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Siamo tutti lavoratori/trici greci PDF Stampa E-mail
lunedì 03 maggio 2010

 Da alcune settimane, sotto la pressione della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, il governo greco sta attaccando i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese.

Il livello di indebitamento del paese (12,7%) viene utilizzato per cercare di giustificare la ingiustificabile regressione sociale. Ma i tassi dei paesi come Gran Bretagna, Spagna, Giappone e Stati Uniti sono ugualmente oltre il 10%. Lavoratori e lavoratrici della Grecia, giustamente, si rifiutano di pagare per la crisi del sistema capitalista. Ai padroni e agli azionisti sono stati concessi dividendi, sgravi fiscali di ogni genere, remunerazioni denenziali con, alla base, delle fortune che superano le aspettative. Essi devono pagare la loro crisi.

Le misure annunciate sono inaccettabili: non sostituiscono 4 lavoratori/ci su 5 che vanno in pensione del servizio pubblico, l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dal 19 al 21%, il taglio del 10% delle indennità, le pensioni di vecchiaia congelate, il 15% di riduzione dei salari, l’età del pensionamento aumentato a 67 anni, ecc. Le stesse banche e gli speculatori, che ieri sono stati salvati dal fallimento con l’aiuto degli Stati, fanno pressione su di essi e sono autorizzati a speculare sulle spalle del popolo greco. I governi hanno salvato le banche, senza contropartita. Oggi queste stesse banche vogliono far pagare il conto al popolo. La Grecia è attaccata, il Portogallo è nel mirino, Spagna e Irlanda sono minacciati. In Grecia, scioperi e manifestazioni di massa ci sono già stati. Il 24 febbraio uno sciopero generale ha paralizzato il Paese. I sindacati firmatari sostengono il popolo greco, soprattutto lo sciopero generale del 5 maggio prossimo. Per salvare il sistema capitalista, i padroni e azionisti si sono organizzati a livello internazionale: il movimento sindacale deve agire attraverso le frontiere per imporre un sistema diverso da quello che sfrutta i lavoratori/trici, saccheggiando le risorse naturali ai paesi poveri, causando la fame di una parte del pianeta,... Noi intendiamo andare avanti nella creazione di una rete sindacale alternativa in Europa, aperta a tutte le forze che vogliono lottare contro il capitalismo e il neoliberismo.

Ovunque svilupperemo e coordineremo le lotte sociali e costruiremo la resistenza comune a livello europeo! Di fronte alla crisi del sistema capitalista, lo sciopero generale è necessario. Vogliamo costruirlo! In Grecia, come altrove, il popolo non deve pagare la crisi del sistema capitalista!

Confederacion General del Trabajo CGT - Etat espagno, SdL intercategoriale Italia, Federazione delle Rappresentanze di Base RdB Italia, Transnationals Information Exchange TIE – Allemagne, Confederazione Unitaria di Base, Confederacion Intersindical Etat Espagnol,

Confédération Nationale du Travail CNT - France,  Union syndicale Solidaires Solidaires - France,  Ezker Sindikalaren Konbergentzia ESK

Pays Basque,  Unione Sindicale Italiana USI – Italie

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