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Cosė si muore ancora in una centrale Enel PDF Stampa E-mail
domenica 04 aprile 2010

 A Civitavecchia un operaio di 33 anni perde la vita, altri tre feriti. Troppi precedenti: martedì sarà sciopero di 8 ore

Da Il Manifesto del 4 aprile 2010

A. Ri.

Centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, Civitavecchia. Un nome funesto che ricorda tante lotte e, purtroppo, tanti morti. E’ la vigilia di Pasqua, poco prima di mezzogiorno, un operaio muore e tre rimangono intossicati. La zona dove stanno lavorando è l’area dei serbatoi di ammoniaca. Una tubazione contenente acqua e ammoniaca, usata per il raffreddamento dell’impianto, a causa della forte pressione si spacca. Una valvola del tubo schizza come una frusta addosso a Sergio Capitani, originario di Tarquinia (Viterbo), operaio della ditta appaltatrice Guerrucci, 33 anni. La forza è tale che viene sospinto addosso a un altro tubo, sbattendo la testa. A causa delle ferite e delle esalazioni tossiche, Sergio non farà nemmeno in tempo ad arrivare in ospedale. Gli altri tre operai che erano lì a lavorare con lui (altri due dipendenti della Guerrucci e un assistente Enel) sono rimasti colpiti dalle esalazioni, di cui uno agli occhi, e sono ora ricoverati presso l’ospedale San Paolo di Civitavecchia per accertamenti. L’Enel sostiene che farà un’inchiesta interna e che comunque le misure di sicurezza sono state rispettate.Non la pensano così gli operai e i sindacati Fiom Cgil, Fim Cigl e Uilm Uil, che hanno deciso per martedì prossimo uno sciopero di otto ore nello stabilimento con il blocco totale delle attività di cantiere e dell’area produzione. E la protesta non finirà lì, perché le vittime sul lavoro sono troppe. Proprio nel cantiere per la riconversione a carbone della centrale sono morti altri due operai. Il 17 ottobre del 2007, Michele Cozzolino di Torre del Greco (Napoli), 31 anni, colpito alla testa da un tubo del ponteggio in caduta da 30metri di altezza. 24 giugno 2008, Ivan Ciffary, 24 anni, slovacco, morto dopo essere caduto da un’impalcatura di 20 metri. L’11 settembre del 2009 due operai rimangono feriti in due diversi incidenti in poche ore: il primo intorno alle 6.30 del mattino, un metalmeccanico della ditta Balkeduer cade in una botola, cavandosela con ferite non gravi; alle 10.30, nella sala macchine del secondo gruppo, un dipendente della ditta Isolmec si ferisce a una mano, rimasta schiacciata da un tubo che l'uomo stava montando. Prima, nell'aprile 2009, un operaio di 47 anni finisce in coma, folgorato da una scarica elettrica. Si teme per la sua vita, ma si salva. Nel 2005, Piero Marrazzo vince le regionali. Nel suo programma è scritto lo stop alla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia voluta dalla giunta Storace. Marrazzo vince. Ma non mantiene la promessa. Il 30 luglio 2008 viene inaugurata la «nuova» centrale di Torrevaldaliga convertita a «carbone pulito » secondo l’Enel. Non secondo i residenti, per i quali non esiste carbone pulito. Per questo, a Civitavecchia e Tarquinia sono state molte le proteste e dal 2006 il Comitato No Coke di Tarquinia è attivo per denunciare i problemi relativi, non solo alla salute, ma anche alla sicurezza sul lavoro. Su questo tema, ieri hanno parlato sia la neopresidentessa regionale Renata Polverini, sia altri rappresentanti delle istituzioni. Tutti appartenenti alla maggioranza di governo che ha cancellato alcune norme sulla sicurezza sul lavoro del precedente governo Prodi.

 

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Civitavecchia, esplosione in centrale Enel: muore un operaio, tre colleghi intossicati Sindacati: martedì 8 ore di sciopero.

Sacconi: accertare subito le cause. Enel apre indagine: rispettate le misure di sicurezza

Da Il Messaggero on line

ROMA (3 aprile) - Un operaio di 34 anni, Sergio Capitani, di Tarquinia, è morto per un incidente all'interno della centrale Enel a carbone di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia, nel polo industriale della città. Altri tre sono rimasti intossicati dopo essere stati investiti da un getto di ammoniaca a causa di un guasto. Tre di loro (compresa la vittima) lavorano per una ditta esterna, la Guerrucci, mentre uno è un assistente dell'Enel, che ha già avviato un'indagine interna. Il ministro Sacconi pretende che vengano accertate con tempestività le cause della tragedia.

L'incidente è avvenuto poco prima di mezzogiorno nell'area dell'impianto dove viene stoccata l'ammoniaca utilizzata per abbassare le emissioni del monossido di azoto che si sviluppo durante il processo produttivo. I quattro operai stavano lavorando, su un ponteggio a 15 metri altezza, su una condotta a pressione (contenente acqua e ammoniaca) per il raffreddamento dell'impianto.

Sergio Capitani è morto per le gravissime ferite riportate dopo essere stato colpito in pieno dal tubo della condotta dell'ammoniaca. Secondo le prime ricostruzioni dell'incidente, su cui indagano i carabinieri, l'esplosione sarebbe stata causata dalla forte pressione che ha spaccato il tubo, contenente acqua e ammoniaca per il raffreddamento dell'impianto (tubo del diametro di 50-60 centimetri). Il tubo, come una gigantesca frusta, si sarebbe abbattuto su Capitani, mentre gli altri tre sono rimasti intossicati dalla fuoriuscita della sostanza.

L'Enel: fuoriuscita d'acqua e ammoniaca, non scoppio di un tubo. In serata l'Enel ha comunicato che Il tragico incidente «secondo le prime verifiche non è stato causato dallo scoppio di una tubazione, bensì da una fuoriuscita di acqua e ammoniaca. Il flusso è uscito da un tubo aperto da entrambi i lati sul quale la squadra di tecnici stava intervenendo per rimuovere una ostruzione».

Dopo l'incidente, Capitani aveva subìto un arresto cardiaco. Il personale del 118 aveva proceduto con la defibrillazione, poi l'uomo era stato caricato sull'elicottero per il trasporto in ospedale a Roma. Ma non appena il mezzo si è alzato in volo l'operaio è andato nuovamente in arresto. Le ulteriori operazioni di rianimazione non hanno sortito effetti.

Le condizioni degli altri operai non destano particolari preoccupazioni: sono in osservazione all'ospedale di Civitavecchia. Sul posto sono intervenuti cinque squadre dei vigili del fuoco e l'impianto è già stato messo in sicurezza.

«Erano tutti a lavoro in quota - ha detto Franco Boriello, segretario della camera del Lavoro della Cgil - per chiudere con una valvola un tubo diportato di ammoniaca. Qualcosa però sembra non aver funzionato. Il tubo è esploso e la vittima si trovava proprio davanti alla valvola al momento dell'esplosione che lo ha colpito in pieno. Ancora una volta, questa volta alla vigilia di Pasqua un operaio si è recato a lavoro per sostenere la propria famiglia e farà rientro in casa in bara».

I sindacati: martedì otto ore di sciopero. Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil hanno proclamato otto ore di sciopero per martedì prossimo «con il blocco totale delle attività di cantiere e dell'area produzione». Lo hanno annunciato le stesse sigle sindacali spiegando che dopo la giornata di stop «si riservano di decidere altre iniziative». I sindacati sottolineano «la gravità della situazione che riguarda la sicurezza all'interno del cantiere ed anche all' interno delle aree gestite da Enel Produzione (aree di sola ed esclusiva gestione Enel Produzione)» e «l'inesistente rapporto relativo alla sicurezza intercorrente tra Enel Cantiere ed Enel Produzione. Quest'ultima appare davvero una zona franca, all'interno della quale è tutto possibile, nulla controllabile, nulla contestabile neanche da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza delle varie aziende metalmeccaniche impegnate nei lavori di finitura e manutenzione». I sindacati ricordano, inoltre, che «gli ultimi due incidenti mortali sono avvenuti entrambi in prestazione di lavoro a carattere straordinario: uno dopo le 8 ore lavorate e l'ultimo nella giornata di sabato, situazioni che vedono l'allentamento della vigilanza sulla sicurezza da parte del committente».

Fiom: parte civile contro Enel. «Come Fiom annunciamo che ci costituiremo parte civile contro l'Enel, che è la diretta responsabile del mancato rispetto delle più elementari norme di salute e sicurezza a Civitavecchia - dice Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil - E' un fatto gravissimo e inaccettabile che chiama in causa pesanti responsabilità. Non si può morire di lavoro alla vigilia di Pasqua nel normale funzionamento di una centrale elettrica. Questo vuol dire che le norme di sicurezza non funzionano o non sono applicate: per questo sosteniamo la decisione dei lavoratori che martedì sciopereranno per 8 ore, bloccando il cantiere e la centrale. Quanto alle responsabilità, è ora che nella catena degli appalti si risalga ai vertici che sono sempre responsabili».

Sacconi: accertare subito le cause. «Dovranno essere indagate con tempestività le cause dell'infortunio nell'ambito della centrale Enel di Civitavecchia, con particolare attenzione ai doveri di prevenzione che devono interessare l'intera filiera produttiva»: lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, aggiungendo che «il Governo partecipa al grande dolore dei familiari e dei colleghi per la morte nel lavoro del lavoratore Sergio Capitani e per il ferimento degli altri lavoratori nell'ambito dell'incidente nella Centrale Enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia. Ogni infortunio nel lavoro, a maggior ragione se mortale, suscita legittima emozione e richiama tutte le funzioni pubbliche competenti a vigilare e a promuovere una migliore formazione e informazione per ambienti di lavoro sicuri».

Enel: avviata un'indagine interna. «Appreso del tragico incidente alla centrale di Civitavecchia - recita una nota dell'azienda - l'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ed il presidente Piero Gnudi hanno espresso profondo cordoglio per il lutto che ha colpito la famiglia dell'operaio di Tarquinia e hanno disposto l'immediato avvio di una indagine interna per chiarire la dinamica dell'incidente».

Enel: rispettate tutte le misure di sicurezza. «Una tragedia che ci colpisce e al momento risulta difficile da spiegare, avvenuta durante l'esecuzione di un intervento di manutenzione di routine sulla tubazione dell'ammoniaca - dice Calogero Sanfilippo, responsabile Enel dell'area carbone - L'incidente è avvenuto in presenza di tutte le misure di sicurezza previste, alle quali dedichiamo una particolare attenzione in ogni parte dell' impianto. Inoltre, tutti gli operai coinvolti indossavano le protezioni individuali. Ora a fare chiarezza dovranno essere le indagini avviate dall'Autorità giudiziaria e dall'azienda».

Comune Tarquinia: saremo parte civile. «Il Comune di Tarquinia chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento penale sull'incidente mortale avvenuto oggi nella centrale Enel Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia. I nostri legali stanno verificando se tecnicamente ciò sia possibile»: lo ha annunciato Mauro Mazzola, sindaco di Tarquinia, in provincia di Viterbo, città in cui viveva Sergio Capitani. Originari di Tarquinia sono anche altri due degli operai rimasti feriti. «Chiederemo di costituirci parte civile - ha aggiunto Mazzola - perché vogliamo verificare con certezza che siano state adottate tutte le misure di sicurezza previste dalle normative. Ma vogliamo anche affermare con forza che in materia di sicurezza sul lavoro, per quanto ci riguarda, saremo costantemente in prima linea». Mazzola ha inoltre annunciato che martedì pomeriggio, nel Municipio di Civitavecchia, si terrà un incontro delle amministrazioni comunali dell'area al quale saranno invitate anche le province di Roma e Viterbo per pianificare una serie di iniziative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Polverini: non accada mai più. Zingaretti: accertare responsabilità. La neopresidente della Regione Lazio ed ex leader dell'Ugl, Renata Polverini, ha detto che «così come ho fatto nella mia vita da sindacalista il mio impegno per garantire la sicurezza sul lavoro sarà costante perchè queste cose non succedano mai più». Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti chiede che siano accertate «eventuali responsabilita».

 
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