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martedì 01 settembre 2009

Comunicato Stampa - Le proteste che si stanno moltiplicando in questa fase estiva che di solito è di “relativa calma”, preannunciano un forte e prolungato conflitto sociale per i prossimi mesi.

Se l'interpretazione di alcuni indicatori economici sembra affermare che si è superato il punto più basso della crisi, ciò significa soltanto che i capitali investiti hanno raggiunto il loro livello minimo di remunerazione e che forse ricominceranno a produrre profitti sin dai prossimi mesi.

Cioè che l'economia mondiale si sta ristrutturando e che le delocalizzazioni in paesi del terzo mondo, gli enormi aiuti di stato a banche ed imprese e gli ammortizzatori sociali, hanno dato ossigeno alle aziende, alle banche ed alla grande finanza mondiale.

Ma la crisi, quella vera, quella che colpisce lavoratori e disoccupati, pensionati e precari, al contrario, sta per diventare ancora più dura, perché come sempre saranno le fasce popolari più deboli a pagare di più.

Le proteste aumentano di numero e di intensità ma è indispensabile che tutto ciò sia poi ricondotto ad una lotta sindacale unitaria, ad una fase di ripresa del conflitto sociale, ad alcune scadenze importanti, a cominciare da uno sciopero generale.

E se domani .... nonostante le rassicurazioni del governo, nonostante la repressione del diritto di sciopero, nonostante forze politiche sorde alla richiesta di cambiamento, nonostante un sindacato confederale che non è più riferimento certo per la difesa degli interessi dei lavoratori, nonostante una informazione in gran parte succube e schierata ... e se domani .... nonostante tutto ciò i lavoratori, i disoccupati, i precari, i pensionati, i cittadini di questo Paese salissero su cento monumenti, su mille gru, su un milione di tetti .... se si stancassero di stare zitti e scendessero in piazza, scioperassero compatti e riempissero le piazze.... sarebbe forse cosa sufficiente per comprendere che questa volta la crisi la dovrebbero pagare coloro che ... nonostante tutto ... hanno passato l'estate su una barca di venti metri, in un'isola del pacifico o più semplicemente a pensare come continuare a speculare o a non pagare le tasse...?

Dichiarazione di Fabrizio Tomaselli Coordinatore Nazionale SdL Intercategoriale

Roma, 1 settembre 2009

 
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