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Ai/alle degati/e sindacali e ai /alle lavoratori/trici della societÓ AMA Roma s.p.a PDF Stampa E-mail
martedý 06 ottobre 2009

 Molti di noi in questi anni avevano deciso di assumere un impegno sindacale nella consapevolezza che solo attraverso un’azione collettiva si potessero migliorare le nostre condizioni di lavoro e di vita.

Noi siamo cresciuti in una fase in cui il sindacato non solo ci tutelava sul posto di lavoro ma si batteva nella società per l’estensione dei diritti sociali e civili, per una migliore qualità della vita, per un paese socialmente avanzato. Un sindacato che si batteva per il salario e le pensioni, per la sanità pubblica, per la sicurezza sui posti di lavoro, per la casa, contro i licenziamenti e per lo stato sociale, contro la mafia e per il divorzio.

Oggi tutto questo non c’è più, e lo vediamo in particolar modo nella nostra Azienda dove negli ultimi venti anni, dal sindacato che si batteva per l’azienda pubblica e per dare una dignità ai lavoratori si è passato ad un sindacato-azienda, subalterno alle scelte aziendali, legato agli interessi di quella o di quell’altra forza politica, strumento per l’arrampicata sociale di qualche funzionario sindacale. Se oggi vogliamo tutelare le nostre condizioni di lavoro, se vogliamo un salario che ci consenta di vivere, se vogliamo diritti uguali per tutti, è necessario che ci liberiamo di chi dice di rappresentarci ma in realtà tutela gli interessi dell’azienda. Vi chiediamo di condividere con noi una battaglia per la democrazia sindacale. Vi chiediamo di dire basta e di lavorare alla costruzione di una rappresentanza unitaria di tutti i lavoratori, con delegati eletti da tutti i lavoratori iscritti o non iscritti ai sindacati. Rappresentanza che abbia la titolarità della trattativa e che si impegni a consultazioni vincolanti di tutti i lavoratori. Vi proponiamo di costruire insieme un comitato che raccolga le firme e promuova le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie affinché sia possibile affrontare in modo organico i problemi quotidiani che siamo costretti a vivere sulla nostra pelle. Noi tutti vediamo come ogni giorno peggiorano le nostre condizioni di lavoro, dall’aumento dei carichi di lavoro, ai cambiamenti degli orari, all’obbligo delle prestazioni in straordinario, all’inquadramento a livelli diversi per lavoratori che svolgono le medesime mansioni, all’utilizzo come forma di ricatto di trasferimenti e provvedimenti disciplinari, alle condizioni in cui lavoriamo e ai locali in cui ci cambiamo e laviamo. Come sempre il tentativo di risanamento dell’Azienda avviene sulla pelle di noi lavoratori, si vuole salvare l’immagine aziendale a nostro scapito. Riteniamo necessario non arretrare di un solo passo su alcuni alcuni punti fondamentali:

SALARIO E INQUADRAMENTO

Tutti i lavoratori devono essere inquadrati allo stesso livello( operai di zona al 3° e autisti al 4°), i part-time vanno trasformati in full-time( e non solo dove conviene all’azienda),che chiunque lavora per l’Ama deve essere dipendente a pieno titolo, che anche i lavoratori della Marco Polo come è avvenuto per i lavoratori di Amagest, AmaFM, Ctr, vadano reinternalizzati.

DIRITTI

Vanno riconosciuti gli stessi diritti a tutti i lavoratori a partire dal riposo domenicale, i diritti vanno estesi e non ridotti.

 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Il nuovo sistema di organizzazione del lavoro, le cosiddette mattonelle, non funziona. Non solo ha aumentato i carichi di lavoro per autisti e operai, ma divide i municipi in strade di serie A dove c’è una discreta pulizia e strade di serie B dove il servizio è scadente. Ed inoltre sembra strutturato per uno spacchettamento e per l’affidamento a terzi.

SALUTE ED IGIENE SUL LAVORO

E’ necessario battersi perché tutti i mezzi utilizzati abbiano in funzione tutti i dispositivi di sicurezza, che tutti i locali siano a norma e siano garantite le misure di igiene e pulizia.

RAPPORTI E TRASFERIMENTI

Va data una risposta forte da un lato chiedendo che i trasferimenti avvengano solo su domanda individuale e su disponibilità e dall’altro rispondendo collettivamente ad ogni iniziativa repressiva isolando capi e capetti che con i rapporti pensano di farsi belli nei confronti dell’azienda.

DEMOCRAZIA SINDACALE

Ormai da tempo le organizzazioni sindacali riconosciute non si confrontano più con i lavoratori e continuano a firmare accordi come il CCNL, il piano industriale e il piano sulla mobilità dei lavoratori, non solo non ascoltando i lavoratori ma anche senza informarli.

Noi facciamo appello a tutti i lavoratori e alle lavoratrici che ritengano possibile costruire un’idea di sindacato diversa da quella oggi esistente in Ama, che pensano che dal basso si possa dare vita ad un sindacato democratico e partecipato, che vogliono poter costruire un futuro diverso da quello che ci stanno disegnando, ad unirsi a noi e alle altre forze sindacali come le RdB che stanno lavorando alla costruzione di un nuovo soggetto sindacale alternativo ai sindacati concertativi; ...il sindacato che serve!

 
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