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Alitalia, autunno caldo. Ieri le prove: ko 38 voli PDF Stampa E-mail
luned́ 12 ottobre 2009

 Da ilgiornale.it

di Gian Maria De Francesco

Roma - Domenica con qualche disagio per i clienti di Alitalia. Lo sciopero di quattro ore - dalle 12 alle 16 - indetto dal sindacato di base Sdl negli aeroporti italiani ha determinato la cancellazione preventiva di 38 voli nazionali dei quali undici in partenza dallo scalo di Fiumicino. L’agitazione ha prodotto meno danni agli utenti di quanti avrebbe potuti arrecarne perché Alitalia si era mossa in anticipo informando i passeggeri e attivando le procedure di ricollocazione su altri voli. Un sindacato, che non ha sottoscritto gli accordi con Cai del 2008 e dunque non è riconosciuto dall’azienda, ha tuttavia potuto causare disservizi con la sua protesta. E a guardare il sito del Garante degli scioperi nei prossimi 30-40 giorni è prevedibile qualche altro «intoppo» per chi intende viaggiare in aereo. Il 23 ottobre è stata indetta l’agitazione generale Sdl-Rdb-Cobas per protestare contro le politiche del governo. Nello stesso giorno Filt-Cgil e Fit-Cisl «bloccheranno» Air One CityLiner, il vettore regionale. Il 4 novembre gli iscritti a Cisl, Uil e Ugl di Air One sciopereranno per 4 ore (12-16). Anche la Cgil sta pensando di organizzare ulteriori agitazioni. Questi «intoppi» sono difficilmente comprensibili per quei cittadini che speravano in una rassicurante normalità una volta conclusosi il lungo iter del passaggio della ex compagnia di bandiera alla Cai di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Ma nel gruppo Alitalia sono rimaste ancora aperte alcune questioni con il sindacato. La principale riguarda l’integrazione con Air One. Unificati i sistemi informatici, le rotte e i servizi alla clientela, resta da definire l’«armonizzazione» del contratto per il personale navigante, attualmente differente per i dipendenti Alitalia e per quelli del vettore che apparteneva a Carlo Toto. Se la prima questione interessa tutte le principali sigle sindacali che lamentano l’azione unilaterale di Cai, la seconda interessa soprattutto quelli politicamente vicini alla sinistra (Cgil e Sdl) e concerne la cosiddetta applicazione degli accordi di Palazzo Chigi sulle assunzioni del personale della vecchia Alitalia rimasto fuori. In particolare, secondo la Cgil, Colaninno & C. dovrebbero assumere circa 200 assistenti di volo e una settantina di piloti e a tal proposito sono state già avviate due procedure di raffreddamento, ossia è stata richiesta una convocazione per evitare che il conflitto sfoci direttamente in uno sciopero. Ultimo argomento di confronto è CityLiner. I dipendenti del vettore regionale ancora non hanno uno specifico contratto e continuano ad operare con quello vecchio che tutti i sindacati giudicano «penalizzante». Alitalia ribadisce la disponibilità al confronto nel reciproco rispetto dei ruoli. Le paralisi determinate dagli scioperi del passato non si ripeteranno, ma il 23 ottobre e il 4 novembre sarà meglio informarsi adeguatamente prima di prendere l’aereo. .

 

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"Denunciamo la mancanza strutturale di organici" Sciopero Sdl-Alitalia, giornata difficile per voli Quattro ore di agitazione, cancellati 38 voli nazionali. Caos a Fiumicino per un nubifragio

Da voceditalia.it

Roma – Giornata difficile, ieri, per il trasporto aereo. Uno sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) indetto dal sindacato Sdl di Alitalia ha causato la cancellazione di 38 voli nazionali. È scattata prontamente la procedura di informazione per i viaggiatori, che sono stati indirizzati verso altri voli. Sul sito di Alitalia era possibile trovare la lista dei collegamenti interessati allo sciopero. La situazione più tesa all’aeroporto romano di Fiumicino, dove un nubifragio ha complicato il tutto. L’agitazione è stata indetta da Sdl per denunciare “la mancanza strutturale di organici, la carenza di qualsiasi politica tesa a recuperare il personale precario o in cassa integrazione, l’assenza di relazioni industriali”. D.D.

 

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Alitalia, scioperi e disagi Cancellati trentotto voli La Compagnia aerea, resuscitata a caro prezzo e fra mille polemiche, fin da sabato aveva pubblicato sul suo sito Internet l’elenco delle cancellazioni programmate e attivato la procedura di ricollocazione su altri voli.

Da quotidiano.net

ROMA, 12 OTTOBRE 2009 —

CI SI È MESSO anche un nubifragio, il secondo in 24 ore sulla Capitale, a complicare la situazione nell’aeroporto di Fiumicino, dove l’Alitalia ieri ha cancellato 11 voli in partenza (su 38 in tutta Italia) per lo sciopero di 4 ore indetto dal sindacato dei lavoratori intercategoriale (Sdl). «Con esito soddisfacente», secondo gli organizzatori, che mettono a confronto il numero delle cancellazioni con il totale dei voli interni previsti nella fascia oraria pomeridiana (60). La Compagnia aerea, resuscitata a caro prezzo e fra mille polemiche, fin da sabato aveva pubblicato sul suo sito Internet l’elenco delle cancellazioni programmate e attivato la procedura di ricollocazione su altri voli, anche con chiamata telefonica, dei passeggeri registrati. Iniziata alle 12, l’agitazione sindacale si è conclusa alle 16. E alle 13,30 il primo punto della situazione non segnalava disagi particolarmente gravi nello scalo romano. Valutazione confermata, dalla compagnia, un paio d’ore dopo la fine dello sciopero. Alitalia ha sopstenuto che «le cancellazioni hanno interessato 3.417 passeggeri che sono stati ricollocati su voli alternativi in giornata, tranne 200 che hanno scelto di partire il giorno dopo».

FIN DAL MATTINO Alitalia-Cai consigliava ai viaggiatori di telefonare al «call center» 06-2222 prima di raggiungere il «Leonardo da Vinci». Un’impresa che, intorno alle 11 del mattino, si presentava più difficile del solito a causa di un violento temporale, sulla costa tra Fregene e Fiumicino, che ha allagato strade e mandato in tilt i semafori. Gli 11 voli cancellati in partenza da Fiumicino erano diretti a Palermo (3), Catania, Bari, Cagliari, Venezia, Verona e Milano Linate (3). Anche gli altri 27 voli soppressi sull’intera rete aeroportuale erano nazionali. In un comunicato sullo sciopero, il sindacato Sdl denunciava «la mancanza strutturale di organici, la carenza di qualsiasi politica tesa a recuperare il personale precario o in cassa integrazione, l’assenza di relazioni industriali».

 
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