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Assemblea permanente, in rivolta i lavoratori Cavamarket PDF Stampa E-mail
domenica 11 aprile 2010

 I lavoratori del gruppo Cavamarket hanno dichiarato lo stato di agitazione ed hanno costituito un’assemblea permanente, chiedendo di partecipare attivamente al tavolo delle trattative ed al piano industriale di rilancio. Anche i sindacati sul piede di guerra. Dal sindaco Galdi solidarietà alle famiglie coinvolte…

Da Il Portico.it

Tre mesi senza stipendio, tredicesima ancora da percepire e probabili licenziamenti: è la drammatica situazione che incombe sul futuro di oltre un migliaio di famiglie coinvolte nel crac del gruppo Cavamarket. E’ sulla base di queste premesse che gli oltre 1.200 dipendenti delle varie società del gruppo, ormai prossimi al licenziamento, chiedono di partecipare al tavolo delle trattative. Dopo aver ufficialmente dichiarato lo stato di agitazione permanente, i lavoratori rivendicano il diritto di sedere al tavolo delle contrattazioni: “Dopo l’ennesima bugia, avente come unico scopo quello di creare disinformazione e false attese tra i dipendenti, abbiamo deciso di costituire un’assemblea permanente per sederci al tavolo delle trattative e far valere i nostri diritti. Vogliamo partecipare direttamente alle trattative ed al piano industriale di rilancio, che solo noi lavoratori possiamo presentare per la competenza, la professionalità ed i sacrifici che abbiamo dimostrato in questi anni di completa dedizione all’azienda”. E mentre i sindacati continuano a richiamare l’attenzione delle istituzioni, invocando un intervento urgente, il sindaco Marco Galdi ha manifestato la sua vicinanza a tutte le famiglie coinvolte: “Stiamo seguendo con molta attenzione l’evoluzione della vicenda. Nei prossimi giorni avremo un incontro con l’imprenditore Antonio Della Monica, per verificare ogni forma sinergica che possa scongiurare perdite di posti di lavoro. In ogni caso siamo vicini, e non poteva essere diversamente, alle famiglie che stanno vivendo giorni di grande difficoltà”. Oggi, presso la sede centrale della holding, nella zona industriale di Salerno, è in programma una nuova riunione.

“Si sta prospettando un dramma occupazionale e sociale per migliaia di famiglie - queste le parole di Ignazio De Rosa e Pietro Di Gennaro delle segreterie provinciali Rdb e SdL - per questo chiediamo l’appoggio dell’opinione pubblica affinché ci sostenga nella lotta per evitare che si ripeta il disastroso fallimento dell’Alvi, avvenuto solo pochi mesi fa”.

Continuano, intanto, ininterrottamente i contatti tra Antonio Della Monica ed Antonio Gatto, presidente del gruppo Gam Despar Calabria e del comitato direttivo della Despar Italia. “Ci incontriamo regolarmente”, ha riferito Della Monica, senza però rivelare altro sullo stato delle trattative, dalle quali non sarebbe tagliato fuori il gruppo appartenente ad Angelo Mastrolia (Newlat). Secondo voci di corridoio, ci potrebbe essere il passaggio di circa 30 punti vendita alla gestione Gatto, con conseguente riorganizzazione aziendale e dimezzamento della forza lavoro. Ulteriore tegola, infine, sulla holding: man mano che passano le ore e si incrementano i controlli, spunterebbero nuove falle nei conti aziendali e nelle carte della società, anche per una serie di investimenti immobiliari per i quali ci sarebbe stata una destinazione d’uso diversa da quella originaria. Tra questi il deposito Parmalat di Capaccio, l’ex Di Mauro di Cava de’Tirreni, tre palazzi a Mercato San Severino, altrettanti a Fuorigrotta, finanche ville sul Lago di Como. Investimenti compiuti per diversificare il core business aziendale, che ora rischia però il definitivo collasso, portando sul lastrico migliaia di famiglie e tutto l’indotto di aziende e fornitori, che vantano già crediti di migliaia di centinaia di euro. La Redazione

 
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