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Mondo Convenienza, lavoratori in sciopero per contratti e sicurezza PDF Stampa E-mail
sabato 27 marzo 2010

di Francesco Serangeli

Da TRCgiornale.it

venerdì 26 marzo 2010 12:43

Manifestazione, questa mattina, di fronte i cancelli di Mondo Convenienza a La Scaglia. A scatenare la protesta sette dipendenti romani, prima impiegati a Pomezia e ora trasferiti a Civitavecchia a causa della riorganizzazione decisa dall'azienda. Bandiere in pugno, i lavoratori hanno urlato al megafono tutta la loro rabbia per il rifiuto dei vertici di Mondo Convenienza di aprire un dialogo, ignorando le loro difficoltà economiche dovute alla nuova condizione di pendolari. Il tutto in un clima che giorno dopo giorno diventa sempre più teso, tra denunce di assenza delle norme di sicurezza in magazzino, continui richiami ai lavoratori e un delicato rapporto di convivenza tra i dipendenti civitavecchiesi e quelli romani. “Da otto mesi - spiega Roberto Achilli, rappresentante SdL-RdB - Mondo Convenienza ha iniziato una riorganizzazione su scala nazionale, che però non c'entra nulla con la crisi economica. In questo processo è rientrata anche la Pontinia Mobili, la società di riferimento per la quale lavoro insieme ad altri dieci colleghi, che ha sede a Pomezia e Civitavecchia. L'azienda sembra intenzionata a chiudere la prima e puntare solo sulla seconda - continua Achilli - e questo si è tradotto nel trasferimento di sette di noi da Pomezia a Civitavecchia e credo che presto ci seguiranno anche gli altri quattro colleghi. Abbiamo chiesto ai vertici di Mondo Convenienza un incontro per discutere della nuova situazione lavorativa, perché fare il pendolare da Roma a Civitavecchia comporta una spesa economica non indifferente a fronte di uno stipendio mensile da mille euro. Finora non abbiamo ricevuto risposte, in compenso si è creato un clima molto difficile. Innanzitutto - sottolinea Achilli - nell'ultimo mese abbiamo ricevuto una decina di richiami ed il motivo è molto chiaro: vogliono metterci nelle condizioni di lasciare il lavoro. Inoltre c'è una grave situazione per quel che riguarda la sicurezza. Abbiamo chiesto una verifica agli organi preposti, perché le norme non sono rispettate, ma finora non si è visto nessuno. Tutti i lavoratori sono consapevoli che in magazzino si mette a rischio la salute, ma purtroppo le denunciamo solo noi romani, perché i civitavecchiesi, che sono una ventina, temono ritorsioni da parte dell'azienda. Ed è anche per loro - conclude Achilli - che porteremo avanti la nostra battaglia, perché vogliamo risposte sia sulla nostra situazione lavorativa che sulla sicurezza”.

 
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