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Milano, il giudice contro Atm: «Mohamed può guidare il tram» PDF Stampa E-mail
giovedì 23 luglio 2009

Accettato il ricorso contro un regio decreto che discrimina gli stranieri

Checchino Antonini

dA lIBERAZIONE DEL 22 LUGLIO 2009

Ce l'ha fatta, Mohamed. Un tribunale del lavoro gli ha dato ragione: può essere assunto dall'azienda filotranviaria milanese. Il regio decreto del '31 che glielo impediva, e dietro cui si schermava Atm, è carta straccia, «implicitamente abrogato». L'azienda - implicitamente condannata - s'era giustificata cianciando che la discriminazione «non appare certo priva di logica, o irrazionale, o arbitraria» anche alla luce di «rischi di attentati». Il collegio, presieduto da Chiarina Sala, ha voluto sanzionare, invece, il «carattere discriminatorio» del comportamento dell'azienda e ha intimato ad Atm «la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione, in moduli cartacei o telematici». La permanenza del requisito di una determinata cittadinanza per l'assunzione, infatti, «verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento in senso diseguale e più svantaggioso per il "non cittadino"». Pensate un po' come l'abbia presa uno come Matteo Salvini - esplicitamente razzista (si potrà dire?), uno che si fa filmare col telefonino mentre canta cori da stadio contro i napoletani - europarlamentare della Lega. «Una sentenza aberrante», strillacchia proponendo di trasferire questi giudici in Marocco: «A Milano - ristrillacchia - i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani». Adesso ha promesso di chiamare Catania - il presidente di Atm si chiama Catania e Salvini già pativa - per fornirgli centinaia di curricula di aspiranti autisti lumbard. «E' andata come speravamo», dice a Liberazione , l'avvocato Livio Neri, referente lombardo dell'Asgi, associazione di studi giuridici sull'immigrazione, che ha curato i ricorsi assieme agli "Avvocati per niente", una onlus che si occupa di varie questioni connesse con la marginalità sociale. «Mohamed è contento - dice ancora - ma evita interviste, anche il Tg5 di prima serata!». Mohamed Hailoua sta già preparando il curriculum con un amico italiano. Infatti non ha ottenuto il posto, ma il diritto a concorrere. Diciannove anni, vive in Italia da quando era ragazzino, la famiglia è ancora lì. Dopo le scuole medie, Mohamed ha frequentato un istituto prpfessionale per diventare elettricista. Ma, cittadinanza o no, mica è facile trovare lavoro a Milano. Ora è facchino in una cooperativa, precario, of course. Elettricista all'Atm, quello sarebbe meglio, posto fisso. Sul sito c'è scritto «lavora con noi». Mohamed clicca ma, tra i requisiti c'è la cittadinanza europea. Così decide di far valere i suoi diritti. Ma il primo ricorso, il 18 giugno, finirà respinto. Il giudice aveva ritenuto infondata la domanda in quanto il ragazzo non aveva concretamente presentato la domanda di assunzione ma aveva presentato ricorso dopo essere venuto a conoscenza delle condizioni per l'assunzione dal sito Internet di Atm. Il Tribunale del lavoro ha invece deciso che, con la pubblicazione sul sito, l'Atm abbia fatto una offerta pubblica di lavoro e che, quindi, l'immigrato ha ricevuto un danno. Quel regio decreto altro non è se non un «residuato bellico» che «equipara i lavoratori del settore autoferrotranviario ai dipendenti pubblici ed è superato superato dalla Costituzione e da altre leggi, tra cui paradossalmente dalla Turco Napolitano non modfificata dalle manipolazioni della Bossi Fini, e da una convenzione Oil, l'organizzazione internazionale del lavoro», continua Neri. «Atm di solito giustifica il monte di straordinari sproporzionato, imposto ai suoi dipendenti, con l'impossibilità di poter trovare autisti - spiega Luciano Muhlbauer, consigliere regionale di Rifondazione comunista - cosa comunque non vera perché non decide di assumere: spremere un conducente conviene più che assumerne uno nuovo, a scapito della sicurezza. Non passa mese che a Milano non ci siano incidenti e fa specie che quando c'è la possibilità di assumere, finalemente, si ricorra a discriminazioni senza fondamento giuridico». Mastica amaro anche De Corato, sindaco un po' (post) fascista: perché quel ricorso proprio qui a Milano quando il problema è nazionale? Che sia un complotto contro lui e Letizia Moratti? Naaaahhh! C'è solo che Mohamed ha diritto a sognare un posto fisso come ogni ragazzo della sua età. 22/07/2009

 
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