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MIGRANTI · Procura Bologna: legge incostituzionale PDF Stampa E-mail
giovedì 17 settembre 2009

 La Procura di Bologna ha eccepito l’illegittimità costituzionale della legge sulla clandestinità nel primo giorno delle udienze.

Il procuratore reggente Massimiliano Serpi non è magistrato che ami molto la ribalta, ma se la sua istanza venisse accolta dal coordinatore dei giudici di pace bolognesi Mario Luigi Cocco, dal capoluogo emiliano la legge del ministro Roberto Maroni finirebbe sul tavolo della Consulta. Secondo l’istanza presentata da Serpi la nuova legge viola la Costituzione in quattro punti.

Nell’art. 3, quello dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge perché diversa è la condizione di chi arriva illegalmente in Italia da quella di chi dovrebbe allontanarsi da affari e affetti perché è rimasto senza documenti. Ancora l’art. 3 è violato dalla sanatoria delle badanti visto che il provvedimento non viene esteso ad altre categorie di lavoratori in nero.

E poi secondo la procura non si permette allo straniero di lasciare legalmente l’Italia, violazione dell’art. 24, e si istituisce un «principio di irragionevolezza» nelle procedure di espulsione visto che esiste già quella amministrativa, violazione dell’art. 97 primo comma.

 
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