Home
La Bce lancia l'allarme: nei prossimi mesi la disoccupazione aumenterÓ PDF Stampa E-mail
venerdý 16 aprile 2010

Da L'Unità on line

La Banca centrale europea mette in guardia da possibili «ulteriori aumenti della disoccupazione nell`area dell`euro». Sui prossimi mesi «sono probabili», avverte l'istituzione monetaria nel suo ultimo bollettino mensile, «seppure a un ritmo minore rispetto a quello osservato e atteso nel 2009». Dopo «una temporanea stabilità al volgere dell'anno, il tasso di disoccupazione nell'area dell'euro è salito in febbraio al 10 per cento, dal 9,9 in ognuno dei tre mesi precedenti, attestandosi al livello più elevato dall'agosto 1998 - si legge -. In prospettiva, gli indicatori delle indagini sono migliorati dai loro minimi, ma suggeriscono tuttora che ulteriori aumenti della disoccupazione nell`area dell`euro sono probabili nei prossimi mesi». «I dati recenti hanno confermato che le condizioni nei mercati del lavoro dell'area dell'euro si sono deteriorate ulteriormente - prosegue la Bce - in quanto la dinamica dell'occupazione spesso risponde in ritardo alle oscillazioni del ciclo economico». Questo deterioramento è stato meno pronunciato rispetto ai trimestri precedenti, quando il calo degli occupati era stato nettamente più elevato«. Guardando ai vari settori di attività, l'industria si conferma il comparto che ha contribuito maggiormente al calo dell'occupazione aggregata nell'ultimo trimestre del 2009, in calo anche il lavoro nelle costruzioni, si legge, mentre nei servizi è complessivamente variata di poco. Tuttavia il dato generale del terziario contiene andamenti a volte molto differenziati tra le sue componenti. Ad esempio l'occupazione nel commercio e nei trasporti dell'area euro alla fine dell'anno »è diminuita di nuovo in misura consistente«. In più, in un riquadro analitico sulle generali prospettive di ripresa dei vari settori dell'economia, guardati nella chiave dei precedenti storici, la Bce rileva che sono i servizi a rappresentare il fattore di debolezza alla base del recupero a rilento dell'Unione monetaria. »Mentre solo l'attività industriale ha finora segnato un recupero più rapido delle riprese precedenti e l'attività nel settore delle costruzioni ha continuato a contrarsi in una maniera relativamente simile alla ripresa successiva alla recessione del 1992-1993, la quasi stagnazione del valore aggiunto nel settore dei servizi - si legge - dimostra di essere la principale fonte di debolezza relativa dell'attuale incremento del Pil in una prospettiva storica«. 15 aprile 2010

 
< Prec.   Pros. >
page counter