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Golpe in Honduras: i sindacati proclamano lo sciopero generale! PDF Stampa E-mail
martedì 30 giugno 2009

 IL DELITTO IMPERDONABILE .... DI CHIEDERE AL POPOLO Victor Báez Mosqueira, segretario generale della CSA, la Confederazione Sindacale dei Lavoratori e delle Lavoratrici delle Americhe, ha condannato duramente il colpo di stato avvenuto il 28 giugno in Honduras ad opera delle Forze armate.  Un colpo di stato che, secondo Victor Báez “ha avuto come principale obiettivo la destituzione e la successiva espulsione dal paese del presidente, Manuel Zelaya”. "Esigiamo – si legge nella dichiarazione diffusa nella giornata di ieri - il rispetto dell'integrità fisica e della vita del Presidente Zelaya e il suo re-insediamento nella più alta carica del paese, così come il pieno rispetto per le istituzioni democratiche della Repubblica di Honduras.

Esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo honduregno, con il movimento sindacale e sociale, con la sua mobilitazione per restaurare la democrazia a sostegno del presidente" Nella giornata di ieri si doveva tenere un referendum consultivo con cui Zelaya avrebbe chiesto alla cittadinanza un parere sull'apertura di una nuova fase costituente, un processo costituzionale con cui avviare il rinnovamento delle strutture politiche dell'Honduras. La consultazione, sostenuta da un ampio consenso popolare, aveva tra i principali promotori proprio il movimento sindacale. "Abbiamo informazione dai nostri sindacati affiliati in Honduras sull'esistenza di liste di leader politici e sociali, che potrebbero essere arrestati dai militari per il loro sostegno al referendum, scatenando una situazione molto grave di repressione con conseguenze imprevedibili e un aggravamento della situazione", ha dichiarato il segretario generale della CSA. La CSA ha chiesto inoltre a tutti i Governi delle Americhe di isolare questo tentativo di reprimere con violenza la volontà popolare e sollecitato “ il movimento sindacale internazionale e, specialmente, le organizzazioni affiliate alla CSA in tutto il continente americano, a esprimere la solidarietà con i sindacalisti dell'Honduras e con la loro azione volta al ripristino delle istituzioni democratiche nel paese". I sindacati honduregni CGT, CUT e CSH, insieme ad altri movimenti sociali, hanno proclamato per oggi uno sciopero generale. Migliaia di sostenitori di Zelaya hanno protestato nelle strade e sotto il palazzo presidenziale di Tegucigalpa, capitale honduregna, sfidando il coprifuoco di due giorni imposto da Roberto Micheletti , nuovo capo di Stato ad interim eletto dal congresso honduregno. Un cambio al vertice che i parlamentari hanno ratificato approvando una presunta lettera di dimissioni che ovviamente Zelaya non ha mai firmato. Condanna del colpo di stato militare è venuta anche dalla Federazione internazionale dei trasporti Itf (International Transport Workers' Federation). Antonio Fritz, segretario regionale del sindacato interamericano, ha così spiegato il contesto del golpe: "Il Presidente Zelaya ha voluto indire un referendum popolare sulla modifica della Costituzione, nonostante l'opposizione dell'esercito e parlamentare. La risposta è stata che, in una democrazia, è il popolo a decidere. La contro-risposta militare è stata dal canto suo quella di prendere il potere con i fucili, effettuare arresti diffusi e rapire e deportare il presidente. I nostri colleghi hanno convocato in Honduras uno sciopero generale contro questo colpo di stato, ma l'esercito sta compiendo arresti ovunque, spegne i telefoni e impone un coprifuoco. I sindacalisti si preparano allo sciopero e migliaia sono in strada da ieri, nonostante le piogge torrenziali. E' ovvio che siamo profondamente preoccupati per la sicurezza di tutti coloro che protestano. Il nostro timore è che l'esercito attacchi il sindacato, la gente e, più in generale, la società civile ".

 
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