Home arrow rassegna stampa arrow CLIMA SEMPRE PIU' ROVENTE - Manuli, tutta la rabbia dei sindacati
CLIMA SEMPRE PIU' ROVENTE - Manuli, tutta la rabbia dei sindacati PDF Stampa E-mail
marted́ 01 settembre 2009

Ugl: "Basta parole, attendiamo i fatti" - Sdl: "Denunceremo la proprietà" "Non è vero che è costretta a chiudere la fabbrica per motivi di sicurezza e ordine pubblico", accusa Andrea Quaglietti dell'Sdl. Interviene anche l'Ugl Chimici provinciale: "Urgono risposte e iniziative eccezionali, Scajola venga a d Ascoli"

Da ilrestodelcarlino.it Ascoli Piceno, 1 settembre 2009 -

Ugl e Sdl si stringono attorno ai lavoratori della Manuli, dopo la mancata riapertura dell'azienda. "Non è vero assolutamente che la Manuli è costretta a chiudere la fabbrica di Ascoli per motivi di sicurezza e ordine pubblico", afferma il responsabile del sindacato dei lavoratori e Rsu di fabbrica Andrea Quaglietti. "I lavoratori si sono sempre comportanti in maniera civile senza arrecare danni ad alcuno - afferma Quaglietti - e ciò è testimoniato anche dalla Digos e dalle forze dell’ordine. Piuttosto è la Manuli che ha sempre provocato gli operai, fin da quando ha annunciato la mobilità. E’ l’azienda che non è più una parte sociale, che si muove ai limiti della legalità, e che non discute con nessuno. Per questo tutti i lavoratori hanno incaricato un legale di denunciare il gruppo per diffamazione a mezzo stampa’’. ‘’L’ira e la rabbia di molti sindacalisti e operai della Manuli si toccano ormai con mano, e l’ultimo comunicato aziendale ha esasperato ancora di più gli animi. Nonostante ciò - conclude Quaglietti - i lavoratori ascolani restano calmi e con i piedi per terra, e aspettano con fiducia l’esito dell’incontro del 4 settembre’’. Secondo l'Ugl Chimici provinciale "urgono risposte e iniziative eccezionali’’. Il sindacato chiede "per prima cosa e con forza al ministro delle attività produttive Claudio Scajola di venire ad Ascoli Piceno a dire con chiarezza qual è la volontà del Governo sulla permanenza della Manuli e l’istituzione della Zona Franca; attendiamo fatti, perché di parole ne abbiamo le scatole piene e non ci fidiamo di Roma’’. ‘’In questo quadro di riferimento - seguita l’Ugl - e per la portata straordinaria delle iniziative da intraprendere, si inserisce, come coerente necessità, una presa di posizione netta, intransigente ed eclatante dell’amministrazione provinciale e dei sindaci’’. L’Ugl chiede quindi agli amministratori locali ‘’la disponibilità attiva ed operante fino in fondo per la difesa del territorio, partendo dalla riconsegna dei simboli delle istituzioni nelle mani del presidente della Repubblica’’.

 
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