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Facciamoci gli “affari nostri” PDF Stampa E-mail
martedì 16 febbraio 2010

I lavoratori stanno osservando e vivendo con crescente preoccupazione ciò che sta accadendo in questo Paese.

Mentre la crisi avanza e si riduce il reddito delle famiglie, mentre aumentano povertà e disoccupazione e le aziende chiudono e/o “delocalizzano” le loro attività, assistiamo al tentativo di risolvere i problemi colpendo i diritti dei lavoratori, tentando di eliminare il diritto di sciopero, di legiferare contro la già carente legislazione del lavoro, di aumentare la precarietà;(vedi proposta di legge “collegato lavoro”).

Poi si fa finta di litigare con la Fiat e ci si dimentica che quella che oggi decide di chiudere stabilimenti in Italia è la stessa azienda che lo Stato avrebbe potuto acquistare più volte utilizzando gli aiuti e gli incentivi “donati” in questi ultimi decenni.

E mentre accade tutto ciò la politica dibatte esclusivamente di “rapporti sessuali”, di amicizie particolari, di gossip e di leggi per “istituzionalizzare” l'eterno chiacchiericcio mediatico. Sta tornando “tangentopoli”, o non è mai scomparsa, e fiumi di denaro passano dalle tasche di chi lavora in quelle di faccendieri ed aziende.

E si dice che i lavoratori devono essere più produttivi, devono fare ancora sacrifici, che si deve andare in pensione qualche anno dopo e che il “mercato” , il “dio mercato” delle liberalizzazioni, prima o poi ci salverà.

E se invece i lavoratori cominciassero veramente “a farsi gli affari loro”?

Se ricominciassero a lottare ed a scendere in piazza, oltre che a salire sui tetti? Se si riappropriassero della politica e del sindacato, in prima persona e senza seguire più i soliti centro-destra e centro-sinistra comodamente seduti in parlamento o i soliti Cgil, Cisl, Uil e Ugl che fanno finta di litigare ma poi trovano sempre la “quadra” tra loro e con Governo e Confindustria? Le alternative ci sono e devono crescere. Sicuramente cì sono in politica, ma per ciò che ci riguarda è tempo di ricostruire un sindacato veramente di base, democratico e partecipato, autonomo ed indipendente da partiti ed aziende.

Noi ci stiamo provando insieme ad RdB ed a tanti altri soggetti del sindacalismo alternativo. 

Nel mese di maggio nascerà un nuovo e più grande Sindacato di Base ed invitiamo sin da ora i lavoratori e tutte le forze sindacali sane di questo paese a partecipare e aderire. Ma il tempo non si ferma ed è oggi che bisogna riprendere la strada del conflitto sindacale per riappropriarci di ciò che ci hanno tolto negli ultimi 25 anni e ricominciare a “farci gli affari nostri”, gli “affari” dei lavoratori.

Dichiarazione di Fabrizio Tomaselli Coordinatore nazionale SdL intercategoriale  

Roma, 16 febbraio 2010

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