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Nuovo sciopero, la Grecia si ferma Il Parlamento vota il piano-austerità PDF Stampa E-mail
venerd́ 05 marzo 2010

 Da Lastampa.it

Ancora proteste, Atene paralizzata Draghi: «Prese misure molto serie» ATENE La Grecia, scossa dalle proteste contro il duro piano di austerità imposto dal Governo ha superato ieri un test-chiave nel tentativo di evitare una disastrosa insolvenza e di combattere la sua crisi finanziaria che minaccia anche la zona euro. Ma oggi, giorno in cui è atteso il voto del parlamento, sono attese nuove proteste e si prevede un’alta adesione allo sciopero indetto dai sindacati contro le misure di austerity volute dal governo che tra tagli alla spesa e strette fiscali punta a raccogliere 4,8 miliardi di euro. Ieri decine di sindacalisti avevano occupato in mattinata il palazzo del ministero delle finanze al centro di Atene e appeso una grande scritta che dal tetto del palazzo cala in strada per protestare contro le misure decise dal’esecutivo. In serata quindi alcune migliaia di manifestanti, comunisti e della sinistra estrema, si sono dati appuntamento nel centro di Atene. I dimostranti, radunati davanti al parlamento su appello del Fronte di Lotta sindacale (Pame), espressione ultraortodossa del partito comunista (Kke), hanno sventolato striscioni nei quali si invita a fare «guerra alla guerra dei capitalisti» denunciando le «misure anti-popolari del governo». Per terra un mare di volantini con l’invito a scioperare oggi, giorno in cui il parlamento dovrà votare il nuovo pacchetto di misure da 4,8 miliardi. Diverse migliaia di altri manifestanti hanno protestato davanti all’Università di Atene su appello dei sindacati e di gruppi della sinistra radicale parlamentare gridando slogan come «Lavoro ai disoccupati» e cartelli che recitano «Volete la guerra, l’avrete!». I trasporti aerei e urbani subiranno probabilmente forti disagi oggi in Grecia per l’adesione di diversi sindacati del settore allo sciopero convocato dai grandi sindacati del privato e del pubblico. Sono misure «molto serie». Misure che «hanno convinto i mercati come si vede dal successo dell’emissione e hanno convinto anche la Bce e la Commissione Ue». È quanto sostiene il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi in merito al nuovo piano di misure fiscali della Grecia, facendo riferimento anche all’emissione del bond di due giorni fa. I provvedimenti anticrisi adottati dalla Grecia, ha spiegato Draghi, «sono misure che hanno convinto i mercati, come si vede dal successo delle emissioni (i bond, ndr), e hanno convinto anche la Bce e la Commissione. Quindi - ha aggiunto il presidente del Financial stability board - sono molto serie».

 

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GRECIA · Oggi Papandreu vedrà la Merkel, poi sarà la volta di Sarkozy e Obama Rabbia e disperazione Sempre più tagli e austerità: ma «ingiusti». Scioperi a valanga

Da Il Manifesto del 5 marzo 2010

Pavlos Nerantzis

ATENE Bruxelles e mercati sono soddisfatti dalle misure d’austerità che il premier Jorgos Papandreou ha annunciato per salvare il paese dal default, per riacquistare la credibilità e avere l’appoggio dell’Unione europea. Ma in questa guerra per far tornare i conti pubblici, i greci rischiano il fallimento, e dopo il primo shock, le mobilitazioni si annunciano a valanga. I greci sembrano rassegnati a pagare prezzi salati per far uscire il paese dalla crisi , ma hanno anche capito che manca una equa distribuzione degli oneri. Una mancanza di giustizia sociale da parte dei socialisti del Pasok e di solidarietá da parte della Ue che ha scatenato da ieri scioperi a catena. A 24 ore dall’annuncio delle misure d’austerità aggiuntive - che prevedono oltre al congelamento dei salari, anche quello delle pensioni, tagli ai dipendenti pubblici pari a due salari e non solo a uno, aumento dell’Iva di un altro 2%, nuove tasse su benzina, tabacco e alcolici - qui in Grecia la gente é angosciata. Mai visto una cosa simile. Nonostante sia un paese della zona euro, sta vivendo una crisi simile a quella del 2001 in Argentina. Rabbia e disperazione ovunque. Rabbia perché le misure colpiscono per il momento soltanto i ceti piú deboli. Ossia quelli che non hanno colpa per la crisi attuale. I media puntano il dito sugli intoccasbili profitti delle banche, sui ricchi che continuano ad evadere, sulla riforma del sistema fiscale che tocca poco i redditi sopra i 100.000 euro l’anno. Rabbia per «le menzogne e i commenti razzisti di una parte della stampa nord-europea » che mette nello stesso sacco tutti i greci, considerati truffatori, incivili e i pigs, i «maiali» della Ue. Due settimane fa il Financial Times ha scritto che nel 2001 l’allora ministro delle finanze socialista voleva vendere il Partenone. Poi é venuto il settimanale tedesco Focus che in copertina, accanto al titolo «Mascalzoni nell’euro-famiglia », riportava una Venere di Milo nell’atto, chiarissimo, di alzare il dito medio. Ieri è arrivata la «proposta» di tre deputati tedeschi della coalizione di governo e rilanciata dalla Bild: «Prima di affogare in un mare di debiti, la Grecia farebbe bene a vendere alcune delle proprie isole, almeno quelle disabitate», hanno proposto i deputati, «Noi vi diamo la grana, voi ci date Corfù », ha sintetizzato nel titolo la Bild, che aggiunge: e già che ci siete «vendete anche l’Acropoli». Proposte ridicole ma non nuove: già nel 1993 un parlamentare della Csu bavarese, Peter Ramsauer, oggi ministro dei trasporti, propose l’annessione alla Germania dell’isola diMajorca, che ogni estate viene invasa da milioni di turisti tedeschi. Circola l’ipotesi di far ricorso all’Fmi. «Una possibilità che ci può costare psicologicamente e noi speriamo di non dovervi far ricorso, ma che non si può escludere» ha detto ieri il portavoce governativo. Oggi Papandreou ne discuterà a Berlino con AngelaMerkel, dopodomani col francese Sarkozy e il 9marzo con Barack Obama. I due principali sindacati contestano i tagli di bilancio e le misure di austerità. «Ingiusti » e tali da portare più recessione e disoccupazione. Giá oggi vari sindacati del settore pubblico e privato hanno indetto 3 ore di sciopero, centinaia di attivisti del Pc hanno occupato ieri il ministero delle finanze e centinaia di dipendenti dell’Olympic Airways hanno continuato l’occupazione della sede della compagnia privatizzata nel 2009 (più di 4 mila dipendenti licenziati). Il leader del Kke, Aleka Papariga, ha evocato l’ipotesi di un’uscita del paese dalla Ue. Reazioni anche di Papandre: «Le misure annunciate sono fuori dal nostro programma, maerano inevitabili per salvare il paese».

 
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