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BELGIO Una ventina i morti nello scontro tra due treni nei pressi di Bruxelles. PDF Stampa E-mail
marted́ 16 febbraio 2010

 I sindacati: i tagli all'origine della tragedia.

Un convoglio non si ferma al rosso, disastro sulla linea dei pendolari Alberto D'Argenzio BRUXELLES Una motrice contro l'altra. Ieri mattina tra le lamiere contorte di due treni locali scontratisi frontalmente a due passi da Bruxelles hanno perso la vita almeno 18 persone, forse 25. Sono i contorni della più grande tragedia ferroviaria del Belgio.

«Stavo dormendo, ho sentito come uno scoppio, fragoroso, fortissimo, ma breve. La casa vibrava, mi sono affacciato alla finestra e ho visto il disastro» racconta Wira Leir, uno studente la cui residenza, al numero 20 di via Biezeput a Huizingen, è giusto di fronte al luogo in cui il locale Leuven-Braine le Comte è finito addosso al treno Quiévrain-Liège Guillemins. Si vedono i vagoni, uno sull'altro, nessun treno ha frenato. Si parla di un semaforo rosso bruciato. Sulla massicciata c'è una barella che attende il suo cadavere. Al momento dell'incidente, circa le 8:30 circa, nevicava. «È stato atroce - racconta un uomo di una cinquantina d'anni appena fuori dal centro di assistenza realizzato in un bar -: ero nel terzo vagone, i primi due sono schizzati su, in prima classe era l'orrore, noi siamo riusciti a uscire. Ho visto almeno tre morti sui binari». La Croce rossa ha invitato i cittadini a donare sangue. La rete ferroviaria è andata in tilt per ore. I due treni si sono scontrati a poco più di un chilometro dalla stazione dei Hal, 20 chilometri a sud-est di Bruxelles, località celebre per essere il focolare di uno dei più complessi contenziosi tra fiamminghi e valloni. «Questo è un dramma nazionale - afferma Rudy Demotte, Ministro-Presidente della regione Vallona - non di valloni o fiamminghi: è una tragedia di tutti, che ci avvicina. Ogni tanto prendo anch'io quel treno, lo prendono i pendolari». Marc Descheemaecker, giovane Amministratore delegato della Sncb, le ferrovie belghe, chiede dal comune di Hal «di non fare speculazioni sulle cause». Un macchinista, sono le prime voci, non avrebbe rispettato un semaforo rosso. Ma è anche vero che la linea interessata è dotata del sistema TBL1+ di bloccaggio automatico in caso di rosso, un sistema che verrà introdotto per l'80% dei 9.000 semafori del paese entro il 2013. Il problema è che il treno interessato potrebbe non aver avuto il meccanismo per recepire l'ordine di arresto. Si parla anche di un black out momentaneo sulla linea. Il Sic, il Sindacato indipendente dei macchinisti, sottolinea la pressione esercitata dalla Sncb sulla loro categoria per via dei tagli economici. Sette anni fa due treni si scontravano con 8 morti a Pecrot, tra Fiandre e Vallonia perché gli addetti alla sicurezza non parlavano la stessa lingua, chi il fiammingo chi il francese. «Da allora abbiamo speso 100 milioni per costruire la stazione di Liegi, se avessimo messi questi soldi nella sicurezza forse le cose sarebbero andate diversamente» riflette al Tg della sera un esperto di sicurezza.

 
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