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Brunetta completa l’opera - «Se non giuri, ti licenzio» PDF Stampa E-mail
venerdě 13 novembre 2009

Le novità del ddl "taglia-burocrazia" collegato alla Finanziaria e approvato dal Cdm Cambi di residenza, ricette, cartelle mediche e pagelle: tutto viaggerà on line P.A., "Se non giuri sei licenziato" Nuovi obblighi per i neo assunti Il ministro Brunetta: "La Pubblica amministrazione non deve più molestare i cittadini"

Da Repubblica.it

ROMA - Tutti i dipendenti pubblici appena assunti dovranno prestare giuramento sulla Costituzione, altrimenti saranno licenziati. Lo prevede il disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri sulla semplificazione amministrativa. E' una delle novità previste dal ddl "taglia-burocrazia" collegato alla Finanziaria e annunciato nei giorni scorsi. Il disegno di legge è composto da tre titoli e 35 articoli e contiene anche norme concordate con i ministri della Giustizia, degli Esteri, della Gioventù e della Semplificazione. In una conferenza stampa il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha illustrato il provvedimento che comprende anche la delega al governo per l'emanazione della carta dei doveri della Pubblica amministrazione. "E' un buon giorno dal punto di vista della semplificazione, della trasparenza, dell'ammodernamento, della gentilezza, della cortesia, dell'effettività dei diritti dei cittadini", ha detto Brunetta. Ricette e archivi medici. Entro il 31 dicembre del 2012, tutte le prescrizioni farmaceutiche e specialistiche dovranno essere rilasciabili in formato elettronico. Il disegno di legge prevede poi che le cartelle cliniche siano conservate esclusivamente in formato digitale. Semplificazioni sono previste anche nelle procedure di denuncia di infortunio o malattia professionale. Anagrafe on line. Il provvedimento anti-burocrazia prevede anche la possibilità di ottenere certificati anagrafici, come il cambio di residenza, senza recarsi fisicamente allo sportello. Novità anche per la carta d'identità: sarà rilasciata al compimento dei 10 anni anziché dei 15 come oggi. Pagelle on line. Dall'anno scolastico 2012-2013 le pagelle saranno redatte in formato elettronico, eliminando i costi legati alla gestione dei documenti cartacei. Le università, inoltre, adotteranno procedure telematiche che consentiranno di effettuare on line l'iscrizione, i pagamenti, la gestione informatizzata degli esami. Secondo il governo, così facendo, già nel primo anno si risparmieranno dal costo della carta 7 milioni che diventeranno 30 con il sistema a regime. Le altre novità. Nel ddl si parla ancora di digitalizzazione del processo civile e penale e università digitale. Per le imprese, di ulteriore semplificazione della tenuta dei libri sociali e dell'iscrizione all'albo di quelle artigiane, nonché di maggiore flessibilità per accedere al fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile. Le parole di Brunetta. "In fondo, se volete, è acqua fresca. Ma dalla parte dei cittadini - ha detto il ministro Brunetta spiegando i contenuti del ddl - . Basta molestie, la Pubblica amministrazione non deve più molestare i cittadini". Il disegno di legge, secondo il ministro, servirà anche a dare "più dignità della pubblica amministrazione". "L'Amministrazione - ha aggiunto Brunetta - non può più chiedere un documento che già ha, questo era già previsto dalle Bassanini (l'ex ministro della Funzione Pubblica, padre delle riforme della Pubblica amministrazione degli anni Novanta, ndr), ma non c'era sanzione. Con la Carta dei doveri si raccoglie il meglio di normative già esistenti rendendole effettive. Siamo all'inizio dell'iter - ha concluso Brunetta - per rendere la pubblica amministrazione più vicina ai cittadini".

(12 novembre 2009)

 

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STATALI · Il contenuto è ovvio: fedeli alle leggi. Cgil: «Contrattazione ridotta a zero» «Se non giuri, ti licenzio» Brunetta completa l’opera

Da Il Manifesto del 13 novembre 2009

Antonio Sciotto

Tutti i dipendenti pubblici dovranno prestare giuramento all’atto dell’assunzione, «di fedeltà alla Repubblica e di leale osservanza della Costituzione e delle leggi », e se non accetteranno di farlo saranno licenziati. E’ una delle nuove norme contenute nel disegno di legge Brunetta approvato ieri dal consiglio dei ministri, e che adesso attende il passaggio in Aula. Insieme a questa «novità» (in realtà si recupera un obbligo del secolo scorso), si preannuncia una serie di altre innovazioni per l’amministrazione, tra cui l’introduzione di una Carta dei doveri: tra i precetti che gli impiegati dovranno seguire in futuro, c’è ad esempio quello di essere sempre «cortesi e disponibili nei confronti dei cittadini»; perché questi ultimi «saranno da considerare come clienti della pubblica amministrazione». Il contenuto – messo così – può sembrare quasi neutro, anche ovvio in alcuni casi (cortesia e disponibilità ce li aspettiamo tutti negli uffici pubblici): e giurare fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione certo non può mai essere sbagliato. Anzi. Ma il sindacato, in particolare la Cgil, nota un «paradosso» nel fatto che «a proporre questa legge sia unministro come Brunetta, non certo gentile e disponibile – spiega Carlo Podda, segretario Fp – Basti pensare a come ha trattato la Cgil, dicendo che non gliene frega niente di noi, o la sinistra, che ha mandato a quel paese. E poi francamente mi sentirei imbarazzato a chiedere il giuramento sulla Costituzione ai semplici dipendenti dello Stato, quando tanti ministri che siedono al fianco di Brunetta mostrano ogni giorno quanto tengano alla nostra Carta costituzionale». Detto questo, la Cgil è piuttosto preoccupata da un problema più sostanziale riguardante il costume dello giuramento ma non solo: «Il provvedimento in sè è antidiluviano, nel senso che torniamo indietro a un dpr del 1953, che appunto introdusse il giuramento », dice Podda. «Allora poteva avere un senso, perché il rapporto con i dipendenti pubblici era tutto regolato dalla legge. Mail giuramento poi decadde quando riuscimmo a ottenere, dopo anni di battaglie, la privatizzazione e contrattualizzazione del rapporto: quello che appunto oggi il ministro Brunetta vuole negare. E infatti come ciliegina alla rilegificazione del rapporto di lavoro, ora reintroduce anche il giuramento di fedeltà». I lavoratori pubblici della Cgil lamentano dunque il restringersi degli spazi di contrattazione, sia sul livello nazionale che sull’integrativo. «Lo avevamo detto nel settembre dello scorso anno, che avremmo anticipato su questo il settore privato – dice Podda – Si è limitata la contrattazione integrativa con la impossibilità di ripetere parti del nazionale; non si può consolidare il salario accessorio; i premi non possono essere uguali tra i lavoratori. Norme e impostazione che ritroviamo nell’accordo separato siglato con la Confindustria il 22 gennaio, e anche nel recente contratto separato dei metalmeccanici. Solo che da noi è peggio, perché a stabilire tutto è una legge e non un semplice accordo». Sul piano del contratto nazionale, gli statali sono messi male: la legge prevede che sia unilateralmente il ministero dell’Economia a stabilire gli aumenti, secondo le disponibilità di cassa; «per il triennio – denuncia Podda – hanno stanziato solo 20 euro di aumento lordi: da ridere, se non facesse piangere». E allora, a questo punto, la Cgil chiede chiarezza: «Abbiamo chiesto unitariamente un incontro presso la presidenza del Consiglio, insiemealle Regioni e all’Anci:ma se non ci daranno risposte, per noi saranno cattive risposte. Dunque ci mobiliteremo». Aleggia dunque l’ipotesi di un nuovo sciopero, anche se la parola per il momento non viene pronunciata: «Stiamo cercando di organizzare la nostra reazione in modo unitario – conclude il segretario dei pubblici Cgil – Ma comunque siamo pronti a muoverci anche da soli».

 

 

 
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