Home
Il tribunale di Torino scarcera l’Onda. Revocate le custodie cautelari PDF Stampa E-mail
domenica 19 luglio 2009

MOVIMENTO · Solo due indagati restano ai domiciliari. La soddisfazione dei legali: «Abbiamo vinto il primo round»

Da Il Manifesto del 19 luglio 2009

Orsola Casagrande

L'onda travolge l'inchiesta di Torino. Il commento è diffuso tra i giovani che da ieri mattina si sono visti revocare il provvedimento di custodia cautelare in carcere ordinato dalla procura di Torino. Dopo due giorni dall'udienza del tribunale del riesame infatti ieri mattina è stata depositata l'ordinanza che revoca il carcere per tutti. Restano significative restrizioni per alcuni dei giovani imputati ma evidentemente il primo passo era quello di convincere il tribunale del riesame che il carcere era una misura sproporzionata rispetto alle accuse rivolte ai 21 giovani dell'Onda torinese. Due ragazzi passano dal carcere ai domiciliari, cinque all'obbligo di dimora nel comune di residenza. Altri avranno l'obbligo di firma mentre alcuni non hanno più alcuna misura restrittiva. Un primo passo nello smontare un impianto accusatorio che fin dall'inizio aveva mostrato diverse lacune. «La decisione del riesame - dice l'avvocata di due dei padovani coinvolti nell'inchiesta, Aurora d'Agostino - ha chiaramente ridimensionato in modo sostanziale la situazione determinata dalla procura di Torino». Sull'esagerazione delle misure restrittive hanno del resto puntato tutti gli avvocati giovedì scorso in aula. «Abbiamo sottolineato - dice Gianluca Vitale, legale di alcuni dei torinesi - come non fosse necessario utilizzare il carcere per fatti risalenti a un mese e mezzo fa e il riesame in questo senso ha confermato la nostra perplessità». L'avvocata d'Agostino ci tiene anche a sottolineare come la vittoria sia stata doppia in questa fase, che definisce comunque il «primo round». «E' stata una vittoria - dice - sia sul piano processuale che su quello della mobilitazione a fronte di quello che ha dichiarato giovedì in aula il pmSparagna». In particolare il pm aveva ribadito la sua preoccupazione per quanto potrebbe succedere nel prossimo autunno da lui definito caldo. Quasi che gli arresti di quasi due settimane fa fossero un messaggio da inviare al movimento. E in effetti le questure di Vicenza e Padova, per esempio, si erano dette subito disponibili a recepire il nuovo modo di procedere inaugurato dalla procura di Torino, e cioè l'arresto per fatti avvenuti molto tempo prima e comunque con prove assai poco concrete. Vicenza è evidentemente una città da tenere «sotto controllo», per via della pacifica protesta dei suoi cittadini contro la base militare che gli Stati uniti vorrebbero costruire con il placet del governo italiano. Ora per gli avvocati resta da risolvere la posizione dei due giovani colpiti da ordine di arresto non eseguito. Uno dei giovani è uno studente iraniano che si trova in Iran. «Siamo riusciti - conclude d'Agostino - ad ottenere nei tempi più rapidi possibili un primo risultato importante, che era denunciare l'uso distorto della misura cautelare in carcere. Il primo round è stato vinto». Da Torino, oltre alla soddisfazione per questa prima vittoria in tribunale, viene anche ribadita l'intenzione di non fermarsi qui. «Continueremo a batterci - dice l'Onda torinese - per la liberazione totale di tutti ».

 
< Prec.   Pros. >
page counter