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Per salvare la Fiat e l'indotto PDF Stampa E-mail
martedì 16 marzo 2010

Image Dall'SdL della Fiat di Cassino -   E' cominciata la cassa integrazione che interessa tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat in Italia. Il provvedimento, annunciato lo scorso 26 gennaio dall'azienda, riguarderà circa 30 mila addetti. La decisione, aveva spiegato l'azienda, è stata assunta per adeguare i livelli produttivi alla domanda.

Lo stabilimento di Piedimonte San Germano occupa circa 4.100 persone che sono in cassa integrazione da più di quindici mesi: in media si lavora due settimane al mese.

 "Una Fiat che non ha a cuore il futuro dell'occupazione degli stabilimenti italiani non va bene", "da un punto di vista occupazionale i nodi continuano ad aggravarsi. La stessa cig, per un numero cosi' rilevante di persone e di settimane, e' un ulteriore segnale dell'appesantimento della condizione del lavoro in Italia".

E, nel frattempo, "le altre grandi crisi non hanno ancora trovato uno sbocco".

E' per questo che l’SdL intercategoriale continua a chiedere "di fare di piu' nei confronti della ripresa produttiva, soprattutto nell'industria, e a sostegno dell'occupazione.

LORSIGNORI NON DEVONO DECIDERE IL FUTURO OCCUPAZIONALE !

 La Fiat è una questione nazionale, sia per motivi occupazionali, sia per il patrimonio industriale che essa rappresenta. Solo l’intervento dello Stato nel capitale azionario e nell’indirizzo industriale può garantire alla Fiat le risorse necessarie al suo rilancio.

 
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