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Innse, gli operai scendono dalla gru: accordo nella notte PDF Stampa E-mail
mercoledì 12 agosto 2009

 Da L'Unità on line

Gli operai della Innse che da una settimana si trovavano su una gru all'interno dello stabilimento sono scesi e hanno abbracciato i compagni e i parenti, in festa per il raggiungimento dell'accordo che permette di salvare l'azienda e i posti di lavoro. Nell'accordo, firmato dalla Fiom-Cgil e dalla Rsu dei lavoratori della Innse di Milano, c'è la garanzia della riassunzione immediata di tutti e 49 gli operai che dal maggio del 2008 sono stati messi in mobilità e che hanno portato avanti in questi mesi la loro protesta per tornare a lavorare. Nell'accordo, secondo quanto si apprende, sono state accolte le richieste del sindacato e dei lavoratori riguardo, oltre alla riassunzione, agli ammortizzatori sociali e al riavvio della fabbrica da settembre. «È frutto questo successo della lotta eccezionale dei lavoratori», ha spiegato il segretario nazionale Fiom Giorgio Cremaschi. Al termine di una seconda, interminabile giornata di trattative, è stato raggiunto l'accordo per la vendita della Innse di Milano alla cordata guidata dalla Camozzi di Brescia. Lo stabilimento non sarà smantellato e l'azienda metalmeccanica continuerà a produrre. I quattro operai che con un delegato della Fiom si trovavano da oltre una settimana su una gru all'interno della fabbrica sono scesi. La svolta è avvenuta poco dopo la mezzanotte in prefettura a Milano, sede della trattativa. È stata trovata l'intesa fra Silvano Genta, proprietario della fabbrica metalmeccanica, il gruppo di imprenditori capeggiato dalla Camozzi e la Aedes, l'immobiliare proprietaria del terreno su cui sorge lo stabilimento. La Fiom ha visto accolte le sue richieste, concordate con gli operai della Innse, su piano industriale, riassunzione dei lavoratori, ammortizzatori sociali e cassa integrazione, oltre al riavvio della produzione da settembre. Nell'accordo, firmato dalla Fiom-Cgil e dalla Rsu, c'è la garanzia del posto per tutti e 49 gli operai che dal maggio del 2008 sono stati messi in mobilità e che hanno portato avanti in questi mesi la loro protesta. A quel punto i lavoratori hanno dato il loro assenso e messo fine alla protesta che ha attirato l'attenzione dell'intero Paese. "Oggi è una giornata positiva per il lavoro" - ha commentato il segretario generale di Cgil Lombardia Nino Baseotto -. L'accordo raggiunto per il mantenimento e il rilancio delle attività produttive alla Innse è un successo che va ascritto alla lotta caparbia dei lavoratori ed alla mobilitazione del sindacato". La giornata di estenuanti trattative è stata scandita dalla spola dei rappresentanti sindacali, in testa Maria Sciancati della Fiom-Cgil Milano, tra la prefettura e la fabbrica. La Camozzi aveva fatto sapere nel pomeriggio che non avrebbe portato il negoziato oltre la mezzanotte. Trovata l'intesa fra venditore e acquirente - dopo aver sciolto i nodi del prezzo e dell'ampiezza del terreno richiesto dalla nuova proprietà - tutto si è bloccato per il rifiuto degli operai. Questi ultimi chiedevano maggiori garanzie sull'occupazione e sul riavvio della fabbrica e minacciavano nuove iniziative di protesta. Alla fine tutto si è risolto per il meglio e gli operai che assieme al delegato della Fiom erano saliti per protesta su una gru otto giorni fa sono scesi a terra, provati e con la barba lunga, ma felici per la conclusione positiva della vicenda. Nel corso della giornata i cinque si erano anche collegati, grazie a Radio popolare, con i quattro lavoratori della Cim di Marcellina (Roma), che a loro volta protestano su una torre alta 37 metri. "Il vecchio tipo di lotta, lo sciopero, non funziona più. Bisogna utilizzare nuove forme di lotta. Dobbiamo resistere. Più punti di resistenza ci sono, meglio è per tutti", ha detto un operaio della Innse al collega della Cim.

12 agosto 2009

 

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L'azienda milanese venduta alla cordata guidata dalla Camozzi di Brescia Garnazia del posto di lavoro per i 49 dipendenti e ammortizzatori sociali Innse, trovato l'accordo operai scendono dalla gru Dopo il sì del sindacato, conclusa la protesta iniziata otto giorni fa

di DAVIDE CARLUCCI e ILARIA CARRA

Da Repubblica.it

MILANO - Accordo nella notte, la Innse è salva e gli operai scendono dopo otto giorni dal carroponte. "E' una grande vittoria - commenta a caldo Roberto Giudici, il sindacalista della Fiom, sulla gru insieme a Fabio, Massimo, Vincenzo e Luigi, i quattro dipendenti dell'azienda - e mi auguro che, nell'autunno caldo che si annuncia, con migliaia di licenziamenti, si allarghi la lotta: l'effetto emulazione c'è già stato". L'azienda meccanica di via Rubattino passa, dopo un'estenuante trattativa che si è chiusa pochi minuti dopo la mezzanotte, al gruppo bresciano Camozzi. E' il risultato della battaglia degli operai, che per quattordici mesi hanno presidiato la fabbrica in crisi, impedendone lo smantellamento, e negli ultimi otto giorni hanno inscenato una protesta spettacolare, salendo su un carroponte all'interno dello stabilimento e rifiutando di scendere fino a che non si fosse trovata una soluzione. Ora, finalmente, la soluzione c'è. Il vecchio proprietario, Silvano Genta, ha tentato fino all'ultimo di portare a casa più soldi possibili, ma ha dovuto cedere di fronte all'ultimatum di Camozzi che aveva fissato per la mezzanotte il termine ultimo per concludere il negoziato. Che ha vissuto però, nel corso della giornata, momenti di grande tensione: a un certo punto della serata, tra offerta e richiesta c'erano ancora 3 milioni di differenza. E davanti a via Rubattino, dove si erano radunati oltre 200 manifestanti, sono volati insulti e minacce anche pesanti nei confronti di Genta. Alla fine, grazie anche alla mediazione costante del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, l'accordo è arrivato, prima con la Aedes, proprietaria dei terreni su cui sorgono i capannoni (e che concederà ai nuovi proprietari un'area più ampia per la movimentazione delle merci), poi anche con Genta: il prezzo concordato è di 4 milioni. E' stato allora che i rappresentanti della Fiom, guidati da Gianni Rinaldini, Giorgio Cremaschi e Maria Sciancati, reduci dalla Prefettura, si sono consultati con i cinque sulla gru e con gli altri dipendenti per redigere una piattaforma sindacale da sottoporre alla nuova proprietà. E anche su questa piattaforma, che prevede la riassunzione dei 49 operai, è stato finalmente raggiunto l'accordo. Giambattista Lomartire, il legale di Genta, è soddisfatto: "Usciamo di scena con un sacrificio da parte del mio cliente. In cambio, però, Aedes ritira ogni richiesta di risarcimento danni". Radioso Attilio Camozzi, il patron del gruppo metalmeccanico: "La Innse ha un nome storico che ha dato tanto all'immagine dell'Italia all'estero. Noi la riporteremo in auge". Ma a cantare vittoria sono soprattutto gli operai: "La nostra esperienza fa scuola - commenta Luigi Esposito, uno dei cinque lavoratori - per tutte le aziende in crisi nelle quali si vuole licenziare". (12 agosto 2009)

 
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