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«Cuntra su G8», la Sardegna non rinuncia a contestare i potenti PDF Stampa E-mail
venerd́ 19 giugno 2009

Il 7 e l'8 luglio si terrà un forum di quaranta associazioni discuterà di restringimento degli spazi democratici, guerra e crisi economica

Costantino Cossu

CAGLIARI

Se il G8 s'è spostato dalla Sardegna all'Abruzzo non per questo le organizzazioni e i movimenti sardi che per contestare il summit si erano messi insieme rinunciano a far sentire la loro voce. I temi della mobilitazione, infatti, vanno ben oltre il vertice, i suoi contenuti e i suoi metodi, e investono l'analisi della crisi globale di un sistema che distrugge occupazione e ricchezza e compromette gli equilibri ambientali, della guerra come strumento di mantenimento degli assetti di potere internazionali, delle scelte strategiche sulle politiche energetiche e su quelle alimentari, del restringimento degli spazi di democrazia, compreso il diritto di autodeterminazione dei popoli. Per discutere di tutto questo e per elaborare un documento da portare al confronto con il fronte nazionale ed europeo che si prepara alla mobilitazione contro il summit dell'Aquila, le oltre quaranta sigle riunite nel comitato «Cuntra su G8» («Contro il G8») hanno organizzato un forum, che si terrà a Sassari il 7 e l'8 luglio e i cui contenuti sono stati illustrati ieri mattina a Cagliari nel corso di una conferenza stampa. Tra le sigle promotrici: l'Arci, la rete 28 aprile della Cgil, i Cobas Sardegna, il sindacato Natzione sarda, il Cagliari social forum, il Cantiere sociale di Alghero, il comitato antimilitarista Gettiamo le basi, l'associazione culturale Città di Ar, Rifondazione comunista Sardegna e Sinistra critica. «Sono le manovre economiche ultra liberiste dei signori del G8, della banca mondiale e delle multinazionali - sostengono gli organizzatori del forum di Sassari - che hanno caratterizzato gli ultimi decenni di globalizzazione e di privatizzazione, con le pretestuose guerre al terrorismo e le false esportazioni di democrazia create ad hoc per far sopravvivere un sistema ingiusto ed un'economia di carta. Impegnati a produrre utili immediati, i signori del G8 hanno ottenuto un gigantesco passaggio di ricchezza dal lavoro degli uomini e delle donne al profitto delle banche e degli speculatori. Ora che il meccanismo s'è inceppato, appare chiaro che, ancora una volta, le conseguenze della crisi le pagheranno i lavoratori; migliaia di precari non riconfermati , migliaia di operai in cassa integrazione, fabbriche che chiudono e condizioni di lavoro sempre peggiori, perché peggiori sono i contratti e i sistemi di garanzia». L'impostazione scelta dalle sigle che danno vita all'iniziativa in programma a Sassari tiene legate la contestazione del G8 e l'analisi di un sistema al quale il G8 è funzionale. E dalla Sardegna alcune cose è possibile vederle meglio. «La nostra scelta è contro decenni di occupazione militare dell'isola - dicono i «Cuntra su G8» - contro scelte industriali fallimentari e sempre meno rispettose della tutela del lavoro, contro progetti di costruzione di centrali nucleari e di nuovi carceri di massima sicurezza, contro una politica della casa ingiusta a vantaggio del saccheggio delle coste, contro una trasformazione sociale ed economica del territorio della Maddalena pensata per favorite gli interessi di grandi imprenditori come il gruppo Marcegaglia, contro la negazione di diritti civili e sociali, contro gli indirizzi liberisti della Ue che mettono in ginocchio agricoltori e pastori, contro la trasformazione della Sardegna in una nuova roccaforte della guerra agli immigrati». Il forum del 7 e dell'8 luglio si articolerà in tavoli si discussione su tutti questi temi, ai quali si aggiungerà la questione della nazioni senza stato e dei popoli indigeni minacciati di genocidio e di estinzione. Il dibattito sarà sintetizzato in un documento.

 
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