rassegna stampa
BENI COMUNI · Un emendamento al dl sugli enti locali cancella gli Ato Acqua pubblica
| BENI COMUNI · Un emendamento al dl sugli enti locali cancella gli Ato Acqua pubblica |
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| domenica 07 marzo 2010 | |
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Il governo chiude i rubinetti ai sindaci Da Il Manifesto del 7 marzo 2010 Guglielmo Ragozzino ROMA - Uno dopo l’altro i sindaci, uomini e donne, vanno al microfono e raccontano la loro storia sull’acqua. Siamo a Roma, nel palazzo della Provincia, nella sala dedicata a Don di Liegro, un eroe dei nostri tempi. Di fronte è in corso la manifestazione regionale sugli abusi ambientali, veramente troppi. I sindaci che arrivano da tutta Italia hanno deciso di incontrarsi tra loro per stabilire le basi di un’associazione che serva per raccogliere una grande forza per promuovere e vincere un referendum che sventi la privatizzazione dell’acqua che il governo porta avanti. Il governo, mai come in questo caso comitato d’affari della borghesia o dei poteri finanziari che l’hanno conquistata. L’ultima è dell’altro ieri (ieri per la discussione). Nella ratifica del cosiddetto decreto Ronchi sugli enti locali alla Camera, si è infilato nel testo un emendamento che elimina con un tratto di penna gli Ato (ambiti territoriali ottimali) dell’acqua. L’iter della legge si concluderà al senato,mal’esito è sicuro – un voto di fiducia, se serve – non si nega a nessuno. A portare all’assemblea dei sindaci questo ulteriore caso, un vero e proprio colpo di mano, è Corrado Oddi, che rappresenta il Forum dei movimenti. La fine degli Ato, spiega, porterà a un’ulteriore esclusione dei sindaci dai luoghi di decisione. Anche negli Ato i sindaci rappresentano la popolazione, il contropotere popolare. Si tratta di un altro passo verso la privatizzazione dell’acqua, la sua definitiva mercificazione. Le funzioni passeranno alle regioni. E le multinazionali convinceranno la politica che regioni tanto oberate dai debiti e strette dai patti di stabilità non potranno gestire un bene delicato come la rete di distribuzione. Diventerà ovvio, anzi gradito vendere al migliore offerente: le generose multinazionali dell’acqua, le società multifunzione emerse dalle fusioni tra le antiche, carissime, municipalizzate. Anche gli Ato, che nessuno considerava un baluardo del pubblico, lo diventano quando la legge parla in modo arrogante e chiaro. Nel giro di un anno «sono soppresse le autorità d’ambito territoriale... Decorso lo stesso termine ogni atto compiuto dalle Autorità d’ambito territoriale è da considerarsi nullo». Attraverso gli Ato, conclude Oddi, circa metà dell’acqua – |
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