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9 ottobre Trieste: presidio sullo sciopero generale del 23 ottobre indetto dal Patto di Base PDF Stampa E-mail
venerd́ 09 ottobre 2009
(AGI) - Trieste, 9 ott. - Presidio informativo oggi in centro a Trieste da parte delle tre organizzazioni sindacali di base (Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) per informare lavoratori e cittadinanza sulle motivazioni che hanno portato allo sciopero generale e alla manifestazione nazionale di tutte le categorie pubbliche e private per la giornata del 23 ottobre. Lo sciopero - si legge in una nota - e' a sostegno della piattaforma che e' stata consegnata al governo il 4 agosto scorso e che prevede: il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80 per cento del salario e reddito per i lavoratori atipici, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza. Inoltre: sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali; contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi;investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi; contro l?aumento dell'eta' pensionabile per le lavoratrici della P.A.; ritiro della riforma Brunetta; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare; pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale/nazionale.
 
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