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Trasporto aereo: responsabilità precise o “destino cinico e baro” PDF Stampa E-mail
mercoledì 02 settembre 2009

 Le polemiche di questi giorni sui servizi aeroportuali e sulle responsabilità delle compagnie aeree e delle società di handling, stanno facendo emergere almeno due principali punti di criticità dell'intero sistema.

Il primo è costituito da una liberalizzazione che ha superato di gran lunga i meccanismi e le misure adottate nella maggioranza dei paesi europei. Ma qualcuno pensa davvero che avere 4 aziende che fanno lo stesso lavoro di handling in un aeroporto come Fiumicino aiuti l'efficienza del servizio? In effetti era più che prevedibile che la concorrenza sfrenata che si fanno queste aziende, le concessioni di servizi ed i sub-appalti al ribasso, colpissero prima le condizioni di lavoro in modo drammatico e poi contribuissero a peggiorare rapidamente e progressivamente quel che restava della qualità del servizio.

Il secondo elemento da considerare è il “caso” Alitalia/Cai che, piaccia o meno, rappresenta comunque almeno il 50% del mercato del trasporto aereo italiano. Nessuno dice chiaramente che se esistono evidenti disservizi e se il vertice aziendale chiama dirigenti, quadri e “lavoratori” liberi dal servizio per lavorare gratuitamente il sabato e la domenica, anche per facilitare lo scarico e carico bagagli, forse manca personale. E se ci sono qualche migliaio di lavoratori in cassa integrazione o precari oggi disoccupati, non sarebbe forse il caso di assumerli invece che organizzare dipendenti che, per paura, per convenienza o per entrambe le condizioni, vanno a coprire in modo spesso inefficace, il sotto-organico esistente?

Nonostante tutto ciò, o forse a causa di tutto ciò, le forze politiche e la stampa insistono nel descrivere una situazione di caos quasi come se esso derivasse da semplice incuria o, peggio ancora, da cause che rimangono vaghe o addirittura sconosciute. Il crollo del sistema era prevedibile e ci dispiace veramente dire che è da anni che lo affermiamo e lo denunciamo: altri “sistemi-paese” hanno fatto il loro gioco e noi siamo stati a guardare.

Questi sono i frutti di malgoverno e malagestione delle aziende e del sistema del trasporto aereo italiano. Per quanto ci riguarda siamo certi che sia possibile ricominciare a lavorare per ricostruire un sistema efficiente, che non consideri il fattore umano un costo, ma una ricchezza.

Sino a quando però la situazione rimarrà questa non potremo che opporci e lo sciopero del 18 settembre prossimo è tutto interno a questa logica ed alle aspettative dei lavoratori, ma anche degli utenti.

Roma, 2 settembre 2009

Dichiarazione di Fabrizio Tomaselli Coordinatore Nazionale SdL Intercategoriale

 
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