ipercoop da punto di vista sindacale) possano aver letto tutto questo come una semplice bega tra organizzazioni. Non è così. La Cgil ci ha sempre frapposto davanti un muro ostruzionistico, e la sentenza del 5 febbraio scorso ne è la prova. Noi ci sentiamo in dovere di tutelare i lavoratori dalle bugie, dalle false promesse, dai possibili pericoli cui vanno incontro. Vogliamo fare attività sindacale vera! E vogliamo mettere in guardia i dipendenti che quando si è in presenza di attacchi pesanti, il sindacato deve fare il sindacato!” E poi concludono. “Volevamo semplicemente presenziare. Volevamo sentire con le nostre orecchie le stesse parole pronunciate nei giorni scorsi dai territoriali Cgil negli incontri propedeutici a questo svolti fuori dall’Iper (“o interinali o scordatevi la Coop”). Volevamo vedere con che facce riuscivano a dire che avevano accettato tutto ciò senza un minimo accenno di lotta. Volevamo sapere se veramente la loro intenzione era solo quella di fare da semplici portavoce dell’azienda in questa svolta. Hanno deciso che queste cose davanti a noi non le volevano dire. E allora che le vadano a dire a casa loro.” Nella stessa nota, SdL precisa che lunedì ci sarà un altro incontro con la Direzione dell’ipermercato per chiarire i termini della questione nei dettagli. Il giorno dopo si svolgeranno le assemblee con i lavoratori, i quali dovranno valutare come comportarsi di fronte alla mossa aziendale. La situazione è critica. Di certo c’è che se, in un momento come questo, la Coop decide di compiere un passo del genere, c’è da riflettere attentamente sugli scenari futuri. Con preoccupazione, e con la consapevolezza che urge una nuova filosofia di lotta, in totale discontinuità con i metodi concertativi che producono solo sconfitte.

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PRECARI IPERCOOP, LETTERA APERTA AI SOCI COOP DI LIVORNO E PROVINCIA

Cari/e soci/e Coop, vi scriviamo questa lettera per portarvi a conoscenza di alcuni aspetti di cui riteniamo giusto voi veniate al corrente. Ci sentiamo in dovere di farlo, consapevoli che, quando qualcuno di voi, nelle assemblee delle sezioni soci della nostra provincia, avanza richieste di delucidazioni sulle politiche dell’azienda riguardanti i lavoratori, le risposte che vi vengono fornite dai vertici sono sempre un mix di belle parole, travisamento della realtà, minimizzazione dei problemi. La recente svolta verificatasi nella nostra azienda, con la scelta da parte di Unicoop Tirreno di ricorrere dal mese prossimo alle agenzie interinali, rappresenta un mutamento radicale nel modo di concepire il lavoro da parte della cooperativa. Non che le politiche aziendali degli ultimi anni non lasciassero presagire il peggio (la precarietà era già da tempo presente su larga scala), ma questa sterzata ha un (dis)valore etico inquietante. In un momento storico in cui da tutta Italia proviene forte il grido di allarme per guarire la nostra società e il nostro sistema economico dal cancro della precarietà, Unicoop Tirreno compie infatti un passo gigantesco nella direzione esattamente opposta. Con questa mossa l’azienda riesce a risolvere il problema dei tantissimi dipendenti che, come noi, da anni vanno avanti con contratti a tempo determinato e che si stavano avvicinando ai limiti per l’assunzione obbligatoria. Sembra difficile da credere, ma è proprio così. Persone che da anni aspettano di essere assunte e che vedevano ormai vicino il traguardo, si ritrovano ora punto e a capo, senza speranze per il futuro, senza certezze, con la prospettiva di ulteriori ostacoli nella vita di tutti i giorni (sappiamo bene che, quando pronunci la parola “interinale”, le banche e chi ti può dare prestiti quasi ti buttano fuori dalle filiali), ma soprattutto con cinque anni di più sulle spalle, che in una vita lavorativa pesano come macigni. Ci viene detto di stare tranquilli, ma voi lo sareste? Ci sentiamo promettere da anni cose che poi non vengono mai mantenute, come facciamo a credere ancora che andrà tutto bene? Non avremo più un rapporto diretto con l’azienda, ma con un’agenzia. Niente più tutele, niente più diritti. Da un giorno all’altro potremmo sentirci dire che siamo a casa definitivamente, senza che nessuno sia obbligato a darci spiegazioni. E i nostri mutui? I nostri figli? I nostri progetti? Ci sentiamo catapultati in un tunnel dove vedere la luce è difficile. Vi preghiamo, non rispondeteci che ormai è così dappertutto. Da un socio Coop che crede in certi valori non possiamo sentircelo dire. Purtroppo, oggi, la Coop è questa. Un’azienda che aggira le norme di legge tramite il ricorso a strumenti di sfruttamento puro (non dimentichiamo infatti che l’interinale è a tutti gli effetti un caporalato legalizzato). Un’azienda che decide di investire su tutto tranne che sui lavoratori. Un’azienda che purtroppo non si distingue più dalle altre. E che la Coop è questa, è giusto che voi lo sappiate. Siamo consapevoli di cosa vi sentite rispondere quando alzate la mano nelle assemblee e ponete questi problemi: “se volete i prezzi bassi è così”. Beh, vi chiediamo per favore di non farvi prendere in giro con queste castronerie. Il costo del lavoro, considerata la sua bassa incidenza sui bilanci, non c’entra niente con le politiche dei prezzi. Nei nostri turni di lavoro sentiamo piuttosto continue lamentele da parte di soci e clienti sui prodotti che mancano dai banchi e sul servizio pessimo, e questo è dovuto agli organici sempre più ridotti all’osso. Non c’è dunque personale in esubero che giustifica una scelta come questa. Il personale non è sufficiente! Noi che in Coop ci lavoriamo potremmo parlarvi per ore di quelle che invece sono le reali cause degli ammanchi, ossia sprechi, scelte sbagliate, ristrutturazioni continue che allontanano i clienti. Magari per tanti di voi questa lettera passerà inosservata. Colpirà forse solo quei soci che hanno figli o parenti nelle nostre condizioni. Molti finiranno di leggere e rimarranno dell’idea che “la Coop è sempre la vecchia Coop”. Se così sarà, ne prenderemo atto, consapevoli che almeno a sensibilizzarvi ci abbiamo provato. Ma se invece così non è, se questa lettera in un modo o in un altro vi ha fatto capire come stanno le cose, se vi sentite in dovere di far presente che “la Coop non è questa!”, allora portate la nostra voce nelle assemblee dei soci, scrivete negli spazi che vi sono riservati, sosteneteci in qualche maniera, prima che sia troppo tardi. Ve ne saremmo enormemente grati.

I DIPENDENTI PRECARI IPERCOOP FONTI DEL CORALLO

 
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