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Roma: un nulla di fatto per i lavoratori della Manuli di Ascoli Piceno PDF Stampa E-mail
giovedì 10 settembre 2009

 Si è svolto oggi in sede di Ministero allo sviluppo il confronto tra le OO.SS. istituzioni locali e la società Manuli che conferma la chiusura dell'unità produttiva di Ascoli Piceno con i 376 licenziamenti. Nonostante il forte invito delle istituzioni locali nel rendersi disponibili ad un intervento per contrastare la continua desertificazione industriale nel territorio, la disponibilità di tutte le OO.SS. ad aprire un confronto che possa dare risposte altre 376 famiglie che vivono il dramma della disoccupazione la società Manuli non fa neanche un solo passo indietro e conferma il proprio obbiettivo di “seguire il mercato che si sposta verso la Cina".

Quei lavoratori sfruttati fino ad oggi, attraverso i quali si sono costruiti profitti milionari investiti in tutti i paesi del mondo, rimangono fuori dai cancelli senza lavoro.

Nessun ripensamento davanti alle molteplici proposte finalizzate ad attutire il nuovo e duro colpo della disoccupazione nel territorio, davanti ad un presidio di centinaia di lavoratori che chiedeva la salvaguardia del lavoro. Ma i lavoratori promettono che le cose non finiscono qui e si organizzano per i giorni a venire con nuove mobilitazioni; non si ha intenzione di demordere ed il fronte lavoratori, OO.SS. ed istituzioni locali preparano la loro presenza sotto i palazzi di Governo.

Anche se l'incontro di oggi si è concluso con un nuovo appuntamento per la prossima settimana tutti hanno la consapevolezza che la società Manuli ha rappresentato una piena chiusura ad ogni tipo di mediazione. I lavoratori non hanno dubbi: la lotta va avanti !

 
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