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I sei lavoratori scendono dal Colosseo: ma la protesta non è finita PDF Stampa E-mail
mercoledì 19 agosto 2009

19 agosto 2009 - La Gazzetta del Sud

Dopo una lunga giornata di trattativa in Prefettura
Adesso della questione si occuperà la Presidenza del Consiglio
I sei "gladiatori" scendono dal Colosseo tra gli applausi
di Gabriele Santoro

ROMA - I "gladiatori" hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione ieri poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma ieri mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno – ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo. «La prossima settimana – ha sottolineato – ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda». Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i "gladiatori" al terzo anello per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato "Vigilanza Urbe Spa", e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese – ha spiegato uno di loro – andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. E il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, si prevede l'iscrizione «all'Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità d'impiego sono i due punti chiave. Dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni delusi dalla "resa", i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio al Colosseo: «Resteremo qui finché non avremo risposte concrete – hanno detto – comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga».


19 agosto 2009 - Il Tempo

Impegno a «fare chiarezza» sulla nuova società. Sindacati spaccati
Accordo trovato in prefettura «Adesso la parola al governo»
«La vicenda è complessa, serve una risposta dal governo»

Roma - Tutto rinviato. Il vertice in prefettura non è riuscito a sbloccare la situazione che ha portato le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe ad occupare il «terzo piano» del Colosseo. Ma è riuscita nell'obiettivo principale: convincere i sei vigilantes ad abbandonare il presidio. Ai lavori hanno partecipato i rappresentanti sindacali, l'assessore al Lavoro della Regione Alessandra Tibaldi, il vicesindaco Mauro Cutrufo, il rappresentante dell'assessorato provinciale al Lavoro Ferruccio Nobili e per la prefettura di Roma il vicecapo di gabinetto Clara Vaccaro. La parola adesso passa a Palazzo Chigi. I partecipanti al tavolo (Comune, Provincia, Regione e Prefettura) sono soddisfatti e parlano di un passo in avanti molto positivo. È stato contattato il sottosegretario Gianni Letta che si sta tenendo in contatto col sindaco Alemanno. Entro dieci giorni dovrebbe essere convocato un altro tavolo con i sindacati. Le richieste indirizzate al governo, su cui si conta di «ricevere una sollecita risposta», sono due: assicurare alle guardie giurate le attuali condizioni contrattuali e verificare la trasparenza del passaggio alla nuova società che ha riassunto già 650 dipendenti su 943. Nel documento sottoscritto in prefettura viene evidenziato come «all'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Istituto di vigilanza dell'Urbe dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr), esistono degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico». Un linguaggio tecnico per chiedere un chiarimento sul fallimento e il commissariamento dell'Istituto legato all'Ancr, ente morale che dipende dal governo e su cui la Procura ha avviato da tempo un'indagine. Secondo, infatti, i 300 vigilantes «rivoltosi» e le tre sigle sindacali che li appoggiano (Sdl, Cisal e Rdb) la riassunzione in una società privata sarebbe illegittima. I sindacati però sono spaccati, e come ha detto l'assessore capitolino al Lavoro, Davide Bordoni, «il clima è incandescente». Cgil, Cisl e Uil, infatti non condividono i motivi della protesta. Secondo il segretario regionale Cgil, Claudio Di Berardino, «le 300 guardie giurate che hanno portato avanti il presidio davanti al Colosseo farebbero bene ad accettare il passaggio alla nuova società come hanno già fatto più di 600 loro colleghi». Di Berardino ha ricordato che l'accordo «era stato sottoscritto anche dai sindacati che ora difendono chi protesta». In realtà proprio le tre sigle sindacali «dissidenti» hanno fatto inserire in quell'accordo una «clausola di salvaguardia di non adesione» per chi non intende accettare le nuove condizioni contrattuali. Secondo i vigilantes che manifestano la busta paga «avrebbe una decurtazione di circa 200 euro perdendo molte garanzie sul futuro». Dovrebbero rinunciare ad alcuni giorni di ferie, permessi annuali e ad uno scatto di anzianità. Ambrogio D'Iori, che dal 1991 si è occupato di paghe e contributi all'Istituto di vigilanza, ha spiegato che «con il vecchio regime una guardia giurata portava a casa, netti, circa 1.110 euro. Il nuovo contratto taglia in partenza 15 euro e abolisce l'indennità di contingenza che può arrivare, per i più anziani, anche a 90 euro mensili. Inoltre da 45 giorni di riposo pagati, tra ferie, recuperi, e permessi scendiamo a 35 e dobbiamo lavorare gratuitamente 7 ore di straordinario al mese che prima venivano pagate 15 euro l'una». Rispetto alla tipologia di contratto prevista dal nuovo ente privato, D'Iori spiega che «è sì a tempo indeterminato, ma le condizioni sono garantite fisse per un massimo di due anni e poi chissà».(Dar.Mar.)


19 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale

ROMA. SONO SCESI dal Colosseo i sei 'gladiatori'...

ROMA - SONO SCESI dal Colosseo i sei gladiatori', le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi, sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che scendessero, il vicesindaco capitolino era salito al primo anello per incontrarli. E determinante è stata anche una telefonata con il sindaco Gianni Alemanno. La trattativa era cominciata attorno alle 18,30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell'incontro interistituzionale in Prefettura di ieri pomeriggio, dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla Presidenza del Consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell'ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell'ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale.Quella di ieri è stata la quarta alba trascorsa sull'anello più alto del Colosseo, per le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Era stato Giorgio Gori il primo a scendere dal Colosseo ieri mattina, come stabilito lunedì sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati. L'uomo, maglietta rossa e pantaloni militari, ha prima abbracciato in lacrime la moglie e il figlio; poi, caricato su una barella, è salito su un'ambulanza diretta all'ospedale San Giovanni. «SONO MORALMENTE a pezzi ha affermato prima di essere portato in ospedale qui ho trovato una famiglia, ma in cima al Colosseo ne ho lasciata un'altra. Ora mi chiedo: a questo deve arrivare una persona per difendere il suo lavoro? Io ho fatto 32 anni di vigilanza, sono stato sempre dalla parte della legge, ma mi hanno portato a violare il più bel monumento di Roma. Ma prima di andare abbiamo ripulito tutto, trattando con il dovuto rispetto il Colosseo».


19 agosto 2009 - La Stampa

FINITA LA PROTESTA DEI VIGILANTES, LETTA MEDIATORE
I sei "gladiatori" scesi dal Colosseo

ROMA - Dopo quasi cinque giorni di protesta appollaiati sul terzo anello del Colosseo e il malore (ieri mattina) di uno di loro, i sei già ribattezzati gladiatori di «Vigilanza Urbe» sono tornati a casa. Avevano deciso di imitare i colleghi lavoratori della Innse di Milano per ottenere garanzie sul loro futuro. Se nel caso della Innse il problema era trovare un compratore per l’azienda, qui la faccenda è più complessa. Nonostante una sentenza e un accordo sindacale, i sei rappresentano un gruppo di trecento colleghi che non accettano le conseguenze dello scioglimento di un ente controllato dalla Ancr (Associazione nazionale combattenti e reduci), la privatizzazione di «Viglanza Urbe» e il conseguente taglio dello stipendio, fino a 200 euro al mese. Hanno sospeso la protesta dopo aver ottenuto dal vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo la garanzia che, a partire dalla prossima settimana, della loro vicenda si occuperà personalmente Gianni Letta. Ieri un vertice di sei ore in Prefettura fra Comune, Provincia e Regione ha concluso che nella vicenda «ci sono alcuni aspetti normativi non perfettamente allineati». Spiega Angelo Solfizi dell’Ugl: «Avevamo già avuto un incontro con Letta il 23 marzo. Ora dobbiamo ricominciare da lì».


19 agosto 2009 - L'Unità

Scendono dal Colosseo i lavoratori dell’Urbe

ROMA - Sono scesi in tarda serata dal Colosseo gli occupanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - che lo scorso 14 agosto erano saliti sul terzo anello per protesta. La fine della protesta coincide con la convocazione del tavolo in Prefettura, con il Comune di Roma Regione e Provincia. I sei sono stati trasportati in ambulanza all'Ospedale San Giovanni.


19 agosto 2009 - La Repubblica

Colosseo protesta finita, dopo 4 giorni scese le guardie giurate

ROMA - Li hanno convinti: i "gladiatori" hanno abbandonato il terzo anello del Colosseo dove erano saliti venerdì scorso per protesta. Risolutive la riunione avvenuta, ieri, in Prefettura dove erano stati convocati per un tavolo sindacati, confederali e di base, Regione e Provincia del Lazio e il Comune di Roma oltre i rappresentati delle trecento guardie giurate e la telefonata in tarda serata del sindaco di Roma Gianni AlemannoUn incontro quello organizzato a Palazzo Valentini dove dal vicecapo di gabinetto della prefettura, Clara Vaccaro, i lavoratori hanno ottenuto l´impegno a convocare un nuovo tavolo con il governo. Dicono: «Speriamo che tutto questo sia servito a qualcosa». Uno era sceso ieri mattina, gli altri in serata.

Vigilantes, accordo fatto: i "gladiatori" scendono dal Colosseo
Vigilantes, i "gladiatori" scendono dal Colosseo Gli ultimi appelli di Alemanno e del vicesindaco Cutrufo. Portati in ambulanza al S. Giovanni Dopo una giornata di trattative alla fine la promessa dell´apertura di un tavolo con il governo ha sbloccato la situazione
di ANNA RITA CILLIS

Roma - Scendono dalla cima del Colosseo in tarda serata i vigilantes dopo un ultimo appello del sindaco Alemanno che li ha chiamati da Cortina, mentre il vicesindaco Cutrufo era salito sul monumento per convincerli. Sotto, ad aspettare i "gladiatori", come sono stati soprannominati, le ambulanze che li hanno portati al San Giovanni, molto provati dopo cinque giorni di sit-in sull´anello più alto del monumento. Il primo a lasciare il terzo anello del Colosseo era stato, in mattinata, Giorgio Gori, 52anni, che più volte si era sentito male durante la protesta. Era sceso piangendo, tra gli applausi come sono stati applauditi gli altri sei.
La svolta era arrivata dopo il lungo incontro organizzato dalla Prefettura a Palazzo Valentini. Un tavolo istituzionale, al quale avevano partecipato, oltre ai rappresentanti sindacali delle guardie giurate, le sigle confederali, Comune, Regione e Provincia. Poi la trattativa con i "gladiatori" era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell´incontro dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell´ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzate dalla privatizzazione dell´ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale. «La vicenda è molto complessa» spiega Cutrufo «e va esaminata nei minimi particolari. Le organizzazioni sindacali preso atto della larga apertura registrata da parte delle istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l´impegno del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda». A Cutrufo fa eco l´assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi spiegando che le istituzioni «hanno fatto quello che potevano, cioè trasferire a Palazzo Chigi il compito di chiarire due nodi della vicenda: l´ambiguità della situazione pensionistica e la stabilità dell´impiego che era garantito dall´Associazione nazionale combattenti e reduci quando era ente pubblico». Infine il prefetto Giuseppe Pecoraro: «Appena rientrerò a Roma, fermo restando che approfondirò la posizione giuridica di queste persone, mi occuperò dei problemi relativi alla loro protesta e soprattutto di quelli che riguardano la pensione».


19 agosto 2009 - La Provincia di Cremona

Le guardie giurate hanno incontrato il vice sindaco Cutrufo
Scendono dal Colosseo i sei ‘gladiatori’ dell’Urbe

ROMA — Sono scesi dal Colosseo i sei ‘gladiatori’, le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che i sei gladiatori scendessero il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo era entrato nel Colosseo per incontrarli. La trattativa era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell’incontro interistituzionale in prefettura di ieri pomeriggio dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell’ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell’ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale. I sei hanno sentito al telefono, nel corso delle trattative, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Una telefonata durata circa cinque minuti nella quale si sono scambiati idee e punti di vista sulla situazione del loro istituto di vigilanza privatizzato. A raccontarlo è proprio il vicesindaco Mauro Cutrufo che ha incontrato i sei manifestanti «a metà strada, al primo piano. Sono convinti di aver fatto una giusta battaglia soprattutto per quanto riguarda l’aspetto salariale. Da parte nostra, però, e da parte di tutte le istituzioni c’è stato un forte impegno, concretizzato dal documento scritto stilato alla fine del tavolo di questo pomeriggio in Prefettura: già la prossima settimana torneremo ad approfondire i nodi poco chiari del procedimento di privatizzazione dell’istituto vigilanza Urbe insieme a un rappresentante del governo, dopo aver raccolto tutta la documentazione dai ministeri preposti, come la Difesa, l’Economia, e lo Sviluppo Economico». Cutrufo ha infine affermato di avere ricevuto una telefonata del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro «soddisfatto per la felice conclusione della vicenda».


19 agosto 2009 - Il Piccolo

FINITA LA PROTESTA
Scesi dal Colosseo i sei «gladiatori»

ROMA - I «gladiatori» hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la posizione poco dopo le 21 di ieri, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma ieri mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «La prossima settimana - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di Palazzo Chigi per far chiarezza sulla vicenda».

 
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