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Ryan Air: perché si faccia luce su tutto! PDF Stampa E-mail
domenica 10 gennaio 2010
   
 
In occasione delle polemiche in corso tra Enac e la Compagnia Ryan Air, nonché dell'incontro previsto per il prossimo 7 gennaio presso la sede di tale Ente in Roma, SdL ribadisce tutte le denunce fatte fin dal 2006 presso tutte le Istituzioni Interessate riguardanti l'attività ed il trattamento del personale da parte della compagnia low cost:

1. una inadeguata tutela complessiva delle condizioni del lavoratore italiano impiegato da Ryanair;

2. una tutela sanitaria assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

3. una tutela della sicurezza delle condizioni di lavoro assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane; 4. una tutela della privacy assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

5. una tutela delle necessità previdenziali assolutamente mancante ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

6. una tutela delle condizioni particolari di lavoro assolutamente deficitaria ed in contraddizione con le normative e le leggi italiane;

7. una retribuzione fuori da ogni logica legata alle leggi italiane;

8. un utilizzo del personale italiano che non segue alcuna normativa di sicurezza (ENAC) prevista dalla legge italiana e dalle normative vigenti in termini d'impiego del personale navigante.

Nel febbraio 2007, in occasione dell’entrata in vigore della normativa Enac-FTL del dicembre 2006, abbiamo sollecitato con nostra lettera al presidente di Enac e per conoscenza al Ministro dei Trasporti, un'indagine sul fatto che, nonostante la stessa Ryan Air operasse con basi di servizio stabili sul territorio italiano, la stessa compagnia sul proprio contratto riportava quanto segue: “:SEDE DI LAVORO - Gli aerei della Ryanair sono registrati nella Repubblica Irlandese e dato che svolgerai la tua mansione a bordo di questi aeromobili la tua sede sarà la Repubblica Irlandese. ”

Ciò era e rimane fondamentale per l’applicazione di norme di sicurezza, sociali, fiscali e previdenziali del nostro paese, ivi compreso dei limiti massimi di volo e di servizio nonché dei giorni di riposo e di ferie minimi spettanti a ciascun navigante. Abbiamo ribadito tale sollecito anche nel luglio 2007 alla luce della decisione del Consiglio di Stato francesce di rigettare le richieste di annullamento presentate delle compagnie aeree Easy Jet e Ryanair contro il decreto legge del 21 novembre 2006, il quale chiariva definitivamente che al personale delle compagnie aeree straniere dislocato in Francia deve essere applicata la normativa, il diritto sociale ed il codice del lavoro francesi, elemento questo alla base delle nostre considerazioni e denunce. SdL ha nuovamente inviato tutta la documentazione all'attuale Ministro dei Trasporti nell' nell'agosto 2008

In data 11 aprile 2007, veniva deposta dalla nostra Organizzazione Sindacale un esposto sull’operato di Ryan Air presso le sedi della magistratura di Velletri, Bergamo, Pisa, Treviso e Roma, ovvero dove la stessa compagnia aerea opera stabilmente con proprie basi di servizio.

Rinnoviamo quindi con forza l'invito a tutte le Istituzioni a fare luce sull'operato di questa Compagnia aerea affinché vengano rispettate tutte le leggi e regolamenti a tutela della collettività e del lavoro.

5 gennaio 2010

 
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