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SCIOPERO GENERALE «Unificare le lotte, non pagare la crisi» PDF Stampa E-mail
venerdì 23 ottobre 2009

 Intervista all’SdL

Da Il Manifesto del 23 Ottobre 2009

Francesco Piccioni

ROMA Alle 10, stamattina, parte da piazza della Repubblica – e termina a S.Giovanni – la manifestazione nazionale che concentra la partecipazione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base. Parte importante di questa galassia è l’SdL, da anni protagonista delle vertenze in Alitalia. Parla Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale.

Quale valore assume questo sciopero nel bel mezzo della crisi?

Arriva dopo mesi in cui la crisi ha cominciato a mordere pesantemente in termini di occupazione. Sono poi seguite le proteste dei precari e le lotte «sui tetti», che però sono state marginalizzate in singoli territori o aziende. Il valore di questo sciopero è tentare di unificare queste lotte. Magari non in senso letterale, ma almeno di fornire un quadro organico e un unico punto di vista, un approccio sindacale che non può che essere «generale». Le altre organizzazioni non fanno nulla: Cisl e Uil collaborano con governo e Confindustria, la Cgil è in balia della sua vertenza interna, ossia il congresso. Lo sciopero può perciò rappresentare un momento di rottura sia rispetto allo scontro interno agli altri sindacati, sia soprattutto tra i lavoratori, un momento alto di opposizione.

Matteoli vi ha ridotto l’orario sia per le ferrovie che per il trasporto aereo.

Avevamo già limitato a 4 ore l’agitazione nelle Fs, proprio per evitare che Matteoli agisse d’imperio. Non è bastato. Nel trasporto aereo fare solo quattro ore non serve quasi a niente; le aziende possono rimediare molto facilmente. E’ evidente che si tratta di un attacco al diritto di sciopero in quanto tale. A febbraio il governo aveva chiesto mano libera per «riformare» completamente la materia. Ci sembra chiaro che siano stati stretti accordi per rivedere la natura della rappresentanza, in linea con l’«accordo separato» di gennaio (quello senza la Cgil, ndr) e un nuovomodello di contrattazione. Il tutto va nella riduzione degli spazi democratici nel paese. Matteoli non perde un’occasione... Stiamo per chiedere alla magistratura di indagare sul suo sistematico divieto di sciopero in Alitalia. Quando di agisce così, è legittimo il sospetto che non si stia «difendendo il diritto degli utenti», ma solo gli interessi di un’azienda particolare. Su cui, tra l’altro, il governo ha investito molto, sia come risorse pubbliche che come immagine.

Lo sciopero è indetto dal «patto di base», ma come va il processo di unificazione?

Lo sciopero è figlio del lavoro comune di due anni con Cobas e Cub. Ma riteniamo che debba comprendere anche altre forze, ancora non interne al percorso. Quali che siano le future forme organizzative del sindacalismo di base, la forma di aggregazione del «patto» va comunque mantenuta e sviluppata. All’interno di questo processo, noi – insieme all’RdBCub, lo Snater, categorie significative della Cub, ecc – sentiamo la necessità di far avanzare in tempi rapidi l’unificazione del sindacalismo di base. Non è un semplice ambito di «confronto » tra forze diverse, ma ha l’ambizione di rappresentare un’alternativa vera come sindacato di massa e democratico.

 

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Oggi sciopera il Patto di Base: stop licenziamenti, aumentare salari e pensioni

L'adesione di Rifondazione

Da Liberazione del 23 Ottobre 2009

Trasporti, scuole, aziende municipalizzate e private: coinvolge tutte le categorie lo sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base (SdL, Confederazione Cobas, Cub). Tra gli obiettivi della protesta: blocco dei licenziamenti, aumento di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, blocco degli sfratti, ritiro della riforma Brunetta, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, fine del monopolio di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali. Allo sciopero si affianca una manifestazione nazionale che si terrà a Roma: un corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e percorrerà via Cavour, via Merulana, via Emanuele Filiberto, per concludersi in piazza San Giovanni. Ma sono previste manifestazioni anche a Milano (da piazza Cairoli) e a Torino (Via Verdi). Si tratta di «un passaggio importante nella costruzione dell'opposizione al governo Berlusconi - commenta Paolo Ferrero nel dare l'adesione del Prc allo sciopero - che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia».

23/10/2009

 
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