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MANULI (ASCOLI PICENO) Referendum: «no» unanime ad accordo PDF Stampa E-mail
venerd́ 13 novembre 2009

Da Il Manifesto del 13 novembre 2009

Mercoledì mattina, nella sala conferenze della Camera di Commercio di Ascoli, i 376 dipendenti della Manuli (settore gommaplastica) hanno bocciato all’unanimità l’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. Il testo prevedeva l’uscita di 237 dipendenti, mentre 140 sarebbero stati reintegrati. Chi contava su una corrispondente divisione tra i dipendenti è rimasto parecchio deluso. «Qui non c’è nessuna garanzia neanche per quelli che potrebbero rientrare», ha spiegato un delegato Rsu. Colombini, dirigente Cisl, è stato duramente contestato, al punto di dover esser portato via dalla polizia. A questo punto restano solo due ipotesi in piedi: la chiusura della fabbrica o la riapertura del tavolo di trattativa. Certo, non con gli stessi sindacalisti così sonoramente bocciati dai lavoratori.

 

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 Manuli: il Coordinamento dei Lavoratori chiede alla CGIL "Chi difendete?" Ascoli Piceno

Il Coordinamento dei Lavoratori del Piceno rigetta le accuse mosse da Falciani della CGIL che attribuisce loro la responsabilità del fallimento degli accordi. Andrea Quaglietti lancia un nuovo appello ai partiti e alle forze politiche.

Da Ilquotidiano.it

 di Redazione

"La responsabilità del mancato accordo ricade esattamente sull'azienda e su quelle organizzazioni che la sostengono; nel caso partissero i licenziamenti, come sostiene la CGIL, noi faremo ricorso e denunceremo l'azienda." Con queste parole, pronunciate stamattina a Campolungo nel corso di una riunione spontanea, il leader del Sindacato dei Lavoratori Andrea Quaglietti rigetta a nome del Coordinamento dei Lavoratori del Piceno le accuse rivolte da un delegato della CGIL ascolana Falciani, che aveva dichiarato all'Ansa di attribuire la colpa del fallimento contrattuale proprio alle associazioni dei lavoratori. Mirko Morganti, delegato dell'UGL, attualmente sospeso dall'azienda, ha detto parlando ai lavoratori: "L'ipotesi di accordo firmato a Roma, quello che è accaduto ieri, e le prese di posizioni contro i lavoratori, dimostrano che la CGIL non è interessata più ai tesserati, e quindi ai lavoratori, perché ha altra entrate sulle quali contare." Il leader della protesta sindacale della Manuli ha ribadito la necessità per gli operai di alzare il livello dello scontro, occupando se necessario la fabbrica: "è l'unico modo per risolvere la nostra situazione". Andrea Quaglietti, ricordando il licenziamento disposto oggi di altri 15 dipendenti di un azienda che lavorava per la Manuli, ha infine lanciato un nuovo appello ai partiti e alle forze politiche del territorio, affinché sostengano le iniziative del Coordinamento e difendano i posti di lavori in pericolo, non solo quelli della nota fabbrica di gomma, ma anche di tutte le imprese dell'indotto. Da

 
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