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IL MONITO DEL MINISTRO DELL'ECONOMIA "La finanza prepara la prossima crisi" PDF Stampa E-mail
giovedý 08 ottobre 2009

 Da lastampa.it  del 7/10/2009

Il ministro Tremonti all'attacco: c'è chi fa profitti, è drammatico

ROMA Se l’economia mostra solo i primi segni di ripresa in un certo grado ancora di incertezza e il lavoro ancora ha bisogno di sostegno c’è anche «un’area della finanza che sta facendo grandi profitti non compatibili con quello che si manifesta nel mondo del lavoro e della famiglie. È drammatico». Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti punta il dito contro quella parte della finanza che sta approfittando del momento per fare utili. «Alcune tendenze di operatori finanziari - sottolinea ancora il ministro - preparano la prossima crisi». Tremonti questa sera ha parlato davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato per illustrare la Finanziaria. Ma l’audizione in realtà è stata l’occasione per un confronto a tutto campo, dal lavoro alle pensioni, dai conti pubblici fino ai fondi per il terremoto. Nella giornata in cui l’Unione europea ha dato il via alla procedura di infrazione per molti Paesi europei, compresa l’Italia, per eccesso di deficit, Tremonti commenta: «Si fa prima a dire chi non è dentro e costituisce il 10% del Pil europeo. In ogni caso l’Italia è intorno al 5% a fronte di paesi vicino al 10%. Il governo rifiuta ogni forma di avventurismo sul deficit. Siamo ancora in una fase caratterizzata da un certo grado di incertezza. Per l’Italia è giusta la prudenza, è una virtù. Più deficit vuol dire più rischi, più tassi e più tasse». Sollecitato da un senatore che ha chiesto nuove misure da coprire eventualmente con un aumento della tassazione sulle rendite, il ministro dell’Economia ha detto di escludere l’ipotesi. «Tassazione delle rendite? Per me in realtà c’è il risparmio e il nostro obiettivo è ridurre le tasse sul risparmio impiegato nel Sud». Sempre in tema di tasse, il ministro ha detto che in Italia «la caduta di gettito percentualmente è stata inferiore rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Il calo delle entrate in altri Paesi è stato enormemente più forte. Pur con la complessità del nostro debito, non vorrei avere dati di finanza pubblica di altri Paesi», ha sottolineato. Sul lavoro ha assicurato: «Abbiamo riserve anche per far fronte al 2010». «Aperto» poi ad un confronto sulla eventuale riforma degli ammortizzatori anche se, sottolinea, «stanno funzionando». Nessun problema sul versante pensioni, visto che «il sistema è tra i più stabili d’Europa». Infine sui cosiddetti Tremonti bond, dopo la decisione delle due più grandi banche di rinunciare allo strumento. «Io sono convinto che siano utili. Non li abbiamo chiesti noi, li hanno chiesti le banche. Non è possibile erogare capitali se non con dei criteri di amministrazione sul territorio. I fondi pubblici non possono essere passati direttamente dal bilancio pubblico all’economia, debbono passare attraverso il sistema bancario. Benvenute dunque le banche che chiedono i bond. Chi lo ha fatto non ha fatto un favore al governo ma alle imprese».

 
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