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L’ISOLA DEI CASSINTEGRATI PDF Stampa E-mail
marted́ 06 aprile 2010

 · Pasqua e pasquetta all’Asinara, in attesa di risposte dal gruppo Gli operai Vinyls appesi all’Eni La Ramco, per rilevare il sito, chiede prezzi favorevoli alla multinazionale

Da Il Manifesto del 6 aprile 2010

Costantino Cossu

 SASSARI Qualcosa s’è mosso, nei giorni scorsi, nella vicenda Vinyls, ma ancora è poco per dire che la lotta degli operai dello stabilimento chimico di Porto Torres si è conclusa con una vittoria. La novità più importante è che il 31 marzo è stato pubblicato il bando di gara per la cessione degli stabilimenti dell'azienda chimica da mesi in amministrazione controllata, i cui lavoratori hanno dato vita a una mobilitazione permanente culminata con l’occupazione dell’Asinara. I tre commissari straordinari della Vinyls — Franco Appeddu, Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone — hanno firmato l’invito a manifestare interesse per l’acquisto o per l’affitto di tutto o parte dei complessi aziendali della Vinyls. Gli stabilimenti coinvolti non sono solo quelli di Porto Torres; ci sono anche gli impianti di Porto Marghera e di Ravenna. «I soggetti interessati – si legge nel bando – potranno farsi avanti entro la mezzanotte del ventiquattresimo giorno successivo a quello della pubblicazione dell’invito». E ancora: «Spetterà ai commissari straordinari, a proprio insindacabile giudizio e senza alcun obbligo dimotivazione, scegliere quali soggetti ammettere alla procedura di vendita». Al momento l’unico gruppo ad aver risposto manifestando interesse è la Ramco. La società araba (la sede legale è in Qatar) da mesi dice però che per chiudere un accordo vuole dall’Eni materie prime (etilene e dicloretano) a prezzi concorrenziali. La Polimeri Europa, una società controllata dall’Eni, produce quelle materie prime in Sardegna, negli impianti di Sarroch. Finora la multinazionale guidata da Paolo Scaroni ha tergiversato. Si sa che il gruppo sta spostando i suoi investimenti strategici dalla chimica all’energia e che non ha molto interesse a vedersi sostituito, nella produzione di prodotti di base, da concorrenti che non rientrino nel complicato gioco delle strategie mondiali dei due settori, chimico ed energetico. Sull’Eni fa pressione, in Sardegna, il sindacato, maora anche uno schieramento trasversale che va dal Pd e dalla sinistra sino al presidente della giunta di centro destra, Ugo Cappellacci. Cappellacci chiede al governo, azionista di maggioranza dell’Eni, di persuadere i vertici della holding ad accettare le richieste della Ramco. E in effetti, tre giorni fa l’Eni ha inviato alla società araba un memorandum d’intesa. Che cosa ci sia però di concreto dentro il documento, ancora nessuno lo sa. Soltanto nei prossimi giorni sarà chiaro quali sono i termini dell’accordo che lamultinazionale propone al gruppo del Qatar. Pasquetta d’attesa, quindi, ieri per i naufraghi della Vinilys. Era il 40º giorno di occupazione dell’Asinara. Sull’isola anche all’antivigilia e alla vigilia di Pasqua si sono susseguite le visite. Molte altre sono preannunciate via Facebook. Il 37º giorno di occupazione, venerdì, è sbarcato l’ex presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, che si è trattenuto a pranzo. Sempre venerdì, Pietro Ingrao di fronte alle telecamere di «Tetris», su La7, ha avuto parole commosse e partecipate per i naufraghi della Vinyls. E gli operai, nel diario che tengono sul quotidiano La Nuova Sardegna, hanno raccontato di avere telefonato a Ingrao per ringraziare: «Chiamatemi compagno, datemi del tu— ci ha detto — Sono fiero della vostra lotta. Per me siete fratelli che si battono per un giusta causa. Se l'età non me lo impedisse, verrei da voi». A Cagliari, invece, hanno trascorso la Pasquetta al quarto piano dell’assessorato regionale all’industria i minatori della Sardinia gold mining (Sgm) di Furtei, miniera d’oro chiusa dopo undici anni di attività. L’assemblea dei lavoratori ha deciso di occupare, insieme all’assessorato, anche l’area di estrazione del minerale. La «corsa all’oro» in Sardegna era cominciata nel 1988, quando per la prima volta sulle colline di Furtei furono trovate tracce del minerale. Si parlò di «nuovo Eldorado d’Europa», ma dopo l’estrazione di quattro tonnellate d’oro (a cui se ne aggiungono sei d’argento), la miniera di Santu Miali, a Furtei, piccolo comune a quarantacinque chilometri da Cagliari, ha chiuso i battenti. La compagnia canadese Buffalo gold, ultima proprietaria della Sardinia gold mining, hamesso in liquidazione la società.

 
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