Home arrow rassegna stampa arrow A RISCHIO 1.400 POSTI DI LAVORO Videocon di Anagni, occupata la fabbrica
A RISCHIO 1.400 POSTI DI LAVORO Videocon di Anagni, occupata la fabbrica PDF Stampa E-mail
sabato 13 febbraio 2010

 Nuova protesta «ad oltranza» dei dipendenti che in ottobre bloccarono per ore l'A1: il governo è inerte

Da Corriere.it

ROMA - Nuova protesta allo stabilimento della Videocon di Anagni. Dopo il blocco dell’autostrada tornano a farsi sentire i 1.400 dipendenti che rischiano il lavoro per la crisi che da tempo attanaglia il colosso che fa capo al gruppo del magnate indiano Venugopal Dooth. Con l'assemblea generale di giovedì mattina, i lavoratori di Anagni hanno occupato la fabbrica per chiedere la soluzione alla vertenza e l'immediata convocazione di un tavolo istituzionale a Palazzo Chigi. La protesta, assicurano, andrà avanti a oltranza con turni già stabiliti per mantenere il presidio. I lavoratori hanno fatto uscire dallo stabilimento il direttore del personale, ultimo manager italiano «sopravvissuto» alle politiche dalla multinazionale indiana. LA SECONDA AZIENDA DEL LAZIO – Con i suoi 1.400 dipendenti, la Videocon è la seconda fabbrica del Lazio dopo la Fiat di Cassino. «L’occupazione dello stabilimento è stata approvata all'unanimità dall'assemblea» dice Paolo Sabatini, operaio della Videocon e membro della Segreteria nazionale di SdL intercategoriale. «Abbiamo deciso questo gesto estremo perché è in atto una pantomima tra proprietà indiana e faccendieri vari che continuano a portare avanti pseudo trattative del tutto inconcludenti – aggiunge Sabatini -. La tanto promessa riconversione industriale si allontana: è chiaro che la proprietà vuole solo fuggire dal sito produttivo, lasciando sul lastrico i lavoratori che già da cinque anni vivono in una condizione di precarietà, determinata dalla cassa integrazione». IL GOVERNO - Secondo i lavoratori è necessario procedere velocemente al risanamento dei conti anche incentivando l’uscita di un buon numero di lavoratori che potrebbero accedere presto alla pensione. «Le maestranze vogliono sottolineare l'assoluta inerzia del governo in questa vertenza – aggiunge Sabatini –. Chiediamo a Palazzo Chigi di scendere in campo per costringere gli indiani a mantenere gli impegni per la vera riconversione presi negli incontri al ministero dello Sviluppo economico». LA REGIONE AL LAVORO - «Seguo con attenzione – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi - la protesta messa in atto dalle maestranze e auspico che la vertenza Videocon abbia un esito positivo per l'occupazione e lo sviluppo del territorio. A tal fine abbiamo invitato la proprietà della Videocon a un incontro istituzionale entro la fine del mese. Inoltre abbiamo chiesto garanzie in merito alla cessione dell'impianto di Anagni». «OCCORRE ACCELERARE» - «Chiediamo al ministero dello di riconvocare tutti i soggetti interessati – dichiara la candidata del centrodestra alla Presidenza del Lazio, Renata Polverini - accelerando i tempi per una soluzione positiva a favore dei lavoratori che stanno vivendo una situazione molto delicata, non avendo certezze su quello che potrà essere il loro futuro». La situazione, secondo la Polverini, è preoccupante e non a caso i lavoratori dell'azienda hanno ripreso con azioni di protesta e mobilitazione. «E' indispensabile - ha concluso la Polverini - la collaborazione di tutti per valorizzare il sito industriale e lo straordinario potenziale professionale e umano, cui occorre comunque garantire la copertura degli ammortizzatori sociali». Carlotta De Leo 12 febbraio 2010

 
< Prec.   Pros. >

page counter