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Brescia: Sdl-Intercategoriale contro l'appalto per gli asili del comune PDF Stampa E-mail
luned́ 29 giugno 2009

Da quibrescia.it

 Il sindacato Sdl-Intercategoriale del comune di Brescia, interviene ancora una volta sui servizi ausiliari delle scuole d'infanzia, invitando le ditte interessate a non partecipare al bando di concorso per l'appalto dei servizi. "L'amministrazione comunale di Brescia", si legge in una nota, "ha deciso di appaltare gran parte dei servizi ausiliari delle scuole dell'infanzia e dei nidi comunali gestiti in precedenza con personale di ruolo e con personale precario 'affittato' da anni tramite le agenzie di somministrazione. La scelta, secondo quanto dichiarato dall'amministrazione stessa, non era motivata dalla volontà di risparmiare sulle retribuzioni dei dipendenti 'affittati' ma dalla necessità di rispettare alcuni parametri dettati dalle leggi finanziarie per cui i 'tecnici' avrebbero proposto questa soluzione: spostare da un capitolo (quello delle retribuzioni dei dipendenti) ad un altro capitolo (servizi appaltati) la spesa per la gestione dei servizi ausiliari". "Il risultato è che assistiamo ad uno scandaloso scarica barile rispetto alla 'soluzione' adottata", prosegue il comunicato. "Un virus che si sta estendendo anche nei settori interessati tra i vari dirigenti e assessori coinvolti. A pagare tutto ciò, come sempre, saranno le lavoratrici e i lavoratori: molto di più i precari ma anche quelli di ruolo ne subiranno le conseguenze. Leggendo il bando di gara con cui l'amministrazione ha deciso l'appalto, questa la situazione con cui si troverà a fare i conti il personale coinvolto nella vicenda. 1. Riduzione secca della retribuzione tabellare di circa 200 € mensili tra il contratto enti locali applicato in precedenza e il nuovo contratto di riferimento (FISM) oltre alla perdita dell'indennità di turno (circa 100 € mensili per chi la percepiva), di rischio (30€ mensili) e della produttività (circa 90 € mensili). E meno male che non si voleva risparmiare sulle retribuzioni dei lavoratori! 2. Incertezza sull'impegnativa oraria rispetto ai contratti in essere. 3. Part-time di 3 ore nella maggioranza dei nidi (insomma una retribuzione da fame). 4. Co-presenza di personale comunale e appaltato nei nidi (a fronte della separazione rigida tra personale di ruolo e personale in appalto applicata nelle scuole materne giustificata da "insuperabili" disposizioni legislative che, evidentemente, verrebbero violate nei nidi). 5. Riduzione del personale ausiliario impiegato nei nidi e quindi della qualità del servizio". "Va ricordato inoltre", scrive ancora il sindacato Sdl-Intercategoriale, "che l'accorpamento del personale comunale delle scuole dell'infanzia nelle 9 strutture che resteranno in gestione al comune (12 sono quelle destinata ad essere appaltate) avrà come conseguenza la perdita della "continuità relazionale" con l'utenza, requisito spesso citato dagli stessi dirigenti e amministratori come elemento insostituibile di quella qualità ed eccellenza che avrebbero caratterizzato fino ad oggi le scuole comunali bresciane. In conclusione è consapevolezza diffusa tra il personale ausiliario coinvolto che la presunta volontà dell'amministrazione di non penalizzare le lavoratrici in questione era solo di facciata. Se davvero l'amministrazione avesse voluto semplicemente spostare una spesa da un capitolo all'altro senza danno per le lavoratrici avrebbe posto come contratto di riferimento nel bando di gara quello degli enti locali. La sola cosa che ora potrebbe fermare questo sicuro peggioramento delle condizioni contrattuali applicate a queste lavoratrici è che nessuna ditta partecipi all'appalto. Un invito che cadrà nel vuoto ma che, per coerenza, facciamo alle ditte che pensano di concorrere".

 
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