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UNITÀ SINDACALE «Statuto dei lavori» Bonanni dice sì. Imbarazzo a Rimini PDF Stampa E-mail
sabato 08 maggio 2010

Da IlManifesto dell'8 maggio 2010

Se il buongiorno si vede dal mattino l’unità sindacale prossima ventura parte male. Il giorno dopo la mano tesa dal palco del congresso della Cgil a Rimini, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni confessa a Libero la sua «disponibilità a cambiare le regole» in tema di Statuto dei lavoratori. Il tema è di stretta attualità. Approvato l’arbitrato, nell’agenda del ministro Sacconi c’è l’approvazione rapida dello «Statuto dei lavori», che sostituirà quello dei lavoratori scambiando, nomen omen, soggetto con oggetto. L’ha detto lo stesso Sacconi a Libero, che dunque interpella al proposito Bonanni. «È una sfida che raccogliamo volentieri - dice il segretario della Cisl - a una sola condizione, che per noi è irrinunciabile: le norme sul lavoro devono essere il frutto di un accordo tra le parti sociali ». Non proprio una difficoltà insormontabile, dati i risultati già ottenuti qualche settimana fa in tema di arbitrato: un avviso comune tra le parti sociali (esclusa la Cgil) ancora prima che la legge fosse promulgata dal presidente della Repubblica (che poi l’ha rispedita alle Camere). E infatti Sacconi risponde lapidario: «Ok son d’accordo». Da Rimini invece, dove l’argomento ha tenuto banco ieri durante la discussione congressuale, Guglielmo Epifani dice: «Se ci sarà un confronto sulle proposte del governo ci andremo, ma ci andremo con le nostre obiezioni e le nostre proposte che partono dal riconoscere lo Statuto dei lavoratori come una pietra miliare per il presente e il futuro». Se poi invece, «come è accaduto nel caso dell’arbitrato», si parla di riduzione dei diritti dei lavoratori, «risponderemo anche con l’iniziativa e la lotta», aggiunge Epifani. Chiosando: «Questo però lo vedremo a suo tempo». Sia Carlo Podda (ex segretario dei pubblici) che Giorgio Cremaschi (Fiom) hanno parlato ieri della necessità di «uno sciopero generale contro lo snaturamento dello Statuto dei lavoratori ». Modifiche all’orizzonte si profilano invece, al Senato, sul ddl che contiene l’arbitrato. L’approvazione alla Camera del cosiddetto «emendamentoDamiano » (che rende possibile l’arbitrato solo per le cause passate, volta per volta dunque) ha creato un mostro giuridico che mina la «certezza della norma». «Vogliamo fare in fretta,ma vogliamo anche fare bene », ha detto Sacconi, annunciando implicitamente una «correzione»che riporterebbe il ddl alla Camera per un’altra lettura. (s.f.)

 
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