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Il muro della disoccupazione, della povertà e della miseria deve cadere: PDF Stampa E-mail
lunedì 08 marzo 2010

 non vogliamo pagare per le loro crisi!

EUROMARCHES 2010 - Berlino 29 gennaio c.a.

Una soluzione: lavoro e denaro per tutti! Occupazione, un reddito per tutti! Nel 2010, attraverso l’Europa, mobilizziamoci e convergiamo a Bruxelles! La disoccupazione sta esplodendo ancora in ogni paese.

Insieme con le sue processioni di povertà e miseria. Anche in questo periodo di crisi i governi continuano le loro politiche liberali, come se nulla fosse successo. Per uscire dalla crisi essi prendono quello che è dovuto ai lavoratori, ai disoccupati e ai poveri e ingozzano i ricchi. I contribuenti finanziano il salvataggio degli speculatori e delle banche.

 I datori di lavoro e i governi rifiutano ancora di suddividere il lavoro disponibile riducendo il tempo di produzione: facciamo che il lavoro. Autoriduciamo il lavoro e nel miglior modo così che tutti noi possiamo lavorare. Essi inoltre rifiutano di suddividere la ricchezza prodotta: essa esiste ed è sufficiente per ciascuno, ma soltanto il ricco e l’azionista ottengono benefici dalla produttività e dai profitti. I datori di lavoro e i governi rifiutano di creare lavoro attraverso lo sfruttamento della ricchezza prodotto dal loro lavoro a favore di investimenti nelle priorità economiche, sociali ed ecologiche. Essi preferiscono il mercato globale, avanzando speditamente, incrementando l’ineguaglianza e sottomettendosi ai diktat delle banche. L’Unione Europea ha dichiarato che il 2010 sarà “L’anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale”. Ma anche nella totale crisi non cambia nulla, è ancora la caccia contro il disoccupato ed il povero, licenziamenti e cassa integrazione e esternalizzazione, generalizzazione dei lavori precari, privatizzazione dei servizi pubblici. Tuttavia anche se 100 milioni di europei vivono sotto la soglia di povertà, i privilegi del capitale non vengono toccati! E’ abbastanza sufficiente (tradurrei la misura è colma oppure ne abbiamo abbastanza).

E’ per questo motivo che stiamo organizzando delle marce durante il 2010 che culmineranno a Bruxelles il 17 ottobre 2010 nel “Giorno mondiale del rifiuto della estrema povertà” durante la presidenza del Belgio alla Unione Europea. Noi siamo i lavoratori, i disoccupati uomini e donne, i giovani o i vecchi, gli emigranti, i privi di documenti, i male alloggiati, i senza casa, i poveri. Noi siamo solidali con le nostre sorelle e fratelli di tutto il mondo: noi respingiamo la Fortezza Europea. Sia che i nostri paesi siano membri dell’Unione Europea oppure no, noi lotteremo insieme per uguali diritti. Noi rifiutiamo le politiche neoliberali globali che l’Unione Europea sta cercando di imporre sul continente! Per una Europa dei diritti sociali, contro il mercato europeo: - Per i diritti dei cittadini, il diritto al lavoro, ad un reddito, alla casa, alla assistenza sanitaria, ad una sana alimentazione, alla cultura, questi (diritti) devono essere nel cuore della unificazione europea. Questi diritti non devono dipendere soltanto dalle forze del mercato.

Contro il dumping sociale noi domandiamo leggi Europee, direttive, che stabiliscano (o anche assegnino) un adeguato reddito minimo per ogni stato membro in accordo con la ricchezza prodotta da ciascun paese, e un salario minimo per ciascun stato membro in accordo con il loro livello salariale. Per far convergere e pareggiare i diritti tra gli stati membri attraverso leggi europee. - Per la effettiva distribuzione della ricchezza: noi domandiamo una giusta (imparziale) politica di tassazione per investimenti nei bisogni sociali ed ambientali e la creazione di lavori di qualità, che siano rispettabili, sceglibili e utili socialmente ed ecologicamente. Noi supportiamo la domanda di una tassazione sulle transazione finanziarie, che è la domanda dei movimenti sociali europei, come simbolo di una necessaria ridistribuzione della ricchezza. - Per il diritto al lavoro e a un reddito vitale (brutta traduzione ma sarebbe minimo).

I licenziamenti non sono la soluzione. Noi domandiamo la suddivisione del lavoro disponibile tra tutte riducendo le ore di lavoro senza una diminuzione di paga e la creazione di occupazione. La urgente conversione di una economia sostenibile , di diritti sociali e ambientali, non potrà mai essere attuata senza garantire ai lavoratori, con o senza lavoro, un reddito, una formazione ed uno stabile futuro professionale. Le nostre iniziative fanno parte della campagna del World Social Forum “Fine della povertà ora”.

La nostra completa solidarietà va a tutti i poveri di tutto il mondo. Essi sono ancora una volta le prime vittime delle crisi. Dappertutto e per tutti, noi vogliamo il diritto di vivere, non di sopravvivere! Colui che semina miseria, raccoglierà rabbia! Per un’altra Europa per un altro mondo! Appellati Rete

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