rassegna stampa
FIAT · Tutti i lavoratori del gruppo si fermano per quattro ore
| FIAT · Tutti i lavoratori del gruppo si fermano per quattro ore |
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| mercoledì 03 febbraio 2010 | |
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Oggi in piazza: Marchionne risponda sul futuro dell’auto Da Il Manifesto del 3 febbraio 2010 Alfredo Marsala PALERMO Impianti fermi oggi per quattro ore in tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat per lo sciopero proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Fismic contro il piano industriale del Lingotto presentato lo scorso 22 dicembre a Palazzo Chigi. Tra i punti più contestati, il piano prevede lo stop, per la fine del 2011, della produzione di auto a Termini Imerese, dove lavorano 1.350 persone, con un indotto che occupa oltre 700 dipendenti. I sindacati contestano anche la tempestività con cui la Fiat ha chiesto due settimane di cassa integrazione per 30 mila lavoratori del gruppo, proprio mentre il governo si appresta a prorogare gli eco-incentivi. Un elemento, ritenuto, di pressione nei confronti dell’esecutivo che peraltro si avvia ad autorizzare gli incentivi senza pretendere alcuna garanzia, come invece ha fatto in Francia Sarkozy con Renault e Psa, sulla salvaguardia dei posti di lavoro e degli stabilimenti francesi. Il nodo principale, al momento, è Termini. Gli operai incroceranno le braccia dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22. Davanti ai cancelli della fabbrica siciliana, i dirigenti di Fim Fiom e Uilm terranno un sit-in. Ancora una volta Gianni Rinaldini, leader dei metalmeccanici Cgil, sarà a Termini. L’attesa di operai e istituzioni locali è per la riunione tecnica, convocata per dopodomani al ministero dello Sviluppo. Il ministero dovrebbe fornire i dettagli relativi alle proposte ricevute da alcuni gruppi industriali e finanziari sollecitati dal governo. Per molti, a cominciare dal leader della Uil Luigi Angeletti, Scajola si sta muovendo in modo intempestivo. Angeletti, nel corso dell’ultima riunione al ministero, ha ricordato infatti che lo stabilimento di Termini Imerese è di proprietà della Fiat e spetta al Lingotto trovare le soluzioni, non al governo, che dovrebbe avere un ruolo quantomeno di mediazione. Scajola ha effettuato un sondaggio nei confronti del gruppo svedese Ikea: il colosso dell’arredamento ha ricevuto un questionario dal ministero al quale non ha risposto, non essendo interessato a investire a Termini,ma in un’area più vicina a Palermo. Anche le altre proposte non convincono, come quella di Simone Cimino, il finanziere della Cape già in affari con la Regione Sicilia, quando al governo c’era Totò Cuffaro, allora sostenuto da Gianfranco Miccichè, ritenuto il deus ex machina dell’attuale operazione. L’ipotesi Cape, finora, non ha convinto neppure il governatore Raffaele Lombardo, che non intendere «regalare » i 350 milioni di euromessi a disposizione per il sito. Qualche effetto, invece, Cimino l’ha già avuto. Il titolo Cape Live, quotato a Piazza Affari, ha guadagnato il 13% in un mese, da quando appunto il finanziare, di origini agrigentine, si è fatto avanti per Termini Imerese. Poco convincono anche la pista che porta al fondo cinese Hong Kong Tai He e le voci di un interesse da parte del finanziere Domenico Reviglio che, come i cinesi, tentò di rilevare le Carrozzerie Bertone, rimanendo coinvolto nell’indagine avviata dalla Procura di Torino sulla titolarità di un pacchetto di azioni passati di mano in mano prima della cessione definitiva dell’azienda a Fiat. Nemmeno l’ipotesi Gian Mario Rossignolo, che ha da poco acquisito l’impianto ex Pininfarina di Grugliasco, suscita entusiasmo, sebbene l’imprenditore vanti forti legami con il Lingotto. Lo sciopero unisce la Fiat da Nord a Sud. AMirafiori, verrà effettuato dalle 9 alle 13. AMilano si terrà un presidio all’esterno della Regione Lombardia, con i lavoratori dell’Alfa di Arese, Powertrain e Mavlo. Tre pullman porteranno a Colbetta (Mi) alcune decine di lavoratori di uno stabilimento tedesco della Magneti Marelli che ha annunciato un piano di delocalizzazione. Sciopero di 4 ore anche alla Fiat di Cassino, alla Sevel di Atessa e alla Sata diMelfi. I lavoratori del gruppo che in questa settimana si trovano in cassa integrazione – così come accade a Pomigliano d’Arco, alla Fma di Pratola Serra e alla Iveco di Brescia e Suzzara – attueranno le 4 ore di sciopero nei prossimi giorni. Presidi davanti alle fabbriche saranno effettuati negli stabilimenti emiliani Ferrari, Maserati e Cnh. |
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