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ISPRA. LA LOTTA PAGA: L'ASSEMBLEA APPROVA L'ACCORDO PDF Stampa E-mail
venerdì 22 gennaio 2010

Image I LAVORATORI SCENDONO DAL TETTO E INDICONO UNA CONFERENZA STAMPA PER ILLUSTRARE LE LORO VALUTAZIONI SULL’ACCORDO E LE PROSSIME MOBILITAZIONI.   La lotta paga e non si ferma: questo in sintesi il risultato dell’assemblea dei lavoratori dell’ISPRA organizzata il 21 gennaio dall’Usi/RdB per discutere l’accordo siglato nella tarda serata di ieri con il Ministero dell’Ambiente. I lavoratori sono scesi dal tetto, dove hanno dovuto trascorrere quasi due mesi.

Riferisce Michela Mannozzi dell’Usi RdB, portavoce della lotta sul tetto: “L’assemblea ha dato un giudizio positivo sull’intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell’ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari. Ora i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati”.

 “Inoltre – sottolinea Mannozzi - abbiamo posto delle basi per una prospettiva futura. Il patrimonio di professionalità rimane dentro l’ente, a disposizione chi verrà a guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo che la futura dirigenza venga dal mondo scientifico ed abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all’estero”.

“L’accordo - aggiunge la portavoce – verrà comunque qualificato nella sua applicazione. Il Ministro Prestigiacomo sarà garante del percorso che si è aperto con la firma del protocollo. Noi intanto manteniamo lo stato di agitazione del personale, e riteniamo di esercitare un ruolo fondamentale nell’applicazione e nell’interpretazione del protocollo.

Domani – conclude Mannozzi - annunceremo i prossimi passi della battaglia”.

 

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RASSEGNA STAMPA dal 21 gennaio 2010

da Il Manifesto

Accordo sui contratti Dopo 57 notti precari giù dal tetto

di Sara Farolfi

Roma - Hanno passato sul tetto anche la cinquantasettesima notte, quella dell'accordo. Tredici ore di confronto serrato al ministero, una notte a discutere e un'affollatissima assemblea ieri mattina per decidere se togliere la riserva dalla firma apposta la notte precedente. Il «sì» è stato bulgaro. Solo allora, prima di smontare il tendone sul tetto di via Casalotti, hanno brindato. Dopo quasi due mesi trascorsi sul tetto del loro istituto i ricercatori precari dell'Ispra hanno avuto risposta. Nella notte tra mercoledì e giovedì sindacati e ministero dell'ambiente hanno sottoscritto un protocollo d'intenti che, pur non recependo in toto le loro richieste, «costituisce senz'altro una buona base di partenza». «Abbiamo sventato il tentativo di smantellamento dell'istituto da parte della struttura commissariale», dice Michela Mannozzi, ricercatrice e portavoce dei precari per l'Usi-Rdb: «la nostra lotta non finisce ma si sposta dal tetto alle stanze dell'istituto, sarà meno clamorosa ma forse più difficile perchè dovremo vigilare sull'applicazione del protocollo». Le richieste dei ricercatori Ispra vertevano sostanzialmente su tre punti: il rinnovo per tutti i contratti, il passaggio a tempo determinato per gli «atipici», e un piano triennale di assunzioni. Il protocollo siglato da Usi-Rdb, Cgil, Cisl e Uil prevede il rinnovo di tutti i 230 contratti in scadenza tra dicembre e marzo, e la possibilità di recuperare (attraverso nuovi bandi) quelli già scaduti nel 2009, che sono altri 250 circa. Per quanto riguarda l'ampliamento della pianta organica il ministero si è impegnato al rispetto del turn over: ad andare in pensione a breve dovrebbero essere circa 180 persone, e dato che un nuovo assunto costa meno di una persona con diversi anni di anzianità lavorativa, i nuovi contratti potrebbero arrivare a 210-220. Infine, la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato: «un po' la nota dolente del protocollo» dice Michela Mannozzi, che prevede un generico impegno a bandire concorsi pubblici nel triennio 2010-2012. «Due mesi sul tetto per ottenere quello che hanno già gli altri enti pubblici di ricerca?», questa domanda ha tenuto banco tra i ricercatori la notte di mercoledì e ieri mattina in assemblea. Dice Michela: «Abbiamo posto le basi per una prospettiva futura, il patrimonio di professionalità rimane dentro l'ente a disposizione di chi vorrà guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo in una futura dirigenza che venga dal mondo scientifico e che abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all'estero». Perciò la domanda - «due mesi sul tetto per ottenere...?» - andrebbe girata alla politica. Dopo due mesi di assordante silenzio, mentre persino il Financial Times si interessava alla vicenda, ieri la ministra Stefania Prestigiacomo si è fatta vanto del protocollo siglato «per consentire un processo di valorizzazione dell'istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente del nostro paese». L'Flc Cgil parla di «un accordo che pone le basi per iniziare a risolvere alcuni dei problemi dei precari, e che restituisce al confronto la problematica più generale della missione dell'ente». «Spero davvero che non ci sia più bisogno di tornare su quello o su altri tetti di istituti di ricerca per difendere il lavoro dei nostri scienziati...», commenta Ignazio Marino (Pd). Anche l'Idv esprime «parziale soddisfazione» per l'intesa raggiunta. Secondo Paolo Ferrero (Prc): «la positiva conclusione della vicenda dei lavoratori Ispra dimostra che la lotta paga».

 

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Da La Repubblica

Ispra, vincono i precari: stop alla protesta sul tetto

di ANNA MARIA LIGUORI

Roma - Dopo 59 giorni di protesta, ieri alle 13, i precari dell´Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono scesi tutti dal tetto della loro sede di lavoro. «Dopo 14 ore di trattativa - ha detto un precario - hanno risposto alle nostre richieste all´80-90 per cento». L´accordo è stato siglato da ministero dell´Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Con l´intesa si è sventato il rischio di lasciare a casa 200 persone. Per quanto riguarda il Protocollo d´intesa, sono nove i punti che compongono l´accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell´ambito della disponibilità economica, motivato dall´incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo»; l´impegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti. C´è poi l´impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell´accordo, e i concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. Soddisfatta Stefania Prestigiacomo ministro dell´Ambiente: «Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti. E´ prevalsa la positiva volontà di tutte le parti per trovare le soluzioni possibili e non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell´Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell´ambiente nel nostro Paese».

 
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