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"Collegato Lavoro" - La legge stravolge la normativa attuale PDF Stampa E-mail
lunedì 22 marzo 2010

Image Il 22 marzo si sono svolte manifestazioni e presidi in molte città italiane per denunciare le gravi conseguenze dell'approvazione del "Collegato Lavoro".- Segue il  documento consegnato alla rappresentanza ILO (Organizzazione internazionale del Lavoro) in occasione della manifestazione di Roma del 22 marzo organizzata da SdL, RdB e Snater.

Alla Delegazione ILO in Italia  -  Le Organizzazioni Sindacali Italiane RdB – SdL – SNATER, hanno promosso per il 22 marzo 2010, una Giornata Nazionale di Protesta contro il cosiddetto “Collegato Lavoro alla Legge Finanziaria 2010” in quanto la ritengono una vera e propria aggressione ai diritti dei lavoratori esistenti nel nostro Paese e conquistati dal movimento dei lavoratori Italiani con decenni di lotte per il miglioramento della propria condizione.

La Legge in oggetto stravolge completamente la normativa in essere, in particolare nella parte in cui questa garantiva al lavoratore la possibilità di adire la magistratura per avere garantiti i propri diritti nella ineguale condizione di chi offre il proprio lavoro nei confronti di chi detiene i mezzi di produzione.

La “Legge speciale” varata dal Parlamento Italiano – ma non ancora promulgata per la mancata sottoscrizione, a tutt’oggi, da parte del Presidente della Repubblica, evidentemente a causa del dubbio di legittimità costituzionale avanzato da più parti dai giuristi italiani- , peraltro a nostro avviso, contravviene alla “Dichiarazione dell’ILO sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta” adottata dalla Conferenza Internazionale del Lavoro in occasione della sua novantasettesima sessione in Ginevra il 10 giugno 2008 che prevede:

  • rispettare, promuovere e attuare i principi e i diritti fondamentali nel lavoro, che rivestono particolare importanza come diritti e come condizioni necessarie alla piena realizzazione di tutti gli obiettivi strategici, a partire dalla considerazione:
  • che la libertà di associazione e l’effettivo riconoscimento del diritto di contrattazione collettiva sono particolarmente rilevanti per il raggiungimento dei quattro obiettivi strategici;
  • che la violazione dei principi e dei diritti fondamentali nel lavoro non può essere né invocata né utilizzata come un vantaggio comparato legittimo e che le norme internazionali del lavoro non dovrebbero essere utilizzate a fini di protezionismo commerciale.  

Ed invece con la legge definitivamente approvata lo scorso 3 marzo, si provvede alla pesante limitazione del vaglio giudiziario degli abusi nel rapporto di lavoro e comunque alla drastica riduzione della possibilità di sanzionarli con effetti risarcitori e adempitivi reali.

Questo provvedimento vede l’ulteriore svilimento della funzione propria del sindacato, le cui funzioni vengono ulteriormente modificate nella direzione del sindacato “complice”, mero erogatore di servizi  di natura “parapubblicistica”, con anche grave menomazione delle sue prerogative proprio in termini di bilateralità e autonomia contrattuale. 

Ad esempio all’art. 22 si cancellano tutti gli enti bilaterali nel pubblico impiego, liberamente e contrattualmente istituti in accordi collettivi tra pari, e li si sostituisce d’imperio con un “Comitato Unico di Garanzia”.

Questa legge è  un atto esplicitamente collegato alla finanziaria 2008-2010 ed indica la linea guida che il governo  persegue nella ripartizione dei costi della crisi e della sua idea di posizionamento internazionale del modello economico-produttivo Italiano, fondato sul ciclo basso della compressione dei costi del lavoro invece che su quello alto della qualità del prodotto.

Tale provvedimento quindi proprio tramite la non sanzionabilità  degli abusi, in particolare in materia di lavoro precario, e la ulteriore riduzione della funzione propria di controparte contrattuale del sindacato si propone esattamente di ottenere quel “vantaggio competitivo” che la Convenzione vieta.

Le Organizzazioni Sindacali Italiane RdB – SdL – SNATER chiedono pertanto all’O.I.L. di intervenire presso il Governo Italiano ricordando i contenuti della Dichiarazione della 97ma Conferenza Internazionale del Lavoro del 2008 e invitandolo a cancellare quei contenuti della Legge in oggetto in evidente contrasto con la Dichiarazione citata. Le scriventi Organizzazioni Sindacali, riservandosi di produrre più precise informazioni esplicative sulla Legge in oggetto chiedono altresì un incontro urgente con il Segretariato ILO per rappresentare direttamente le gravi lesioni che i lavoratori Italiani subiranno a causa dell’introduzione della citata Legge.

Roma, 22 marzo ’10

RdB SdL SNATER

 
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