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LA POVERA ITALIA DEL FISCO Solo l’1% dichiara più di 100 mila euro PDF Stampa E-mail
mercoledì 17 febbraio 2010

 Da Il Manifesto del 17 febbraio 2010

Roberto Tesi

Una foto purtroppo sempre uguale, quella che appare dalle dichiarazioni del 2008 relative ai redditi percepiti nel 2007: un contribuente su quattro, il 27% delle persone fisiche, ha dichiarato una imposta netta pari a zero. I dati sono stati forniti dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, nelle statistiche diffuse ieri. E questo nonostante dalle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche emerga un aumento del 2,2% dei contribuenti, che salgono a 41 milioni 663 mila, e un incremento del 4,2% del reddito complessivo ( 772 miliardi di euro) con una imposta netta dichiarata di 142,4 miliardi di euro. A pagare al Fisco sono in realtà solo 30 milioni e mezzo di contribuenti poiché il 27% dichiara imposta netto zero, per effetto del basso reddito o per le deduzioni e detrazioni. L'incidenza media dell'imposta netta sul reddito complessivo è restata invariata nel periodo d'imposta 2007 al 18,4%. L'importo medio pro capite è pari a 4.670 euro. Le cifre del dettaglio delle dichiarazioni puzzano molto di evasione fiscale: la metà dei contribuenti non supera i 15.000 euro; più in generale, il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35.000 euro e poco meno dell'1% dichiara redditi superiori a 100.000 euro annui. Il 52% dell'imposta è pagata dal 12% dei contribuenti con redditi oltre i 35.000 euro. I redditi dichiarati derivano per il 78% da retribuzioni da lavoro dipendente e da pensioni, per il 5,5% da redditi da partecipazione, per il 5% da redditi d'impresa e per il 4,2% da redditi da lavoro autonomo. La puzza di evasione fiscale diventa tanfo nell’analisi delle dichiarazioni (Ires) presentate dalle società: quasi una su due risulta in perdita per il Fisco. «La quota di società con imposta netta positiva - si legge sul comunicato del dipartimento delle Finanze - ha raggiunto il 52,6% del totale (circa 526.000)». Risultato: il 48% delle società ha denuncia di avere perso o di essere andata in pareggio. Nel 2007 le dichiarazioni delle società di capitali hanno raggiunto il milione di unità, con un aumento di circa il 4,1% rispetto al 2006. L'85% sono Srl e due terzi di esse hanno una dimensione limitata, con componenti positivi Irap minori di 500mila euro. Circa la metà delle società opera in tre settori produttivi: commercio (19%), costruzioni (18%) e attività manifatturiere (14%). La distribuzione dell'Ires complessiva è concentrata nelle imprese di dimensioni maggiori: lo 0,8% delle società dichiara il 58% dell'imposta ed il 53% delle società minori dichiara solo il 5,3% dell'imposta. Tra i consolidati, i settori manifatturiero e finanziario dichiarano i due terzi dei redditi ed il 58% delle perdite trasferite. Tra i gruppi con utile fiscale, il valore medio più elevato si registra nei settori «attività finanziarie ed assicurative » (105,6 milioni di euro) e «fornitura di energia elettrica e gas» (88,5milioni); tali settori presentano il reddito imponibile medio più elevato anche se si considerano le società singole. Le società con reddito positivo - spiega il dipartimento delle Finanze - sono localizzate principalmente nelle regioni del Nord. Per quanto riguarda l’Iva, sono state presentate 5,7milioni di dichiarazioni, con un decremento dell'1% rispetto al periodo d'imposta precedente. Una flessione che viene spiegata con la mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti aderenti al nuovo «regime di franchigia» e della maggiore utilizzazione del «regime di esonero per agricoltori», per effetto di una attenuazione dei limiti di accesso. Il 63,90% dei contribuenti Iva sono persone fisiche che, per il 68,22%, operano nel settore dei servizi. Il volume d'affari complessivo dichiarato è di circa 3.370 miliardi di euro con un incremento del 6,31% rispetto all'anno precedente. Le società di capitali (18%) presentano i maggiori valori del volume d'affari (82%) e dell'Iva di competenza (74%) nonostante la prevalenza delle ditte individuali (64%). Secondo Epifani i dati diffusi confermano «le ragioi della nostra protesta: siamo un paese dove una parte paga anche per altri». Poi ha aggiunto: «insisteremo anche con lo sciopero e con la nostra iniziativa per chiedere un intervento subito di riduzione del carico fiscale sul lavoro e sui pensionati».

 

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 A pagare le imposte solo 30 milioni e mezzo su 41.663.000 Gli altri dichiarano un reddito al di sotto del minimo, in parte per via di deduzioni e detrazioni Fisco, nel 2008 un contribuente su quattro ha dichiarato un'imposta pari a zero

Da Repubblica.it

ROMA - Un contribuente su quattro, cioè il 27% delle persone fisiche, ha dichiarato una imposta netta pari a zero nella dichiarazione fiscale del 2008 (relativa al periodo 2007). Lo rileva il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, nelle statistiche diffuse oggi. E questo nonostante dalle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche emerga un aumento del 2,2% dei contribuenti, che salgono a 41 milioni 663 mila, e un incremento del 4,2% del reddito complessivo, pari a 772 miliardi di euro. L'imposta netta dichiarata è ammontata - si parla sempre di dichiarazioni presentate nel 2008 - a 142,4 miliardi di euro, collegata a un reddito complessivo di 772 miliardi di euro. A pagare al Fisco sono in realtà solo 30 milioni e mezzo di contribuenti sul totale di 41 milioni 663 mila, poichè il 27% dichiara imposta netto zero, per effetto del basso reddito o per le deduzioni e detrazioni. L'incidenza media dell'imposta netta sul reddito complessivo resta invariata nel periodo d'imposta 2007 al 18,4%. L'importo medio pro capite è pari a 4.670 euro. In dettaglio, la metà dei contribuenti non supera i 15.000 euro; più in generale, il 91% dei contribuenti dichiara redditi non superiori a 35.000 euro e poco meno dell'1% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100.000 euro annui. Il 52% dell'imposta è pagata dal 12% dei contribuenti con redditi oltre i 35.000 euro. I redditi dichiarati derivano per il 78% da retribuzioni da lavoro dipendente e da pensioni, per il 5,5% da redditi da partecipazione, per il 5% da redditi d'impresa e per il 4,2% da redditi da lavoro autonomo. Le società. Quasi una società su due risulta in perdita per il Fisco, emerge dalle statistiche delle dichiarazioni dei redditi 2008, relative all'imposta sui redditi delle società (Ires). "La quota di società con imposta netta positiva - si legge sul comunicato del dipartimento delle Finanze - ha raggiunto il 52,6% del totale (circa 526.000)". Le società con reddito positivo - spiega il dipartimento delle Finanze - sono localizzate principalmente nelle regioni del Nord. La distribuzione dell'imposta complessiva è concentrata nelle imprese di dimensioni maggiori: lo 0,8% delle società dichiara il 58% dell'imposta ed il 53% delle società minori (fino a 500.000 Euro di componenti positivi Irap) dichiara solo il 5,3% dell'imposta.

 
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