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Imprese, crisi avvertita di più nel Nord-Ovest e nel Centro PDF Stampa E-mail
lunedì 28 dicembre 2009

I dati resi noti da un occasional paper della Banca d'Italia in quelle aree il 30% delle aziende ha sentito "molto" la recessione

Da repubblica.it

ROMA - La crisi ha pesato di più sulle imprese del Nord-Ovest e del Centro. Lo rivela un'indagine pubblicata nell'occasional paper di Bankitalia intitolato "la crisi internazionale e il sistema produttivo italiano". Hanno risentito "molto" della crisi il 30% delle imprese localizzate nelle regioni nord-occidentali e in quelle centrali, contro il 26% di quelle nel Nord-Est e il 23% di quelle nel Meridione. "La quasi totalità delle imprese ha dichiarato di aver subito gli effetti della crisi - si legge nello studio - giudicandola più grave delle precedenti e indicando nell'autunno 2008 l'avvio della sua fase più acuto". Solo l'8,7% delle imprese del Nord-Ovest e del Centro ha dichiarato di non aver sofferto "per nulla" gli effetti della crisi, contro il 10,4% di aziende del Meridione che si sono dichiarate "immuni" dalla recessione globale. Tra le principali difficoltà riscontrate e dichiarate dalle imprese nel corso dell'indagine, svetta il calo della domanda (ne ha sofferto il 60,3%), il pagamento dei committenti (problema che ha riguardato il 62,8%). Meno difficoltà per il reperimento dei fondi (20,8%) e soprattutto per quello delle materie prime. Se invece ci si concentra sulle iniziative promosse per far fronte alla crisi, il 50,8% del totale (industria e servizi) ha contenuto i costi, il 21,4% ha contratto i margini, il 13,5% ha tentato la diversificazione dei mercati. Soltanto il 5,5% ha puntato sul miglioramento dei prodotti. "Solo alcune delle imprese più grandi, con oltre 500 dipendenti - si legge nell'occasional paper - hanno preso in considerazione la possibilità di delocalizzare i propri impianti produttivi, anche se quasi nessuna segnalava questa modalità come la principale strategia di risposta alla recessione". In ogni caso, il 51% delle imprese ha dichiarato che avrebbe continuato ad applicare la stessa strategia aziendale, crisi o non crisi, mentre il 15,3% ha dichiarato di puntare sugli investimenti nel marchio o nel brand. (27 dicembre 2009)

 
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