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Morire d’amianto a Crotone, incriminati otto dirigenti PDF Stampa E-mail
sabato 31 ottobre 2009

CALABRIA · Omicidio colposo e disastro ambientale per la morte di operai di una fabbrica. E a volte delle loro mogli

Da Il Manifesto del 31 Ottobre

 Silvio Messinetti

CROTONE Che a Crotone si morisse per le fabbriche inquinanti lo si diceva da tempo.Ma da ieri c’èmolto di più: la Procura della Repubblica di Crotone, dopo otto anni di accertamenti, ha posto fine alle indagini con l’incriminazione di otto dirigenti industriali, accusati di omicidio plurimo colposo e disastro colposo. Secondo l’accusa, a morire di tumore non erano solo gli operai che lavoravano nella fabbrica Pertusola, ma anche le mogli che lavavano le loro tute blu. E responsabile unica di quelle morti è la fibretta di amianto che si lavorava nel reparto. Per la magistratura, i dirigenti di fabbrica non potevano non essere a conoscenza della pericolosità di una sostanza i cui danni erano stati accertati dalla scienzamedica già negli anni Sessanta. Glòi accusati avrebbero omesso di informare i lavoratori sui rischi derivanti dall’inalazione delle polveri e sulle misure per prevenirli e di sottoporrli a controlli sanitari. Di curare l’impiego di mezzi di protezione. Di adottare procedimenti per impedire la diffusione della sostanza, anche negli ambienti adiacenti a quelli dove si eseguivano le lavorazioni. Di denunciare all’Inail le lavorazioni a rischio. Gli indagati sono gli ex direttori dello stabilimento, ex responsabili di protezione ambientale e sicurezza, anche un ex responsabile sanitario, tutti in carica fra il 1974 e il 1997. Le denunce sono ancora troppo poche rispetto all’entità del fenomeno. E quelle agli atti sono drammatiche. Narrano, per esempio, di duemogli di lavoratori annichilite dal tumore per aver lavato le tute dei mariti, di un operaio dell’Anas che aveva lavorato in un tratto della Statale 106 limitrofo alla fabbrica, del motorista di una nave. E di famiglie sconvolte, di gente che ha perso padri o madri e di vedove coraggiose che hanno lottato negli anni per chiedere verità ed ottenere giustizia. Non sono sole, queste vedove. A loro fianco c’è un Comitato, si chiama «Fabbrikando l’avvenire» ed è composto in larga parte da ex lavoratori della Pertusola. «Stiamo preparando il libro bianco dell’amianto a Crotone attraverso la raccolta delle cartelle cliniche dei dipendenti della Pertusola », un ex lavoratore dell’azienda, «e il quadro che sta emergendo conferma tutti i nostri sospetti. Abbiamo constatato che in alcuni reparti il 70% dei dipendenti è morto per tumori ai polmoni. Non solo in Pertusola respiravamo veleni,ma c’erano addirittura reparti che producevano guanti e grembiuli d’amianto, che dovevano ripararci dal calore degli altiforni e della fusione». Dopo aver raccolto le cartelle cliniche, il Comitato le porterà in Procura e al Nisa (Nucleo investigativo sanità e ambiente). La Camera del lavoro di Crotone ha immediatamente attivato le sue strutture e si costituirà parte civile in tutte le sedi di giudizio.

 
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