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DIARIO DELLA CRISI - Vynils e Playtex sempre in lotta. In Umbria vescovi generosi PDF Stampa E-mail
marted 20 aprile 2010

Da Il Manifesto del 20 Aprile 2010

Questa potrebbe la settimana decisiva per i cassintegrati della Vynils, che hanno dato vita negli ultimi due mesi all’occupazione dell’Asinara, in Sardegna: il 24 si conosceranno le offerte delle aziende interessate a rilevare l’industria chimica. In pole position c’è l’araba Ramco,ma il vero ago della bilancia lo gioca l’Eni: se lamultinazionale dell’energia non accetterà di fornire le materie prime necessarie per le lavorazioni, a prezzi competitivi, qualsiasi gruppo rilevasse la Vynils non avrebbe speranza di sopravvivere a lungo sul mercato. Perciò gli operai dell’Isola dei cassintegrati sperano, e chiedono all’Eni e al governo (azionista di controllo) di prendere una posizione chiara sulla vertenza. Cercano di salvare il proprio lavoro anche le operaie della Playtex di Pomezia, produttrice di abbigliamento intimo. In 120 rischiano il posto (i dipendenti sono quasi tutte donne).Il gruppo Dba (proprietario dello stabilimento) la settimana scorsa ha annunciato improvvisamente di voler chiudere il proprio sito laziale, mentre terrà in piedi la Lovable di Grassobbio, nel bergamasco. Da diversi giorni, alla Playtex si svolgono picchetti, assemblee, manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica. Interessante iniziativa contro la crisi da parte degli otto vescovi umbri: metteranno a disposizione un mese del loro stipendio per il fondo di solidarietà da loro stessi attivato nei mesi scorsi a favore di chi rimane senza lavoro. Finora il fondo – ha spiegato il vescovo di Terni Vincenzo Paglia – ha raccolto in Umbria un milione e 300 mila euro, che sono stati divisi tra le 8 diocesi a seconda della loro estensione. Grazie all’iniziativa sono stati erogati aiuti che vanno dai 350 a 500 euromensili, a 518 persone rimaste senza lavoro e con nessuna tutela sociale ed economica. E ieri sono arrivate le condanne, presso il tribunale di Catania, per il caso dei due operai di Reti ferroviarie italiane (Rfi) travolti e uccisi il primo settembre 2008 dal treno regionale Palermo-Catania, mentre stavano lavorando su un binario della stazione di Motta Sant’Anastasia. Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero tentato di coprire le responsabilità del caposquadra posizionando dopo l'incidente la segnaletica lungo i binari, che invece non era stata messa per evidenziare i lavori in corso. Il tribunale ha condannato a pene comprese tra 22 mesi e 8 anni di reclusione tre colleghi di Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese, i due operai uccisi. Il caposquadra Castrense Cassaro è stato condannato a 8 anni per omicidio colposo plurimo e calunnia. Il capostazione di Motta Sant'Anastasia, Giuseppe Apa, a tre anni per omicidio colposo plurimo. Con l'accusa di calunnia e favoreggiamento personale è stato condannato a 22 mesi, pena sospesa, un collega delle vittime, Salvatore Battaglia,mentre è stato assolto un dipendente della Ferrovie, Pasquale Bruno. Per un quinto imputato, Salvatore Cantale, il reato è estinto perché l'uomo è deceduto nel 2009. Infine una notizia dalle scuole italiane: i Cobas confermano lo sciopero degli scrutini, da effettuarsi per ogni singolo docente e Ata per un solo giorno. Il sindacato annuncia anche che organizzerà «casse di resistenza» per dividere l’onere della trattenuta. Lo sciopero è indetto contro i 41 mila tagli di docenti e Ata previsti.

 
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