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GOVERNO · Un emendamento cambia destinazione alla copertura. Precari a terra: salta l’una tantum PDF Stampa E-mail
giovedì 23 luglio 2009

DECRETO ANTICRISI -

Da Il Manifesto del 23 luglio 2009

Sara Farolfi

ROMA Era marzo, l’uscita dal tunnel della crisi non si intravedeva neppure e il governo annunciava in pompa magna il raddoppio, dal 10 al 20%, dell’indennità per i collaboratori a progetto (co.co.pro). «Non lasceremo indietro nessuno», suonava allora la parola d’ordine, palleggiata all’occorrenza tra i ministri. Grande retorica, pochi i persuasi dell’impatto della misura, 100 milioni i fondi stanziati per la copertura 2009. «Ma ne metteremo altrettanti anche per il 2010», aveva giurato Sacconi. E invece niente. Niente raddoppio, ma neppure niente «elemosina », come in tanti l’avevano definita. Tra le pieghe dei 150 emendamenti presentati al decreto «anticrisi», infatti, viene cambiata la destinazione d’uso di quei 100 milioni stanziati per finanziare l’una tantum per i collaboratori a progetto (in monocommittenza), e che ora invece andranno a finire, «tutti o in parte», nel Fondo sociale per l’occupazione e la formazione. Neppure le briciole insomma per chi, se espulso dal mercato del lavoro, non ha diritto neppure al sussidio di disoccupazione: diversi economisti avevano mostrato l’esiguità della misura - il 20% della retribuzione 2008, pari a circa 1600 euro di una tantum, per una platea pari al 12,5% dei collaboratori a progetto, secondo le stime de Lavoce.info. Tutto ciò fa il paio con quell’altra norma del decreto che proroga il blocco delle assunzioni nel settore pubblico e che dunque mette fuori i 25 mila precari delle Poste per i quali la Corte costituzionale aveva disposto il reintegro. E non è tutto. Con il metodo ormai consolidato dell’azzardare provvedimenti tramite emendamenti, il decreto «anticrisi», sul quale con ogni probabilità il governo già oggi metterà la fiducia, si è arricchito di vere e proprie chicche. Come la «mini » liberalizzazione del trasporto pubblico locale. L’obiettivo, spiegano i due emendatari di casa Pdl, è quello di «promuovere l’efficienza e la concorrenza nei singoli settori del trasporto pubblico», a tal fine almeno il 10% dei servizi di trasporto pubblico locale dovranno essere affidati tramite gara a imprese non controllate dagli enti locali. E ancora, la completa esautorazione del ministero dell’ambiente e degli enti locali nelle autorizzazioni per la realizzazione di centrali di produzione e di distribuzione di energia, nucleare incluso. Dopo la denuncia della stessa ministra Prestigiacomo, ieri l’allarme è arrivato anche dall’Anci (l’associazione dei comuni) e da Legambiente. La società Stretto di Messina può invece dormire sonni tranquilli: è sempre un emendamento a stanziare 1,3miliardi di euro, e a trasformare l’amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, in commissario straordinario con il compito di rimuovere gli ostacoli frapposti al riavvio delle attività. I terremotati abruzzesi invece dovranno rimborsare allo stato le tasse non pagate in questi mesi (dal terremoto in poi), non è chiaro se con o senza interessi. A proposito, arriva invece una ’buona’ notizia per gli ex terremotati di Marche e Umbria (era il 1997): anche per loro c’era il rimborso di quanto non pagato allo stato ma, si decide ora, «senza maggiorazione, sanzione nè interessi». I proventi della «porno tax» - prevede un altro emendamento - andranno al ministero dei beni culturali per interventi a favore dello spettacolo, anche se ancora non si è parlato di ripristino del Fondo unico, su cui si èmobilitato in questi giorni tutto il mondo della cultura. Alcune modifiche sono state fatte alla cosiddetta Tremonti ter, quella parte del decreto che riguarda i benefici alle imprese: le agevolazioni fiscali ci saranno solo per l’acquisto di macchinari nuovi ma decadranno (zampino leghista) qualora gli strumenti così acquisiti vengano ad aziende di paesi extra Ue. Ultima chicca: lo stop ai sacchetti non biodegradabili scatterà solo dal 2011 (e non più da inizio 2010). Su tutto il provvedimento - che contiene lo scudo fiscale, la sanatoria per colf e badanti e la riforma delle pensioni per le dipendenti pubbliche da quest’anno, ma dal 2015 per tutti, uomini e donne, pubblici e privati - il governo dovrebbe mettere la fiducia già oggi. Il decreto dovrebbe arrivare in senato giovedì 30 luglio, per il voto finale entro il primo week end di agosto. Dati i malumori, anche dentro la stessa maggioranza, non sono escluse modifiche, che riporterebbero il testo in terza lettura alla camera.

 
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