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ISTAT · In calo il potere d’acquisto delle famiglie PDF Stampa E-mail
martedì 12 gennaio 2010

 Da Il Manifesto del 12 gennaio 2010

2009 da dimenticare per le famiglie italiane. Lo si sapeva, ma l’Istat ci fornisce anche la misura quantitativa: -1,6%. Le associazioni dei consumatori contestano («dato sottostimato»), la Cgil ci trova la verifica delle proprie preoccupazioni. Da notare che in questo caso, complice anche la bassa inflazione, il calo del reddito riguarda sia la misura nominale (-1%) che quella reale. A pagare la nuova situazione sono stati soprattutto i consumi (-1,5%), anche se ovviamente di dati disaggregati spiegherebbero che chi ha mantenuto un reddito è riuscito magari – con l’inflazione ferma – a mantenere o espandere leggermente i propri consumi; mentre chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione ha dovuto tagliare drasticamente le proprie abitudini di vita. La crisi, stavolta, è però così grave da aver toccato anche i profitti: le società non finanziarie (l’economia reale..) hanno perso quasi due punti percentuali. Era una vita che non accadeva. Ed è immaginabile che in ogni impresa si stia predisponendo le misure per «scaricare» altrove questa perdita, in modo di ricostituire «i margini di profitto» anche in una situazione di mercato debole. Lo faranno proprio tutti, indebolendo di più i consumi. E quindi i mercati.

 

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Istat, in calo il potere d'acquisto delle famiglie: -1,6 in un anno

Da L'Unità on line

Scende il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Tra ottobre 2008 e settembre 2009, informa l'Istat, il reddito disponibile in termini reali è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% rispetto al periodo ottobre 2007-settembre 2008. La propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile) è invece aumentata e si è attestata al 15,4%, lo 0,2% in più rispetto al trimestre precedente e lo 0,4% in più rispetto al corrispondente trimestre del 2008. Il reddito disponibile delle famiglie è diminuito dello 0,4% in valori correnti rispetto al trimestre precedente e dell'1% in termini tendenziali. La spesa delle famiglie per consumi finali si è ridotta dello 0,6% a livello congiunturale e dell'1,5% in termini tendenziali. Prosegue la flessione del tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore e il loro reddito disponibile lordo) che nel terzo trimestre 2009 si è attestato al 9%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente, risentendo di una riduzione degli investimenti (-2,9%) molto superiore a quella del reddito disponibile (-0,4%). Rispetto allo stesso periodo del 2008, prosegue l'Istat, il tasso di investimento delle famiglie si è ridotto di 0,8 punti percentuali. 11 gennaio 2010

 
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