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Lo scandalo Fiumicino? La mancata pianificazione PDF Stampa E-mail
marted́ 01 settembre 2009

 

Da L'Unità onb line

Come riferisce il «Sole 24 Ore», Roberto Colaninno ha imparato dal presidente dell’Enac Vito Riggio che Alitalia Airport e Eas, che forniscono i servizi di assistenza a terra nell’aeroporto di Fiumicino ai voli Alitalia e Airone, appartengono al gruppo di cui lui è presidente (sic!). Il sindaco di Roma deve aspettare oltre un’ora per la consegna del bagaglio dopo un semplice volo Venezia-Roma. Per poter partire in orario due voli Alitalia lasciano a terra i bagagli. L’Enac, preoccupata convoca per il 16 settembre gli operatori dello scalo, dopo aver inflitto 20 multe per i disservizi degli ultimi tempi, 13 delle quali alle due società di Alitalia-Cai. Anche il ministro Matteoli convoca un vertice sullo stesso problema. Questa inefficienza ha cause precise e s’inquadra nello scenario del sistema aeroportuale italiano. Fino al 2000 Fiumicino apparteneva all’Iri, era ben gestito e generava profitti. In quell’anno l’Iri (guidata da Piero Gnudi) decise la sua privatizzazione; la scelta fu operata solo sulla base del prezzo, senza garanzia sugli assetti economico-finanziari necessari allo sviluppo dell’aeroporto. Adr andò così a Gemina controllata da Cesare Romiti che costruì un leverage superiore all’80% del prezzo di acquisto. I debiti così contratti furono trasferiti in capo ad Adr che da allora ha utilizzato i profitti per il pagamento degli interessi passivi relativi, limitando così gli investimenti e riducendo la qualità dei servizi. Malpensa è molto cara alla Lega e alla Regione Lombardia, meno ai milanesi che continuano ad usare Linate (9 milioni di passeggeri) per raggiungere le capitali europee. Fa poi sorridere l’eterna discussione sull’hub. Una volta per tutte bisogna chiarire questo concetto. Non è lo Stato o una regione che decide di creare un hub; è una compagnia aerea, che ha almeno 60/70 aerei di lungo raggio, che decide di fare base di armamento in un aeroporto. S’immagini una ruota di bicicletta. L’hub (che significa perno) è appunto il perno posto al centro. I raggi sono i collegamenti dalla periferia del territorio all’aeroporto-hub. Si va in un hub perché si trovano i collegamenti intercontinentali e così il traffico raggiunge quella soglia di almeno 40/50 milioni di passeggeri per potersi chiamare hub. Alitalia, il più grande vettore italiano, dispone di 18 macchine di lungo raggio, il gruppo Air France-KLM di 165, Lufthansa di 120 e British Airways di 115. Da questi dati si capisce perché i veri hub europei sono Londra, Parigi e Francoforte. In Italia gli aeroporti sono cresciuti in modo spontaneo e disordinato. Da Torino a Venezia troviamo 8 aeroporti destinati al traffico commerciale gestiti da 5 diverse società. In 5 anni Malpensa è passato da 17,6 a 19,2 milioni di passeggeri, ma non andrà molto oltre i 20 milioni. Dal 1998, anno in cui fu inaugurata la nuova aerostazione, il treno che la collega a Milano è sempre lo stesso e non arriva neppure alla stazione centrale. Inoltre Malpensa è decentrata rispetto a tutto il nord dell’Italia. E al decentramento hanno provveduto le principali compagnie europee che hanno stabilito 4 collegamenti al giorno dai principali aeroporti del nord dell’Italia per Londra, Parigi, Francoforte e Monaco di Baviera. Verso questi aeroporti volano veneti ed emiliani da Venezia o Bologna e mai da Malpensa. In cinque anni Bergamo è passato da 2,8 a 6,4 milioni di passeggeri grazie a Rynair. Venezia e Treviso sono assai ben gestiti dalla società Save. Negli ultimi 5 anni Venezia è passata da 5,3 a 7 milioni passeggeri. Manca una pianificazione regionale inserita in quella nazionale. Solo in Puglia si è riusciti a riunire sotto una sola gestione (Aeroporti di Puglia) i quattro aeroporti della regione nei quali il traffico è stato distribuito secondo logiche di efficienza. Alcuni anni fa Firenze pretese che Pisa non avesse un suo codice Iata, quindi dall’estero si arrivava a Firenze tramite aeroporti europei o Roma e Milano, ma non tramite Pisa che è il naturale aeroporto della Toscana con due piste che consentono anche collegamenti intercontinentali, mentre l'aeroporto di Firenze ha una pista corta senza possibilità di sviluppo. Tra l’altro, dall’interno dello scalo di Pisa parte una linea ferroviaria capace che raggiunge la stazione di Santa Maria Novella in 30 minuti. Perché tale collegamento non è mai stato attivato? L’Enac ha iniziato uno studio di carattere tecnico sugli aeroporti italiani dal quale si potranno avere linee guida per l'azione di governo su un'efficiente distribuzione del traffico, sulla connettività e sulla intermodalità. Lo studio dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno.

01 settembre 2009

 

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AEROPORTI:SDL,RITARDI VOLI ALITALIA?MANCA PERSONALE ASSISTENZA (AGI) – Fiumicino, 29 ago. – “Il motivo per il quale gli aerei dell’Air France, della Klm e di altri vettori assistiti dal personale di Alitalia Airport partono puntuali, mentre si concentrano i ritardi sui voli Alitalia, e’ che queste compagnie pagano l’assistenza: dunque, un introito per Alitalia Airport che, invece preferisce penalizzare, visto che non ha personale sufficiente, i propri voli rispetto a quelli degli altri vettori serviti”. Cosi’ Walter Mancini, del coordinamento aeroportuale Sdl di Fiumicino, stigmatizza i disservizi registratisi in questi giorni nello scalo romano. “Un’altra questione grave, oltre alla carenza di personale che Alitalia ha mandato in cassa integrazione – prosegue il sindacalista – e’ che l’Enac sta mettendo sotto inchiesta due aziende, l’Alitalia Airport e la Flight Care, quando in realta’ i disservizi riguardano tutte e quattro le societa’ di handling: la ragione si trova nel sistema di concorrenza spietata che si fanno le stesse compagnie aeree, che costringono ad abbassare i costi e a ridurre il personale. Temiamo che dietro tutto questo, visto che tutte le aziende sono in crisi, ci potrebbe essere una manovra – osserva Mancini – per favorire l’ingresso di altri soggetti pronti ad entrare o vendere/svendere quelle operanti. Del resto, e’ andato disatteso l’impegno dell’Enac di stabilire il minimo standard di servizio per l’assistenza agli aeromobili e ai passeggeri, che era iniziato lo scorso anno in diverse riunioni con le organizzazioni sindacali, che poi si sono arenate”. (AGI)

 

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Fallisce Sky Europe, migliaia di passeggeri a terra

Da L'Unità onb line

La compagnia aerea low cost slovacca Skyeurope ha dichiarato il suo fallimento. Lo si legge in una nota ufficiale diffusa nella notte. «SkyEurope informa con grande rammarico - per i suoi passeggeri e i suoi dipendenti in particolare, ma anche per i suoi partner commerciali - che SkyEurope Airlines A.S. ha sospeso le sue operazioni dopo aver presentato dichiarazione di fallimento», si legge nel comunicato della compagnia. «Non si è riusciti a provvedere ai finanziamenti necessari per il 'funzionamento della compagnia. Tutti i voli della SkyEurope Airlines sono stati sospesi con effetto immediato», si legge ancora nella comunicazione ufficiale. Ieri La SkyEurope aveva sospeso i voli da Bratislava e Praga fino a questa sera e negli aeroporti di Bratislava, Praga, Parigi ma anche altre località europee sono rimasti bloccati migliaia di passeggeri. Skyeurope, compagnia fondata nel 2001 con capitale prevalentemente austriaco, è in crisi da metà giugno quando le perdite hanno superato i 59 milioni di euro. Chi è rimasto a terra per il fallimento di SkyEurope non avrà alcun rimborso dalla compagnia aerea e dovrà pagarsi il viaggio di ritorno a proprie spese. È quanto si legge in un annuncio, rivolto ai clienti, pubblicato sul sito Internet della linea aerea low-cost. «Se è già a destinazione prenotando un albergo o noleggiando un auto attraverso un partner SkyEurope - spiega inoltre la compagnia sul sito - può rimanere in hotel ed usare l'autovettura come da Sua prenotazione. Purtroppo, invece deve prenotare il Suo volo di ritorno a Sue spese con un'altra compagnia», spiega la società. Più nel dettaglio, SkyEurope sottolinea che «coloro che hanno acquistato i propri voli con una carta di credito devono rivolgersi alla banca che ha emesso la carta di credito per ottenere il rimborso per i voli SkyEurope non utilizzati». Al contrario, nessun rimborso con modalità di pagamento diverse: «nel caso in cui il pagamento è stato effettuato direttamente a SkyEurope con modalità differenti dalla carta di credito (bonifico bancario, contanti) nessun rimborso purtroppo è possibile». Infine, il biglietto è stato prenotato tramite agenzia di viaggio oppure tramite tour operator è necessario mettersi in contatto con loro. Infine, un ultimo suggerimento pratico al cliente: «può inoltre contattare la Sua assicurazione per ottenere informazioni e supporto».

01 settembre 2009

 
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