Lavoro in affitto e democrazia non "somministrata"
mercoledý 21 maggio 2008
Image La notizia, pubblicata tra le brevi sulla stampa, è la seguente:
“Il 16 maggio 2008 l'Assolavoro (CONFINDUSTRIA) e le organizzazioni sindacali dei lavoratori (ALAI CISL, CPO UIL, NIDILGIL) hanno raggiunto una intesa per il rinnovo del ccnl dei lavoratori in somministrazione che interessa circa 600 mila lavoratori e 98 agenzie interinali.
Tra le principali novità segnaliamo la costituzione di un fondo di previdenza ad hoc per i lavoratori interinali, l'aumento dell'indennità di disponibilità e più tutele per maternità e sicurezza. Le organizzazioni sindacali (NidiL CGIL, ALAI-CISL e CPO UIL) si presenteranno ai direttivi unitari convocati per il 27 maggio per la definitiva approvazione dell'intesa.”
E’ dal 16 maggio, data in cui abbiamo appreso la notizia che cerchiamo il testo dell’accordo sottoscritto senza riuscirci. Sui siti dei sindacati firmatari solo uno scarno comunicato che attraverso la formulazione di rito “DOPO MESI DI TRATTATIVA è stata finalmente raggiunta NELLA NOTTE l’intesa per il rinnovo del CCNL dei lavoratori in somministrazione”.
Il comunicato - a firma ALAI-CISL,CPO-UIL, NIDIL CGIL – prosegue così: “L’accordo raggiunto – frutto di un confronto complesso – coglie la comune volontà delle parti, a dieci anni dalla nascita dell’interinale, di consolidare e rafforzare il sistema a partire dal miglioramento delle condizioni di lavoro e della sua valorizzazione”. Si parla di rafforzamento delle tutele (??), di valorizzazione dei percorsi lavorativi anche attraverso il rafforzamento del tempo indeterminato (??) e, ironia della sorte visto il pessimo andamento nel 2007 dei fondi pensione su cui ovviamente è stata messa la sordina, del “miglioramento delle prestazioni, a partire dalla introduzione di una previdenza integrativa specifica”!
Se questa voce viene annoverata tra quelle “migliorative” chissà quali altre positive sorprese ci riserverà la lettura del testo sottoscritto non appena, bontà loro, i firmatari lo renderanno noto!!!
Ora il testo, sconosciuto ai lavoratori che se lo vedranno applicato, sarà sottoposto alla votazione dei direttivi unitari (si intende sempre e solo ovviamente di ALAI-CISL,CPO-UIL, NIDIL CGIL) il prossimo 27 maggio per la definitiva approvazione. I lavoratori ovviamente non hanno voce in capitolo.
E questa la chiamano democrazia sindacale!
Un tema d’attualità che rimanda al documento di CGIL-CISL e UIL, recentemente reso noto dopo mesi di indiscrezioni ufficiose, a proposito del nuovo modello contrattuale e della rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori. A quest'ultimo riguardo, considerato che nel testo approvato dai direttivi di CGIL-CISL e UIL, si parla di legare la rappresentatività delle varie organizzazioni sindacali alla certificazione dei dati associativi (“riferiti di norma alle deleghe”) nonché ai “consensi elettorali risultanti dai verbali elettorali delle RSU” alcune domande sorgono spontanee:
1) nel contratto appena sottoscritto per i lavoratori “somministrati” sarà stata abolita la norma capestro attualmente vigente che recita: Le società di fornitura attivano le sole deleghe intestate alle OO.SS. FIRMATARIE del presente contratto?
2) le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori verranno effettivamente fatte in ogni luogo di lavoro? Potranno indirle e parteciparvi tutte le organizzazioni sindacali presenti in un determinato posto di lavoro o solo quelle firmatarie dei contratti di lavoro a perdere che ben conosciamo? Se pensiamo che in alcuni luoghi di lavoro CGIL-CISL e UIL si rifiutano di permettere alle lavoratici ed ai lavoratori di eleggere i propri rappresentanti perfino in presenza della richiesta sottoscritta dalla maggioranza dei dipendenti la domanda non è certo peregrina!
Quanto si sta verificando all’ipercoop di Bonola (MI) piuttosto che a quella di Livorno (vedi sezione servizi), all’aeroporto di Montichiari - BS (dove nonostante le firme di oltre il 70% dei lavoratori su un documento che chiede di indire le elezioni i confederali fanno muro) o alla Natuzzi di Bari (un lavoratore ha dovuto iniziare lo sciopero della fame per porre la questione) è solo al punta dell’iceber su questo tema. Si tratta di alcuni degli innumerevoli esempi di democrazia negata di cui CGIL-CISL e UIL sono quotidianamente responsabili.

Un vero e proprio "esproprio" del diritto dei lavoratori a decidere la propria rappresentanza!