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Corte dei Conti critica la manovra "Troppe entrate dall'esito incerto" PDF Stampa E-mail
marted́ 29 dicembre 2009

La magistratura contabile boccia il ricorso eccessivo a forme di copertura aleatorie

"Rischioso puntare tutto sul recupero dell'evasione fiscale o sulle scommesse"

Da repubblica.it

 ROMA - E' rischioso prevedere di colmare il vuoto creato nei conti pubblici da maggiori spese o minori entrate strutturali con "forme di copertura dagli esiti incerti", come la lotta all'evasione fiscale. E' il giudizio espresso dalla Corte dei conti sulle previsioni del gettito 2009 e sulla copertura finanziaria prevista in particolare nella manovra estiva. Le osservazioni della magistratura contabile sono contenute nella periodica "Relazione sulle tipologie delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relativi alle leggi pubblicate nel quadrimestre maggio-agosto 2009". La lotta all'evasione ed all'elusione fiscale, ricorda la Corte dei conti, è una forma di copertura dagli esiti incerti e dunque una manovra fondata su di essa comporta il rischio di "quantificazioni ottimistiche e poco trasparenti e comunque non facilmente verificabili a consuntivo" rispetto alla copertura di maggiori spese o minori entrate strutturali. Inoltre, scrive la Corte, tale incertezza è accentuata dal mancato coordinamento delle norme sul contrasto ai paradisi fiscali, gli arbitraggi fiscali internazionali e sullo scudo fiscale, sul quale il governo ha puntato per un maggior gettito nel 2009; misure che poiché "appaiono insistere sulla stessa base imponibile", dovrebbero essere considerate "legate tra loro da un rapporto di alternatività". Lo stesso ragionamento spinge la magistratura contabile a criticare le misure che vengono coperte con gli attesi incassi da gioco, come per esempio quelle riguardanti gli interventi post-terremoto in Abruzzo. Anche in questo caso, il problema è l'incertezza delle entrate, legata stavolta a comportamenti individuali. Perché se da un lato è vero, come affermano i Monopoli, che le spese per il gioco sono in aumento e oltre ogni previsione, dall'altro - dice la Corte dei Conti - "non appare comunque ispirata a criteri prudenziali una copertura di oneri così elevati e per un periodo di tempo così lungo affidata all'alea di comportamenti individuali connessi a consumi che presentano comunque un elevato grado di elasticità".

 (28 dicembre 2009)

 
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